Venerdì. ☔️
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Di quelli a base di pioggia battente, attese infinite alla fermata e parolacce. Tante.
Roma che sembra essere colpita da un asteroide. E la gente, pure lei, che non sta tanto bene.
Queste sono quel tipo di giornate in cui le persone – anche quelle per bene – impazziscono. Per dire, in bus potrebbero scoppiare liti per validi motivi quali

– la tua giacca è troppo ingombrante
– hai i capelli troppo voluminosi
– mi hai spinto apposta
– ti puzzano le ascelle
– ma anche: il tuo deodorante è troppo forte
– le tue scarpe sono troppo bagnate
– lo zaino che hai alle spalle mi disturba, mettilo a terra (ma a terra è bagnato, stronzo!)
– sei seduta da troppo tempo, famo a cambio
– hai la musica troppo alta
– vada avanti che c’è spazio, non lo vede?
– non spingere
– mi hai toccata volutamente, lo so
– semo troppi: Roma ai romani
– fai troppo rumore quando sfogli il libro, e comunque se leggi Fabio Volo ti meriti un venerdì così
– la tua mano occupa troppo spazio e io non riesco ad attaccarmi al sostegno
– no la tua è solo panza, non ti cedo il posto
– ti si sta sciogliendo il fondotinta, che schifo
– dalla borsa pranzo fuoriesce puzza de cipollata
– ti puzza l’alito
– no quello non era il sedile, ma il mio culo

L’apocallisse sta arrivando, lo sento. E io non ho ancora preso manco un caffè ☕️

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