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Non passa giorno in cui non pensi, direttamente o indirettamente, a lei: Londra.

Una delle poche, pochissime città che amo alla follia, come peraltro credo di avervi già detto un centinaio di volte. Quando penso a Londra, non ci sono “se” e non esistono “ma”. Per me resta, infatti, uno di quei luoghi che – al momento – non ha eguali al mondo, nè a oriente nè ad occidente.

Se chiudo gli occhi, sento ancora il vento gelido di alcune giornate di inverno, in cui il vento pungente mi trapassava le ossa. Vedo quei cieli bianchissimi, che contrastano con una società colorata, vivace ed estremamente interessante. Il verde acido di quei prati sempre folti. E quelle atmosfere che fanno così tanto “romanzo di inzio ‘800”. Vedo il fumetto grigio e spesso che mi esce di bocca, come le parole, e sembra dissolversi, nello sforzo estremo di salire su’.

Se mai un giorno dovessi realizzare quel sogno impossibile di diventare imprenditrice di me stessa, è proprio li che me ne andrei a vivere: ritirata su una di quelle piccole barche del Regent’s Canal. Dove le giornate passano lente, autentiche e selvagge. In mezzo all’acqua, alle papere e agli inglesi che – nel week end – sgranocchiano carote sintetiche intinte in salsine fluorescenti di waitrose con in mano una bottiglia appannata di alcohol. Con quei girasoli giganti che, anche loro, nei pochi giorni di caldo vero, vanno alla ricerca di quell’unico spiraglio di sole che fuoriesce da cieli arancioni.

Mi lascerei andare a quella ‘pigrizia creativa’ che ho visto così tante volte, soprattutto in certi quartieri della città. A Londra le cose semplicemente accadono. In un flusso continuo, incontenibile e stimolante. Tutto e’ nuovo, perchè anche il vecchio viene continuamente rivisitato e ripensato.

Londra,

decisamente uno dei miei più grandi amori ‘per sempre’.

Due giorni fa ho ricevuto la mail di un mio amico che mi chiedeva, appunto, qualche consiglio utile su come organizzare un week end autunnale nella perfida Albione.

Così mi sono fermata un momento a far mente locale, a sistemare pensieri ed esperienze, rendendomi conto che non torno in città da più o meno 10 mesi. Un tempo così lungo se solo penso al 2014, un anno così meraviglioso, in cui ho avuto la fortuna di andarci una trentina di volte.

E così, per fortuna, mi è tornato in mente che ci ritornerò presto, prestissimo.

Stavolta, con una compagna di viaggio d’eccezione.

Scrivere questa breve guida, è stato come chiudere gli occhi e, per un momento, essere di nuovo lì. Sentire quei profumi, perdermi tra occhi e culture così diverse e così ben amalgamate..
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Ci sono due modi diversi per visitare Londra in un week end:

  1. concentrarsi soltanto su una specifica zona, opzione accettabile solo per chi conosce molto bene la città e vuole approfondirne solo una specifica parte (ad es. East London che, personalmente, trovo interessante, multietnica e “luminosa”)
  2. oppure fare hop-on-hop-off – utilizzando un daily ticket della metro/bus (a circa 9 sterline) – tra i punti più interessanti della città, opzione che trovo molto adatta a chi – Londra – la conosce ancora poco, perché è questo il modo migliore per averne una visione di insieme

I MIEI PERCORSI IMPERDIBILI

1.La bellissima passeggiata di South Bank. Ecco i luoghi di interesse lungo questo stupendo percorso:

