Questa cosa di passare le mie estati in citta’, lontana dal mare, dalla brezza che rinfresca, dalle granite, dalla frutta che sa di frutta e non di pomodoro, dalle flip flop colorate, dai fichi d’india, dai pomodori ripieni (non di riso ovviamente), dall’odore dei capperi freschi e dalla sensazione di benessere che la crema nivea può dare SOLO dopo una giornata di splash intenso, continua ancora a starmi terribilmente sulle scatole.

Giuro che non riesco ancora a farmene una ragione, nonostante tutto. E voi?

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L’estate e’ fatta per spogliarsi, non solo dai vestiti pesanti, ma anche e soprattutto dall’ingombro della quotidianità.

Ed e’ per questo che appena possibile, in questo periodo dell’anno, parto!

Ovunque-sia, purché a SUD.

Perché, in generale, il SUD del Mondo – così autentico, selvaggio e poco “conforme” alla modernizzazione (leggi, se ti va, come “arretrato”) – ha ancora tanto da dire. E io adoro chi sa ancora raccontare storie interessanti.

E soprattutto chi sa farlo con amore – quello per il territorio – e passione – quella per le tradizioni.

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(Terrazzo della nostra casa a Lecce, affittato tramite Air BnB a 15 euro/notte a testa con gattino *_*  incluso) 

Non riesco ancora a far pace con l’idea che tanti in questo mondo abbiano sempre trascorso le loro vacanze estive in luoghi cementati e lontani dall’acqua, comprimendo in pochi, pochissimi giorni – spesso 2 settimane l’anno – la possibilità di camminare scalzi e stare a quattro di bastoni su uno scoglio a leggere.

Ho 33 anni ma continua ancora a sembrarmi un grande sacrificio il sintetizzare la mia vita, le persone che amo e i miei interessi in pochi giorni. Così’ come continuo a detestate l’idea che il tempo libero sia semplicemente una inutile perdita di tempo e una forma di laziness. Chissa’ prima o poi mi rassegnerò pure io…forse! 

Delle volte, rientrando a casa la sera, resto a guardare la bambina che vive accanto a me, intenta ad inventarsi giochi in solitaria. Che vedono – spesso – lei impegnata con una scala o lei e una palla che interagiscono contro un muro, anche quando la temperatura esterna segna i 35 gradi.

Mentre guardo le sue Treccine fresche e in cerca di una strada, penso che se mai avrò un figlio faro’ di tutto per garantirgli il sacrosanto diritto all’estate! Al riposo creativo. Alla natura. Ai posti selvaggi, quelli dove la gente parla dialetti strani e ha ancora gli occhi sinceri. Alla bellezza di essere sporchi di polvere. A quella di mangiare con le mani. Alla gioia di provare stanchezza fisica dopo una giornata di gioco e risate.

IMG_1952D’estate la gente a Roma impazzisce.

Davvero eh.

Non so cosa accada di preciso. Credo ci sia una forte correlazione tra CALDO e INTOLLERANZA, tra UMIDO APPICCICHICCIO e PAROLACCIA LIBERA. Tra “scioperi bianchi” di chi protesta per dover badgiare, come peraltro il resto del mondo fa da secoli, e pendolari che la suddetta umanità vorrebbe LICENZIARLA-TUTTA-SUBITO, con messaggio chiaro di “hai rotto e creato disservizi continuativi/insopportabili nel tempo, vai a casa: largo a chi ha voglia di fare. distinti saluti, la cittadinanza incazzata”.

IMG_1877(La bellissima piazza del duomo di Lecce – stile barocco nelle colorazioni del giallo ocra)

La follia umana di cui trasuda in questo momento la bella Roma e’ sapientemente raccontata dalla vicenda del Termina 3 dell’aeroporto di Fiumicino. Uno strano incendio, accaduto ormai mesi fa, e che fa si che il malaugurato che ha la sfiga di passare dallo scalo romano riparta con un bel ricordo: un ritardo fisso (ma mai comunicato in anticipo) di almeno 2 ore. Mica pizza e fichi eh!

Mettiamola cosi’: passare da Fiumicino genera una crescita esponenziale della voglia di PARTIRE.  Ma anche di EMIGRARE, in effetti.

IMG_1896E’ quello che e’ accaduto a noi 2 week end fa, durante il fine settimana lungo del 29 Giungno. Quello in cui, di solito anche i Sanpietrini sentono un gran bisogno di partire.

