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Il pretesto e’ stato senza dubbio EXPO 2015. La verita’ e’ che era da un po’ che ci volevo ritornare. Cosi’ prenotato un biglietto #frecciarossa di #trenitalia , un sabato mattina di settembre siamo partiti: direzione Milano.

Non e’ una citta’ che conosco benissimo, ci sono stata – spesso di passaggio – sia per visite di famiglia, sia per dei colloqui di lavoro, subito dopo essermi laureata.

In meno di tre ore, dalla Stazione Termini di Roma ci siamo ritrovati nel cuore della citta’.

Benche’ Milano sia una citta’ relativamente piccola, in meno di 2 giorni, chiaramente non e’ possibile vedere tutto. Di sicuro esplorare con qualcuno del posto aiuta, perche’ ci si puo’ subito concentrare sulle cose piu’ interessanti. Ed e’ cosi’ che abbiamo fatto noi! Ospiti di un ‘cicerone’ d’eccellenza, appena arrivati alla Stazione Centrale (piu’ o meno alle 10 di un sabato mattina), abbiamo cominciato a girare come matti, senza cosi’ perdere neppure un attimo del tempo a nostra disposizione.

  1. Dalla Stazione Centrale di Milano (in bellissimo stile fine ‘800), preso un daily ticket della metro, ci siamo diretti immediatamente in centro. La prima tappa e’ stata, nemmeno a dirlo, il Duomo e la stupenda Galleria Vittorio Emanuele II. Un luogo elegante, raffinato, le cui linee e colori erano esaltate – quel giorno – dai riflessi di un cielo blu pastello che si intravedevano dalle vetrate trasparenti dei soffitti morbidi. Ecco, se c’e’ una cosa che si capisce subito, e’ che – appunto – Milano e’ una citta’ chic. Lo sono le persone, i bar, le piccole vie e le piazzette del centro, che sembrano piccoli salotti borghesi.

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2. Attraversando la Galleria, e non prima di aver bevuto un tea verde giapponese in uno dei numerosissimi organic shop del centro, ci siamo diretti verso il lussuoso Quadrilatero della Moda. Incredibili e ricercatissime le vetrine di Via della Spiga, capaci di creare bisogni indotti anche a persone non propriamente fashion addicted. E’ che il bello, quello vero, a prescindere che si manifesti in scultura, arte o moda, genera sentimenti positivi.

Una volta digerito il concetto che – SI – il mio look ha importanti margini di miglioramento, ci dirigiamo verso San Lorenzo Maggiore, passando attraverso piccole strade dal mood decisamente piu’ easy rispetto a quello appena assaporato nel paradiso della haute couture.

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Via della Spiga
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Opera contro la violenza sulle donne, nel quartiere di San Lorenzo MaggioreIMG_6826 IMG_6827

3. Che fai, sei a Milano, c’e’ il sole e non passi dalla Darsena? Anche solo a vedere cosa e’ successo di bello in quel luogo di cui tanto si e’ parlato, discusso e – delle volte – polemizzato.

Bene, per chi tra voi non lo sapesse (immagino pochi), la riqualificazione della storica Darsena di Milano è stato uno dei progetti di Expo 2015. Con questo intervento questa piccolo angolo e’ stato restituito alla città ed e’ tornato ad essere un luogo storico e simbolo di Milano. E, non poca cosa, luogo di aggregazione soprattutto nelle giornate di primavera – estate.IMG_6829 IMG_6828

4. E’ quasi ora di pranzo e il nostro percorso prevede una sosta da Temakinho, un locale buonissimo di cucina fusion brasiliana-giapponese che si trova proprio sui navigli.

Diretti al piccolo ristorante, attraversiamo anche il mercato vintage che si trova proprio li, sul naviglio, dove – peraltro – e’ possibile trovare qualche disco/pezzo molto interessante.

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Per gli amanti del genere, Temakinho c’e’ anche a Roma. Sia a Rione Monti che in Borgo Pio. 

Riuscire ad entrare nel locale senza una prenotazione e’ praticamente IMPOSSIBILE. 

Il consiglio e’ quindi di andarci durante la settimana, prenotando sul web. Il cibo e i cocktail sono veramente notevoli.

Insomma, esperienza consigliatissima!IMG_6852 IMG_6856

4. Subito dopo pranzo ci rimettiamo in marcia. Preso uno dei tram storici della citta’, ci dirigiamo – dai navigli – nuovamente verso la zona del Duomo. Da li, giusto il tempo di un caffe’, e cominciamo la nostra marcia verso: Via Dante, Piazza Cordusio – storica sede di Generali, Piazza Affari – dove si trova il famoso e anche tanto discusso dito medio di Cattelan contro il capitalismo occidentale e Piazza Cairoli, da dove ci dirigiamo verso il Castello Sforzesco e Parco Sempione.

