Dato che la domanda in modo più o meno velato, più o meno educato, più o meno diretto, più o meno intelligentemente mi è stata fatta un centinaio di volte, rispondo pure senza problemi! Non avendo peraltro nulla da nascondere.
Tranquillizzo tutti: NO, almeno per adesso, nessuno mi paga/sponsorizza per viaggiare a meno di minuscole e irrilevanti collaborazioni con enti turistici locali che – francamente – non mi sono sufficienti neppure per coprire il costo del ticket del trenino Roma- Aeroporto Fiumicino.
Viaggio, da sempre e, soprattutto, lo faccio con “amore” da molto prima di scrivere un blog. E lo faccio per pura passione. Così come “scrivere”.
Non è detto però, che nel tempo, una passione non possa trasformarsi in una fonte di guadagno. Ci sono tantissimi esempi di gente strafortunata che riesce a vivere veramente di ciò che ama.
Chissà, in fondo, dove sarò e cosa farò tra un anno: voi pensate forse di saperlo? La vita cambia così velocemente che è impossibile fare previsioni. Le cose delle volte accadono basta. Senza preavviso. Negli ultimi 7-8 anni la mia esistenza ha subito inaspettate variazioni, a volte volute altre meno, più o meno ogni 12 mesi.
E chissà che magari tra qualche anno non potremmo andarcene in giro per il mondo a recensire vecchi mercatini vintage con prole al seguito.
Life is really so unpredictable. Ed è anche per questo che vale la pena di viverla intensamente.
Al momento però non è così. Nel mio caso specifico, la sfera lavorativa è completamente staccata da quella del “meraviglioso” tempo libero. Di cui sono molto molto gelosa. E che cerco di sfruttare sempre al meglio, per non sprecare neppure un attimo della mia vita, quella vera. Quella dove ci sono io, le mie persone e le cose a cui tengo davvero.
I post sponsorizzati sul mio blog o sui miei social, al momento, si possono contare sulle dita di una mano.
Spesso capita che enti – soprattutto su Roma – mi contattino per offrirmi “esperienze” in cambio di articoli. Al momento però, ho sempre detto di NO. Non per partito preso, ma perché semplicemente non mi ritrovavo molto nelle “modalità” intrinseche dei progetti. Voi parlereste male di chi vi invita a cena? Ecco io credo che non ci riuscirei.
Continuo ad essere fortemente convinta che recensioni, di qualsiasi natura, debbano essere libere, spontanee e auspicabilmente anonime.
Credo poco o nulla nei post-marchetta. Di cui, peraltro, da utente non seguirei MAI i consigli.
Altro punto importante è che io viaggio con “approccio da backpackers” sempre. Che non vuol dire necessariamente ostello+zaino in spalla forever. Quanto piuttosto approccio critico e studio preventivo del viaggio come esperienza a tutto tondo. Pertanto – a meno di siti stra-fighi che mi aiutano nelle ricerche e/o di locali dal mood particolarmente appeal e shabby – difficilmente troverei lo slancio per parlare tanto sui servizi che mi vengono offerti da una specifica struttura. Tranne che per “esperienze dal sapore memorabile” che – appunto – potrei verificare soltanto da vera cliente e non da “blogger” dichiarata. Amo parlare di percorsi, di strade, di mostre, di persone che incrociano la mia strada, di feelings e – delle volte – anche di cibo. Ma non dell’hotel 3stelle di fronte alla galleria nazionale ad 80euro a notte colazione inclusa. Questo tipo di blogging proprio non mi interessa.
E mi preme sottolinearlo anche per chi mi legge sempre con fiducia. Se scrivo che al Bar Necci c’è un’atmosfera confy/cozy è perché IO lo penso davvero. Non perché la sera prima mi è stata offerta la cena.
Tutti i viaggi e le esperienze fatte, anche nella città in cui vivo, me li auto-finanzio con il mio lavoro. Quello vero. Quello per cui – a volte -ingoio rospi e mi sveglio ogni mattina molto presto.
Ed è anche per questo che cerco di viaggiare sempre nel rispetto di quella che è la mia fatica quotidiana: ovvero sprecando meno possibile e applicando la regola del “riutilizzo” laddove possibile.
Viaggio leggera e vado piano. Perché, onestamente, credo non ci sia altro modo per imparare e condividere con i locals.
Ed è questo per me l’unico vero modo di perdermi in un luogo e sperimentare me stessa in un “cammino” che sia autentico e capace di migliorarmi nel profondo.
Tutto il resto non lo giudico per nulla, eh come potrei… Essendo una sostenitrice dell’assoluta libertà’ di scelta.
E ‘ che personalmente il “turismo da centro commerciale”, quello che ho più volte sperimentato, ha smesso di interessarmi. da anni ormai.
Affinché ogni dubbio si tolga, per raggiungere la sintonia più completa 🙂