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Quello che il mondo ama ingenuamente definire come sfiga-bastarda-da anno bisesto, a me piace chiamarlo, piu’ realisticamente, cosi’: propensione compulsiva all’auto-distruzione.

Giusto per restare in tema, proprio qualche giorno fa, ho rivisto ‘Shakespeare in Love’, un film tanto bello eh, ma fondamentalmente basato sull’assioma di ‘oh ma quanto e’ figa la gwyneth’?

Concetto su cui, peraltro, si sono basati la maggior parte dei problemi alimentari – daje di anoressia e bulimia – del 50% della mia generazione.

Dicevamo quindi ‘auto-distruzione da anno bisesto’, vero?

Dunque, per trattare l’argomento, non serve andare troppo lontano. Almeno non nel mio caso. Provo a fare un veloce flash back sulla mia esistenza, giusto per darvi un’idea.

  • 2012. L’anno del ‘sai che faccio? quasi-quasi adesso mollo tutto, lavoro-casa-amici, e mi trasferisco in Australia senza un visto permanente’.
  • 2008. Sono andata a vivere con love-of-my-life, meglio conosciuto dalle cronache come il sereno&tranquillo ‘The Dux’. Una roba altamente baffuta, gia’ di per se’ abbastanza impegnativa. E, visto che c’ero, ho anche deciso di sposarmelo. Facendo dell’hipsteria-portami-via una nuova religione. Bello de casa. 💙
  • 2004. Lasciavo il mio storico ragazzo dell’epoca, un tipo carino. Uno di quelli che i genitori amano da subito (quasi piu’ di te che resti comunque la pazza isterica di sempre, e loro lo sanno!), ben educato, benestante e – soprattutto – macchina-munito (che voglio dire: all’universita’ – se sei fuori sede – conta una cifra!), per relazionarmi – da li a qualche mese – con un pazzo-psicotico-stalker-fori-de-testa, che da qui in avanti chiameremo PSYCO, a cui piacevano le canzoni della Tatangelo. O forse gli piaceva proprio lei, a pensarci bene. A mia discolpa c’e’ da dire che: faceva il musicista finto-dannato di un gruppo real-sfigato e, soprattutto, era oggettivamente gnocco. In piu’, giusto poco prima, sceglievo di andare in Erasmus in Finlandia, a -25 gradi. Perche’ – a noi – le sangrie spagnole in spiaggia pure d’inverno, NO grazie. Che banalita’…
  • 2000. Iniziavo l’ultimo anno di liceo e decidevo di iscrivermi alla facolta’ di Ingegneria. Investendo cosi’ in un futuro professionale solido (AHAHHA). Come se non bastasse, tagliavo i capelli corti. Tanto corti, ma cosi’ tanto da passare agli annali come ‘krusty il clown’. … not that funny! soprattutto se hai 18 anni e hai da poco superato i tuoi complessi post-adolescensiali.

Non vorrei andare troppo indietro nella mia collezione di anni bisesti, affliggervi oltremodo con racconti atroci, ancora incredibilmente vividi nella mia memoria. Ho sempre saputo, in fondo, di avere un certo senso per l’orrido.

Ultimo case: esperienza scuole medie. Vissute nella ridente cittadina di vida-loca-wanna-be.

Vi basti sapere pero’ che avevo giornalmente interazioni con:

  • un prof grassa – che piu’ grassa non si puo’ – che per richiamare l’ordine ci lanciava dalla cattedra le gomme per cancellare (roba che – un genitore medio di oggi – avrebbe convocato servizi sociali e sacra inquisizione, che non si sa mai!, per moltooo meno)
  • una prof – tantoooo  brava eh – ma che assomigliava ad una mummia egizia di 452 anni; e sapefa anche di naftalina (e io odio la naftalina!)
  • il tutto in un contesto di spocchiosita’ ingiustificata e altamente diffusa che manco fossimo nel quartiere Beverly-Hills-90210, succursale Calabrifornia

Bei momenti. E’ evidente che la mia forte repulsione alla provincia, ha origini ben definite.

Sia nello spazio che nel tempo.

Ora, non vorre creare inutili ansie (soprattutto alla sottoscritta) ma viste le premesse, provando a proiettare nel futuro i miei personalissimi worst cases passati, cacchio: c’e’ davvero da aspettarsi di tutto.

Tipo mia mamma che decide di darsi al botox e alle liposuzioni dell’interno coscia, mio padre che si da ‘na botta di vita ad Amsterdam, mio fratello che si arruola nei Marines decidendo di intraprendere la carriera di asrofisico o The Dux che mi lascia temporaneamente per andare a ritrovare se stesso in un Ashram indiano. Ops, no, questo e’ quasi gia’ successo. Alla prossima mi aspetto l’evergreen della stagista ventenne!

Provo a non considerare cio’ che invece potrebbe venire in mente a me, da qui a Dicembre. Gli infiniti modi attraverso cui potrei infliggermi punizioni gratuite e immotivate.

Bene.

Volevo solo ricordarvi quindi, rullo di tamburi, che SI …siamo nel 2016. Negli ultimi mesi di questa ottima annata.

Da maneggiare con estrema cura, soprattutto se, anche voi, avete fatto dell’auto-fragellazione uno stile di vita.

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2016.

Uno di quegli anni in cui tutto puo’ succedere.

Poi non dite che non ve l’ho detto.