Perché dovete sapere che, durante la festa di san Pietro e Paolo, Roma di divide così’:

  • 1/3 va a casa al mare/montagna (per cui si “incontra” lungo la colombo o altre arterie impraticabili)
  • 1/3 torna a Napoli (per cui partecipa al party di rientro lungo il GRA – grande parcheggio anulare, se non erro!)
  • 1/3 parte per mete non facilmente raggiungibili in macchina (per cui si ritrova prima sulla Roma-Fiumicino, poi all’aeroporto. Ecco, noi stavamo li: assieme a circa 1milione di altre simpatiche personcine. Il più sereno twittava “citta’ de merda”, che si sa ormai un insulto a Marino non lo nega nessuno)

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Siamo arrivati a Lecce che era già notte fonda, quando la citta’ gialla dormiva.

Abbiamo attraversato le piccole vie barocche del Centro Storico in silenzio, entrando nell’antico palazzo della nostra casa Air BnB in punta di piedi.

Ricordo di aver guardato il soffitto, visto delle travi intatte e pensato di essere arrivata in un luogo incredibile.

Lecce mi ha stregata da subito. Con la sua infinita eleganza e quella dei suoi abitanti. Con quel gioco di luci e ombre che si riflettono sulla pietra leccese.

Non c’e’ dubbio: e’ stato amore a prima vista. Ed e’ strano che – in Italia – si parli così poco di questa cittadina meravigliosa che – VERAMENTE – non ha nulla da invidiare ai borghi toscani. Per me Lecce ha esattamente lo stesso fascino di Siena, per dirne una. Con il plus di trovarsi in un territorio unico, in termini di risorse naturali.

Non so se si e’ capito, ma IO-AMO-LECCE.

TANTISSIMO!!

E’ una di quelle citta’ in cui fermarsi ancora un po’. Ad oziare. A ricaricarsi di energia e idee.

Perche’ in un posto tanto bello, i progetti che nascono non possono che essere straordinari.

IMG_2116Lecce e’ stata casa nostra per tre notti. E da li, tutti i giorni, ci siamo mossi a stella andando alla scoperta del Salento. Tra masserie e paesaggi da cartolina. Tra profumi e colori che rendono questa parte dell’Italia imperdibile.

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La prima tappa del nostro viaggio itinerante e’ stato Porto Selvaggio. Acqua turchese, macchia mediterranea e un cielo dipinto. Con nuvolette che sembravano uscite da un quadro.

Il paradiso all’improvviso.

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Ecco il mare, quello bello. Quello in cui stare delle ore in acqua. Senza avere freddo. Senza avere caldo. Sentendosi, in pace.

Il mare mi fa provare quella sensazione incredibile di essere “nel posto giusto”. Al momento giusto. Mi sento perfino più giusta io! 

E qui vorrei aprire una piccola parentesi. Chi mi legge da tempo, qui o sui miei social, sa benissimo che NON ho mai postato foto di me in costume. Non perché penso che ci sia qualcosa di male, anzi credo che ognuno sia libero di utilizzare il proprio corpo come meglio crede. E’ che semplicemente penso ci siano cose più belle e interessanti da condividere rispetto alle mie quattro membra.

Tuttavia, quest’anno ho deciso di infrangere la mia tacita regola e farlo per partecipare alle molte iniziative, social e non, che danno valore alle donne per cio’ che sono. Per la loro “normalita’.

La risposta alle meravigliose IT Girl, che utilizzano i lori corpi stupendi per lavorare, e’ che NO, mediamente noi donne normali non siamo come loro. Non che mi dispiacerebbe esserlo eh. Ma va bene uguale.

Cio’ che veramente conta e’ riuscire a volersi bene, ritrovandosi in corpi che ci rappresentano al meglio, che parlano di noi. Che non vuol dire lasciarsi andare all’auto-giustificazione di “io mi piaccio così'”, ma semplicemente accettarsi per quello che si e’, valorizzando cio’ che di bello c’e’ in ognuno di noi. Muovendoci, utilizzando la macchina fantastica che la vita ci ha dato. Senza farla oziare.

Lo so: non ho la taglia 38, non sono alta 1,75 e non ho neppure lo sguardo ipnotico di Cara.

E allora? Sono per questo meno donna? Meno speciale? Meno me stessa?

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Da punta della suina – Gallipoli – ci siamo poi mossi, passando per Torre Mozza, verso le Maldive del Salento. Scivolando su percorsi di natura incredibile. Che non e’ mai solo il mare o la campagna. No, e’ tutta la “big picture” a rendere un posto affascinante.