Anche se l’elenco puo’ sembrare un po’ lungo, la verita’ e’ che tutti i luoghi di interesse – a Milano – sono vicinissimi l’uno dall’altro e – quindi – facilmente raggiungibili anche a piedi, senza stancarsi chissa’ quanto. Detto che, anche per i piu’ pigri, le citta’ mette a disposizione dei mezzi pubblici che funzionano benissimo!

Milano riassume perfettamente l’idea di citta’ vivibile, ordinata e a portata d’uomo.

Quando si dice

‘a city in a pocket’.

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Piazza CordusioIMG_6877 IMG_6884

Parco Sempione, con vista sul Castello Sforzesco 

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Piazza Affari e opera di Cattelan: Dito Medio.

Rappresentazione di massimo disprezzo verso un concetto di capitalismo ormai malato.

Intorno alle 5 di pomeriggio, nei pressi del castello, decidiamo di acquistare i ticket per l’ingresso serale in Expo (costo 5 euro). Scelta che si rivela estremamente intelligente, vista la fila enorme in cui ci imbattiamo appena arrivati ai tornelli dell’Esposizione Universale 2015. Acquistare in anticipo i biglietti, consente di saltare la prima delle file presenti in Expo: quindi fatelo assolutamente!

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5. EXPO 2015.

Saro’ molto sincera, forse anche un po’ brutale. Non sono mai stata una grande fan delle multinazionali e di tutti quegli eventi – foodie o meno – che hanno come unico scopo/interesse quello di far intrecciare accordi economici/commerciali tra stati. Odio le grandi catene, piu’ o meno da quando i miei neuroni hanno cominciato a collegarsi con sinapsi piu’ solide e conspevoli. Detesto trovarmi in India, in Cina o nel Borneo e ritrovare cartelloni Oreo ovunque, in un commercio tutt’altro che solidale verso le popolazioni locali. Aborro MC Donald’s, esattamente come Starbucks, caffe’ Nero o Eataly. Perche’ credo che il limite tra think global-eat local si sia superato quando un caffe’ ha iniziato a costare 5 dollari e una pizza con mortazza (dal sapore peraltro tutto fuorche’ local) ben 5 euro.

Un panino al prosciutto a 8 euro, mi spiace, ma non puo’ di certo considerarsi street food. Soprattutto nella considerazione che, in molti quartieri italiani, per fortuna e’ ancora possibile accedere a qualita’ di sapore elevatissima a prezzi che sfiorano massimo 3 euro. Ecco questo fenomeno non so come altro chiamarlo se non speculazione. Ma questa e’ solo una mia opinione, naturalmente.

Cio’ non significa che nella mia vita non ho mai bevuto un frappuccino, mangiato un mc royal delux o comprato un pesto genovese in Eataly. Anzi.

E’ che in generale, se posso, ad uno dei centinaia di ‘COSTA’ Caffe’ – presenti in una grande citta’ – preferisco sempre un caffetteria indipendente. Intima, che mi da davvero il sapore autentico del luogo in cui mi trovo.

Fatta questa premessa, credo che comunque – da italiana curiosa quale sono – non potevo esimermi dal visitare Expo2015. Nonostante le polemiche del pre-avvio.

E nonostante la forte incoerenza dell’affrontare un tema importante, quale quello della sostenibilita’ alimentare futura, usufruendo di sponsor come la ‘coca cola’ che – lsciatemi dire – per sua natura a tutto puo’ essere interessata fuorche’ alla sostenibilita’, appunto.

Ma, come si dice? Business as usual.

Il mio approccio in Expo e’ stato comunque veramente privo di pregiudizi, ed infatti nelle circa 6 ore passate li’ mi sono divertita moltissimo. Essendo sabato sera, c’era tantissima gente. E l’atmosfera, neppure a dirlo, era quella italianissima delle feste di strade. Dove la gente balla laddove c’e’ la musica, mangia laddove c’e’ cibo, ride, beve, scherza e si diverte. E sono proprio questi gli elementi che – a mio avviso – hanno davvero reso questo Expo un caso, tutto sommato, di successo. Il fatto che, nonostante tutto, sia stato italiano al 100%.