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  • Tower Bridge, anche solo per un’immancabile foto iconica di Londra (ed è anche da li che si può cominciare la camminata verso South Bank)
  • Borough Market, storico mercato dello street food londinese. Consigliatissimo per una pausa pranzo lungo il percorso. Cibi, sapori, atmosfera e odori da tutte le parti del mondo.
  • The Shard, poco lontano dallo street food market, è il grattacielo più alto di Londra progettato da Renzo Piano. Molto costoso pranzare/cenare nel ristorante al top floor. Una buona alternativa è il bar (a metà altezza credo) che consente, anche solo bevendo qualcosa, di godere della vista sulla città. Ideale al tramonto, quando le luci cominciano ad accendersi.
  • Tate Modern and Millennium Bridge. Generalmente non consiglio di visitare i musei se si sta in città per un solo week end, anche se i musei di Albione sono meravigliosi e tutti gratuiti. Detto ciò, non è possibile non entrare alla Tate, anche solo per bere un caffè caldo e riscaldarsi qualche minuto alla caffetteria, soprattutto quando fuori è freddo. Tanto freddo. E’ sempre così affascinante vedere le persone diventare piccole nella immensa turbine hall della Tate, in quella atmosfera ostentata di ex centrale elettrica che continua comunque ad “alimentare” qualcosa: l’arte. Che si accende in ogni angolo di quel luogo, anche nel bianco candido più asettico. Imperdibile anche la passeggiata lungo il celebre ponte di Norman Foster, con una vista mozzafiato su St. Paul.
  • Shakespeare Theater. Lo storico teatro in cui è possibile, a costi decisamente accettabili, accedere anche a delle matinèe.
  • London  Eye. La tanto discussa ruota panoramica della città, ormai un’icona di Londra. Salirci per una corsa costa intorno a 30 sterline + un non indifferente tempo di attesa. Vale la pena arrivarci vicino anche solo per le bellissime foto che si possono scattare da li. La giostra enorme, la ruota panoramica, i lampioni grandi ed evocativi, il Tamigi e la meravigliosa vista sul Big Ben. Se si è fortunati, visitando la città durante il X-mas time, i mercatini di libri usati lungo il percorso si trasformano in un immenso mercato natalizio.
  • Big Ben. Lo storico orologio di Londra. Impossibile non attraversare il Tamigi per un’altra foto da incorniciare.

42. Regent’s Canal. Un percorso indimenticabile lungo uno dei canali più caratteristici della città, da Limehouse (poco distante da Canary Wharf, la nuova city, che consiglio di visitare anche solo per la vista sulla città alo tramonto) fino a Camden Town. Lungo il canale è possibile assaggiare la “vera Londra”, quella poco turistica. L’ideale è percorrere il percorso in bicicletta (quelle barclays cistano circa 1-2 sterline l’ora, se non ricordo male). Punti da non perdere lungo il percorso:

  • Victoria Park, uno dei bellissimi parchi della città. Ideale per un pic-nic se c’è il sole
  • Hackney, quartiere decisamente boho, in cui una volta a settimana (nel week end): vengono allestiti il mercato di street food e il mercato dei fiori, rispettivamente il sabato e la domenica. Il quartiere è indicatissimo per un brunch in uno dei localetti easy presenti sulla via principale o, ancora una volta, per un pic nic nel parco adiacente alla via principale. Sempre lì – sulla main street – è presente uno degli storici ristoranti tradizionali, in cui con meno di 5 sterline, è possibile mangiare uno tra i beef pie + mash potato più buoni di tutta la città.

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3. Camden Town e Primrose Hill. Decisamente uno dei miei luoghi del cuore, conosciuto grazie ad una vecchia amica che non sento più da un pò. Se si percorre il canale di Camden, luogo iconico per i mercati, i negozi appariscenti e ideale per un pranzo o una birra, si arriva – in meno di 15 minuti – in uno dei quartieri più autentici di e chic di Londra: Primrose Hill. Da li’, a pochi passi dal viale principale, è possibile godere di una delle viste più belle della città. E’ l’incantata collina del parco di Primrose Hill. Imperdibili sulla ‘Primrose Hill’ street i deliziosi cupcackes di “Sweet Things”.

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4. East London. La nuova Londra, quella più hipster e progressista. Un’altra zona veramente da non perdere, sia per i locali, che per le atmosfere multi etniche e per il vintage che la popolano. Consiglierei di alloggiare proprio qui, in modo da poter godere – senza lo stress dei mezzi pubblici – delle serate lunghe, divertenti e alcoliche della perfida Albione, che – guarda caso – si concentrano proprio qui. Posti imperdibili:

  • La old city, assieme a Canary Wharf, luogo di finanza e di colletti bianchi. Visitare la city durante la settimana, magari in un caotico lunedì lavorativo, ha decisamente tutto un altro sapore.
  • Brick Lane, una tra le strade più multietniche della città. Molto belli i mercati (sia al coperto che non) dello street food la domenica mattina. Coloratissimi anche gli shop del Vintage, dove è possibile trovare pezzi molto interessanti, i caffè indipendenti e i bagel dello storico negozio ‘BAGEL BAKE’ (aperto h24) in cui il panino nordico, a forma di ciambella, è disponibile in mille e una varianti (le mie preferite: salmone e formaggio, meringhe, carne kosher e mostarda)   
  • Shoreditch, il luogo più hipester di Londra. Pieno di locali notturni e caffè dal grande carattere, spazi di co-working dal grande design e street art da lasciare a bocca aperta (così come quella di Brick Lane peraltro)
  • Spitalfield Market, uno dei più famosi mercati del vintage (vero o ben riprodotto) londinese

