Fino ad un certo punto della mia vita, non troppo distante da oggi, il mio amore per i viaggi è andato di pari passo con un folle – e talvolta poco razionale – innamoramento per le grandi città.

Le megalopoli illuminate. Piene di illusioni e promesse non sempre mantenute. Quei caleidoscopi di vite e di sogni.

Continuo tuttora a pensare che ci sia sempre qualcosa di profondamente nobile dietro l’ambizione che si materializza in “spostamento”. Verso uno di questi grandi centri, che promettono. E lo fanno inconsapevolmente attraverso le storie che di loro il mondo racconta.

Sono tantissime le grandi città che amo ma non tutte rappresentano luoghi in cui vivrei più di qualche mese.

  1. NEW YORK

New York, oltre che un sogno luccicante, è – da sempre – lo scenario dei miei film preferiti. Quelle commedie romantiche e brillanti degli anni ’90, in cui Meg Ryan aveva ancora la sua bellissima faccia e i suoi zigomi poco plasticosi e meravigliosamente definiti. Una volta conquistata l’indipendenza – quella economica intendo – è stato il primo luogo al mondo in cui ho desiderato fortemente andare. Arrivare nella Big Apple è stato come un forte pugno allo stomaco, come camminare nei sogni di bambina. La stessa che voleva scappare via dalla sua noiosissima realtà provinciale.

Guardare finalmente uno spettacolo a Broadway. Passeggiare sul ponte di Brooklyn, come fossi una del posto. Mangiare nello stesso locale il cui Sally aveva simulato il suo celebre orgasmo, di fronte un attonito Harry. Lo so che è molto clichè, ma poche altre città conservano quel carisma del “Tu puoi essere ciò che vuoi”. Non è progressista come San Francisco, è vero. Ma nonostante una innegabile decadenza (specialmente dopo l’11 Settembre), per me NY sarà sempre “The city that never sleeps”. E nessuna delle nascenti stelle asiatiche potrà mai competere, almeno a livello affettivo, con la mia NYC. O almeno, con l’idea che ho da sempre avuto di LEI.

A tutte queste nobilissime premesse, aggiungete Sex and the City e lei: Carrie. Che io il sogno di diventare una scrittrice di successo e avere un piccolo appartamento a Manhattan ce l’ho ancora eh.  Indimenticabile la celebre “Ogni anno le persone vengono a New York per la doppia G. Griffe e Grande amore”.

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  1. ISTANBUL

Non è oriente. Non è occidente. Ma li rappresenta entrambi, al quadrato. E’ una città pazzesca. Dove l’ultimo modello di convers spunta fuori dal burqa di giovani donne dagli occhi grandi e bellissimi. La luce di Istanbul non è raccontabile, né le sue atmosfere. Le sagome rotonde delle sue moschee. I versetti del corano che ti accompagnano mentre cammini per piccoli vicoli. Il mercato delle spezie. I “bagni turchi”. La lunga crociera sul Bosforo. Istanbul conserva un fascino, talvolta anche piuttosto ambiguo, che la rende la città affascinante che è. Istanbul è una spremuta di melograno dolcissimo. E’ un panino di pesce fresco, venduto a suon di grida di fronte al mare.  E’ una città unica. Irripetibile.

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  1. SYDNEY

Sydney è stata la porta di ingresso al mondo down under. Il primo lembo di terra visto e sperimentato, appena arrivata in Australia. E’ stata un sogno di profonda libertà. Una ventata di aria fresca e pulita. Non dimenticherò mai le sue collinette verdi, viste dall’aereo, pochi minuti prima dell’atterraggio. Né le nostre facce stanche ma felici, facendo i primi passi sulla terra dei canguri. Aussie, mia croce e delizia. I motivi che me la fanno amare questa terra, sono poi gli stessi che – in fondo – me ne fanno allontanare. Lentamente. Ma irrimediabilmente. Sydney è sole, cielo blu, i surfisti di Bondi, il meraviglioso “Bondi to Coogee Beach Coastal Walk” .

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  1. LONDRA

My Home far away from Home. L’unico posto al mondo in cui, in questo momento, mi trasferirei. SUBITO. Sebbene sia oggettivamente una città per ricchi e la qualità della vita a cui potrei ambire sarebbe di molto inferiore a quella che mi offre Roma, a parità di income. Sono sincera, la mia prima volta nella capitale britannica, non è stata particolarmente entusiasmante. E’ stato un crescendo. Un lento innamorarsi. E solo parlarne, adesso, genera in mè un velato senso di tristezza, per non andarci più almeno 2 volte al mese. Londra è cultura alla portata di tutti, parchi verdissimi, caffetterie calde e quartieri dall’atmosfera incredibile. E’ il Regents Canal, e’ il bagel di Brick Lane poco prima di ripartire. E’ un marcato di fiori e uno di street food. E’ Primerose Hill. Amo la perfida albione in un modo che non mi va neppure di descrivere. E non c’è posto capace, anche solo lontanamente, di riprodurre le atmosfere della irriverente e super progressista East London. Anche altre città al mondo – considerate perfino “best place to live” – hanno provato, in luoghi molto diversi e lontani, ad ispirarsi al mood londinese… ma il risultato è stato pur sempre quello di una fotocopia. Una fotocopia sbiadita. Londra è una donna che se la tira una cifra. Per imparare ad amarla, la si deve voler conoscere profondamente. Ed è solo a quel punto che, il prezzo che si paga per stare con lei, viene completamente ripagato. Da STIMOLI. Continui. Irrefrenabili. Londra nasconde i suoi colori dietro i volti vibranti di chi la vive.

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  1. SAN PIETROBURGO

Di San Pietroburgo, ricordo un freddissimo ottobre. Con il ghiaccio perdersi nel vento e attorcigliarsi su se stesso. Ricordo donne bellissime, camminare indipendenti con le lunghissime gambe scoperte. Ricordo il “St. petersburg ballet theatre” e la mia emozione per aver partecipato a quello spettacolo così attraente e costoso. Che non potevo di certo permettermi. Ricordo il museo dell’ERMITAGE completamente ricoperto dalla neve. E tante foto scattate, che erano momenti irripetibili.

Oddio, quanto ero giovane. Per arrivare in Russia, durante i miei mesi di Erasmuss, ho viaggiato per più di 15 ore su un bus dalla Finlandia. Esperienze indimenticabili che solo a 20 anni si possono e si devono fare.

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