Delle volte, l’unica cosa di cui sento veramente il bisogno è la bellezza.  Quella che ti entra negli occhi e ti fa profumare la pelle. Quella che riesce a sollevare giornate opache, quando la cosa più luminosa sembra essere la luce della sveglia che suona forte la mattina.

In certi momenti la bellezza mi si accende davanti per quello che è: luminosa. Mi conquista, mi travolge e mi costringe ad essere sua e solo sua. E quando riesco a vederla, così vicina e nitida, ho come l’impressione che – in fondo – la felicità sia sul serio una cosa semplice.

Ieri sera questa emozione me la sono andata a cercare. E l’ho trovata al Circo Massimo, nel cuore pulsante di Roma. Dove centinaia di luci si sono accese al tramonto e, al ritmo della musica, hanno illuminato la notte.

Sto parlando della “Great Balls of Fire”, una bellissima installazione di palle di luci.

Un’ opera d’arte letteralmente “a cielo aperto”. Democratica e disponibile a tutti. All’interno della quale è possibile camminare, trovare spazi, prospettive e scorci da immortalare.

Ho camminato per almeno un’ora sul letto illuminato del Circo Massimo. Guardandolo con occhi stupiti, in una costante alternanza psichedelica di luci e ombre. Di bianco e nero.

Assieme a me, in mezzo a quella enorme distesa, altre centinaia di persone. Alla ricerca della perfetta sincronia tra luce e click della camera.

Avete mai provato a fotografare di notte una coreografia di lucine ad intermittenza? Bè… vi assicuro che è un’impresa assai ardua. Catturare la luce nell’istante stesso in cui si palesa è come abbracciare un momento. Catturalo. Farlo Proprio.

Ed è veramente una sensazione bellissima.

Great Balls of Fire stasera si trasferisce a Piazza Navona. Se siete in città: non perdetela!

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