Per cui, se non lo avete ancora fatto, vi consiglio di andarci. Anche solo per essere parte – anche voi – di un evento storico mondiale! E, non ultimo, per vedere lo spettacolare Albero della Vita.

Come potrete immaginare, con ingresso serale, non ho potuto visitare tanti padiglioni. Tra quelli visti, sicuramente il padiglione Corea e’ stato il mio preferito.

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Padiglione Belgio ed OlogrammiIMG_6904 IMG_6907 IMG_6912 IMG_6914 IMG_6918 IMG_6921 IMG_6923 IMG_6926 IMG_6928 IMG_6931 IMG_6934 IMG_6935 IMG_6938 IMG_6939

IMG_6944Meraviglioso padiglione CoreaIMG_6942
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Padiglione CinaIMG_6972 IMG_6975 IMG_6977

American Food

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Padiglione Qatar

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Padiglione Spagna
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Meravigliose dune del deserto di Norman Foster nel padiglione degli Emirati ArabiIMG_7019

Padiglione Brasile

IMG_7171Spettacolo dell’Albero della VITA.

6. Dovendo ripartire la sera stessa, la Domenica mattina scegliamo di svegliarci presto, in modo da visitare il piu’ possibile. Stavolta scegliamo di muoverci in bicicletta (yo!!! 🙂 ), grazie al bike sharing (#bikemi) che a Milano funziona benissimo. Che invidia, ragazzi!

Dopo una prima passeggiata in uno dei quartieri archittetturalmente nuovi della citta’ (di cui, I’m sorry, non ricordo il nome!! shame on me), ci dirigiamo verso Via Massena – storica sede di Radio DeeJay, l’Arco della Pace e la China Town. Anche il secondo giorno il tempo era, come dire, perfetto! Quando si dice: woww che fortuna!

IMG_7034 IMG_7037 IMG_7039 IMG_7042 IMG_70437. Esporiamo la bellissima e super chic zona di Corso Como, da dove iniziamo ad intravedere uno scorcio di Piazza Gau Aulenti, la nuova fantastica Milano. A cui ci dedicheremo nel pomeriggio.

Su Corso Como, visitiamo il famosissimo concept store ’10 Corso Como’ di Carla Sozzani, gallerista e sorella della mitica Franca Sozzani, la SUPER DONNA di Vogue Italia. La Bibbia del fashion mondiale.

Inutile dirvi di quanto magnifici siano gli abiti, i pezzi di design e i giardini orizzontali presenti nelle pareti del coffe shop dello store. L’ambiente, qui, e’ elegantissimo. E anche sorseggiare un semplice caffe’ diventa una sorta di ‘esperienza memorabile’. E’ proprio qui che ho sentito nascere lento il bisogno estremo di una gonna di tulle nero. Che poi non ho mai comprato, naturalmente!IMG_7046 IMG_7047 IMG_7051 IMG_7052 IMG_7055 IMG_7058

IMG_70688. Sotto mia esplicita richiesta, per pranzo, scegliamo la California Bakery, che volevo visitare da anni. Buono il mio bagel al salmone, super fresh la spremuta di arance, fantastica la cheescake ed estremamente confy l’atmosfera. Un ristorante (con piu’ punti vendita in citta’) che mi sentirei di consigliare assolutamente per una sosta.

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9. Subito dopo pranzo ci dedichiamo al quartiere di BRERA. Fatto di piccole stradine molto Bohemien. Mentre passeggiamo, incontriamo: il celebre mercato dell’antiquariato e la bellissima Pinacoteca di Brera.

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Pinacoteca di Brera

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Mappamondi in alcune delle bancarelle di Antiquariato

 10. Ci siamo. E’ tempo di Piazza Gae Aulenti e di futuristici giardini che si arrampicano lungo grattacieli eco-sostenibili. E’ la nuova Milano. L’avanguardia d’Italia. E’ uno di quei luoghi che ci ricorda che anche in Italia e’ possibile il progresso.

In questa parte della citta’, fino a soli pochi anni fa, non c’era davvero nulla.

Ed e’ impressionante quanto sia stato fatto e in quando poco tempo.

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11. Manca davvero poco alla partenza. Ma decidiamo comunque di godere anche dell’ultimissima ora a nostra disposizione. E grazie al nostro “cicerone” riusciamo a godere di due chicche for-locals-only: I Giardini di Villa Reale (un parco dove troviamo solo milanesi) e fenicotteri rosa che popolano il laghetto di una villa bellissima del centro. Da qualche parte, non troppo lontano da via Buenos Aires.

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