Ne sento parlare da quando ero praticamente bambina.

E’ stato da sempre uno di quegli argomenti affascinanti che mi facevano brillare gli occhi. Camminare per giorni, settimane o addirittura interi mesi per raggiungere una meta lontana.

Come quegli esploratori coraggiosi, di cui avevo sempre letto nei libri, e sui cui avevo tanto fantasticato.

Mi sono sempre ripetuta che prima o poi, anche io, mi sarei cimentata nella mitica impresa.

Non so, ma credo ci sia qualcosa di veramente speciale nel fissare degli obiettivi e fare di tutto per raggiungerli.

Toccarli. Gioire. Sentirsi soddisfatti nel profondo. Tutte sensazioni che, purtroppo, non ho il piacere di sperimentare da un pò nella mia “vita reale”.

Sono varie le modalità di vivere il Cammino di Santiago. Molti i livelli di approfondimento e altrettante le motivazioni alla partenza.

C’è chi decide di pedalare, c’è chi lo fa a cavallo e chi – invece – preferisce andare piano, camminando. Gustando a pieno della natura e delle persone che passano accanto. A volte in silenzio, a volte gioendo, altre parlando della loro vita.

Non esiste il modo migliore, né tanto meno il periodo dell’anno più idoneo per vivere a pieno dell’esperienza.

Prima di partire, in molti, mi avevano detto che Agosto sarebbe stato un periodo troppo “full”. Troppe persone lungo il percorso, troppo poca intimità.

Ho poi testato, sulla mia persona, che non c’è nulla di meno vero.

Camminare in solitaria, almeno per me, ha valore tanto quando farlo in comunità. Condividendo la strada, l’esperienza, i racconti. In una parola, un pezzo di vita.

Potendolo fare, ripartirei anche oggi.

Subito.

Erano anni, giuro, che non sentivo la gioia provata entrando nella città di Santiago de Compostela.

L’emozione di quegli ultimi km, che sono stati l’ultima fatica prima del meritato “premio”. Un concetto così semplice e nello stesso così profondo e di valore.

Sull’ultimo tratto prima della basilica, la città ti accoglie – ricordandoti – come in fondo l’Europa sia stata costruita da tutti coloro che l’hanno attraversata, nei secoli, da tutte le parti d’Europa. Raggiungendo la mia stessa meta: Compostela. Letteralmente “Campo di Stelle”.

Un tempo i fedeli rischiavano la propria vita, percorrendo il cammino, con la speranza di veder espiati tutti i loro peccati.

Durante il cammino ho perso sudore e fardelli di pensieri inutili. Ma ho riempito lo zaino di speranza, sorrisi e voglia di vivere e condividere.

Anche sulla città di Santiago avevo sentito molte opinioni, spesso da parte di chi – di fatto – non c’era mai stato. “Non ti aspettare nulla”, mi era stato detto.

Il cammino non si percorre, ovviamente, per la destinazione finale in sé, ma vi assicuro che – premessa a parte – Santiago de Compostela è tutt’altro che poco interessante.

L’atmosfera è a dir poco catartica.

Il centro storico medievale è un caleidoscopio di umana diversità. Di storie di vita. Di prospettive. Di futuri diversi ma intrecciati. Per non parlare della parte moderna della città. Incompiuta e futuristica insieme.

Non c’è luogo più europeo, moderno e attuale della Cattedrale di Compostela. Uno di quei posti nel mondo in cui tutti dovrebbero andare almeno una volta nella vita. Per ricaricarsi di energia.

Ricordo una canzone, che cantavo quando ero veramente tanto giovane. Diceva “Dov’è carità e amore”.

E aldila’ di ogni credo religioso: credo sia proprio così! E quell’amore, reale e molto poco ostentato, l’ho trovato proprio li!

Io e The DUX abbiamo percorso il cammino in 5 giorni, partendo da SARRIA.

Ecco le 5 tappe, raccontate con sole immagini che, a volte, valgono più di mille parole.

da SARRIA a PORTOMARIN

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da Portomarin a Palas de ReiIMG_3271IMG_3279 IMG_3282 IMG_3285 IMG_3288 IMG_3292 IMG_3295 IMG_3296 IMG_3297 IMG_3303 IMG_3306 IMG_3314 IMG_3315 IMG_3316 IMG_3317 IMG_3319 IMG_3320 IMG_3327 IMG_3333 IMG_3341

da Palas de Rei ad Arzua IMG_3347 IMG_3351 IMG_3353 IMG_3354 IMG_3362 IMG_3371 IMG_3375 IMG_3397 IMG_3422 IMG_3429 IMG_3458 IMG_3463 IMG_3464 IMG_3474 IMG_3484 IMG_3485 IMG_3491 IMG_3492 IMG_3495 IMG_3500 IMG_3505 IMG_3507

da Arzua ad O PinoIMG_3528

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da O Pino a Santiago de CompostelaIMG_3545 IMG_3546 IMG_3550 IMG_3568 IMG_3574 IMG_3576 IMG_3578 IMG_3580 IMG_3583      IMG_3589 IMG_3590 IMG_3596 IMG_3597 IMG_3599 IMG_3601 IMG_3617 IMG_3621 IMG_3624 IMG_3628 IMG_3629 IMG_3630 IMG_3634 IMG_3635 IMG_3642 IMG_3645 IMG_3647

Se non li hai ancora letti, ecco gli altri articoli sul Cammino di Santiago:

1- Tornare a Casa

2- Got my Compostela 

3- Ovunque la strada sia diretta

4- Dopo ogni salita

5- In Portogallo col culo di Belen

6- Verso Santiago