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Cosa darei per sentire di nuovo quel vento tra i capelli. Soprattutto OGGI.

Temperatura percepita a Roma, 40 gradi + afa.

AIUTO

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Sono stata MEDUSA, almeno per un po’! ne ho le le prove 🙂

IMG_1961Abbiamo poi deciso di chiudere la nostra prima giornata Salentina, aspettando il tramonto a Santa Maria di Leuca.

Che poi, se ci penso bene, le mie giornate più belle si chiudono sempre così…

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Abbiamo fotografato il sole scendere a picco sul Porto della citta’. E osservato ombre che – anche qui come a Lecce – creano arte sulla pietra giallo ocra.

L’eleganza da queste parti non si compra ed e’ alla portata di un click.

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Esplorata la parte Jonica nel nostro primo giorno di viaggio, ci siamo poi dedicati alla costa Adriatica. Più rocciosa ma altrettanto bella.

Prima Tappa: Grotta della Poesia di Roca, una delle piscine naturali più grandi e belle del mondo.

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I viaggiatori esplorano. Si pongono limiti e provano a superarli. Vanno lontano, alla scoperta del mondo.

Spesso ritornano.

Torre di Sant’Andrea, quel luogo maestoso in cui e’ stato impossibile, almeno per me, non pensare nuovamente alla Great Ocean Road. Al nostro GRAN TOUR…

IMG_2042 IMG_2043Di Otranto ricordero’ SI un golfo immenso e turchese, sebbene ci fosse qualche nuvelotta qua e la quel giorno, ma anche e soprattutto il calzone fritto più buono mangiato in vita mia. Se ci penso ho ancora l’acquolina in bocca.

Da queste parti la frittura è una cosa seria!

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E dopo ENEA, qualche secolo dopo, ecco anche noi approdare nella meravigliosa Porto Badisco.

Credo di aver scattato centinaia di foto a quelle barchette bellissimi.

Lo so, su quella vespa sono tanto cliché. Ma era verde Tiffany, mi perdonerete vero…
IMG_2068 IMG_2092IMG_2091Ed eccoci finalmente arrivare nelle acque cristalline di Castro Marina, Acquaviva di Marittima e Il Ciolo … quasi in solitaria. Cosa che, mi dicono, non succeda spesso in Puglia, soprattutto in estate.

Mettiamola così, il lato positivo di qualche nuvoletta qua e la!

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Le facette felici che vedete sono il post orecchiette alle cime di rape + piatto salentino fatto di riso, cozze e zucchine (spero di non essermi persa nulla) + pasticciato caldo appena sfornato, che ti soddisfa anche solo con il suo inebriante odore.

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Sveglia all’alba per il nostro ultimo giorno Salentino, prima del rientro a Roma. Da non perdere un saluto alla commovente piazza del Duomo di Lecce, la mattina presto… quando è quasi deserta. Eccola come si presenta quando non è presa d’assalto.

Tappe previste per il nostro ultimissimo giorno: Punta Prosciutto (che non commenterò… ) + OSTUNI

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Lo ammetto: guardare queste foto, al momento, genera in me un po’ di depressione. Anche pensando alla settimana che mi sono lasciata alle spalle. Una di quelle “scoppiettanti” in cui, se qualcosa può’ andar storto … allora lo fara’!!

Ma la colpa è solo mia. Reduce da un ottimo lunedì di trasferta a Napoli, infatti, mi sono permessa di esclamare “Be la settimana non può che essere in discesa”. Ecco, bella cazzata. MAI FARLO.

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Affrontiamo quindi il tema CAFFE’ SALENTINO: Caffè + ghiaccio + latte di mandorla.

“Ambrogio portamene uno adesso! GRAZIE”

L’ultima destinazione del nostro viaggio e’ stata OSTUNI, la citta’ bianca. Un borgo arroccato, ancora una volta elegante e pieno di vento.

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IMG_2237IMG_2202IMG_2213IMG_2191Che strano, d’estate in TV ci propinano di tutto. Film orrendi di Rosamunde Pitcher, servizi sul troppo caldo e/o sul traffico da rientro, ricerche dell’Università del Michigan sullo stress post-vavanza/vicinanza continuativa al parentame, e nessuno ci racconta di quanto bella sia l’Italia. E di quanto meravigliosa sia la Puglia.

Nel dubbio, e soprattutto fuori stagione (LEGGI: NON IN AGOSTO),

scegli il SALENTO.

Il luogo perfetto per qualche giorno di natura, relax e – cosi’ come Santorini – per un set fotografico 🙂

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