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5. La Londra posh. Residenza di arabi e inglesi ricchi, ma tanto ricchi eh. Cosa non perdere:

  • Chelsea, anche solo per un pranzetto o un afternoon tea (magari alla Patisserie Valerie, accessibile a tutte le tasche) nella piazzetta principale di quartiere
  • Saatchi Gallery, una delle più belle gallerie di arte contemporanea nel cuore di Chelsea
  • Hyde Park e la Serpentine Gallery.  Ancora una volta una gallerie, anche in questo caso tra le più fighe della città, ma stavolta nel cuore di uno dei parchi più rappresentativi di tutta Londra. Non è poi tanto strano imbattersi in artisti del calibro di Marina Abramovic o Yoko Ono, che proprio alla Serpentine si sono più volte esibili
  • Harrods, che fai sei a Londra e non passi dai magazzini Harrods? Pur essendo una grande amante di “Liberty” (un altro storico big-shop non lontano da Carnaby Street), devo ammettere che l’atmosfera di Harrods durante il x-mas time (da fine ottobre in poi) è imbattibile.

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6. Portobello Market e Notting Hill. Una zona veramente molto piena di italiani ma che, tuttavia, reste sempre bellissima. Ideale per scattare foto indimenticabili. Ai palazzi, ai pub, al mercato, ai fiori in primavera. Tutto qui esplode di bellezza e diventa estremamente fotogenico. Consigliatissimo un brunch in uno dei bellissimi pub in legno caldo di Notting Hill. Qui i prezzi salgono leggermente rispetto alla East London, ma – seguendo un po’ il proprio istinto – un piatto di eggs benedict lo si riesce ancora a spuntare ad un prezzo accettabile.

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7. Il quartiere di GREENWICH. Dove il tempo si è fermato. E dove io e The Dux abbiamo trascorso giornate stupende che sembravano non voler finire mai. Ci sono molti modi di arrivare qui, ma il tunnel sotterraneo che attraversa il Tamigi è di certo il più caratteristico. Greenwich è un pittoresco quartiere del borgo reale di Greenwich ed ha diverse luoghi di interesse. Primo fra tutti, l’Osservatorio reale, nel cui giardino si trova il meridiano 0. L’Osservatorio reale si trova peraltro in cima alla collina del grande parco di Greenwich, che regala una vista incantevole su tutta Londra, con Canary Wharf che svetta di fronte.

Personalmente amo alla follia questo quartiere, a cui molti rinunciano. Ma capisco che – in un week end – non si può far tutto… purtroppo!

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8. La Londra turistica. Amore e Odio, almeno per me.

  • Covent Garden, un luogo che – sebbene turistico – io adoro. Confesso: ascortare gli artisti che suonano continua ad emozionarmi moltissimo. E poi a Natale (sempre da fine ottobre in poi…)… con gli addobbi: amore puro!!
  • Soho e China Town, zona chiassosa in cui vale la pena andarci anche solo per un pranzetto in uno dei ristoranti cinesi della zona. Uno in particolare, quello dei dumplin fatti a mano, il mio preferito! I can’t remember the name: sorry for that!! Ma sono certa che basterà chiedere indicazioni… ricordo solo una scritta verde all’angolo… decisamente poco indicativa. Ma – su questo non ho dubbi – è l’unico ristorantino in cui i tradizionali ravioli cinesi vengono impastati a mano ed esposti in vetrina, così come la signora che maneggia la pasta biancastra e quel ripieno profumato.
  • Piccadilly Circus, Regents Street, Oxford Street. Luogo di shopping e tanta tanta gente. Da una delle traverse di Regents Street, si arriva in un attimo nella storica Carnaby Street e da Liberty, appunto.

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9. Trafalgar Square e Buckingham Palace, anche solo passarci (in bus, a piedi, in bici) e dire: “Si, dai, ci sono stato”

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