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In effetti si, sarei potuta restare in Italia. Ma per fortuna ho avuto il buon senso di non farlo. Così a Pasqua ci siamo imbarcati, stanchi e sorridenti, sul primo squattrinato #ryanair con direzione “Marsiglia”. E tiè, senza nemmeno troppe aspettative, abbiamo trascorso 4 giorni davvero fantastici.

Che diciamo la verità, la bellezza del territorio-l’apertura mentale-la disponibilità-e la socievolezza  del SUD della Francia è inversamente proporzionale all’arroganza al male di vivere dei Parigini 🙂

Vi prego, concedetemi un po’ di sano “qualunquinsmo”, considerate che c’è ancora chi fa del campanilismo assurdo/insensato/estremamente ignorante tra luoghi dell’Italia stessa, tra nord e sud, figurarci un po’ di sana ironia con i cugini d’oltralpe che, peraltro, stimo tantissimo, avendo LORO – MICA NOI – combattuto la grande Rivoluzione Francese.

E facendo diventare principi meravigliosi, quali  “libertè egalitè fraternitè”, in cui credo tanto,  i pilastri alla base del pensiero occidentale da lì in avanti. Pertanto, per quanto mi riguarda, “Vive la France” tutta la vita e sticazzi che non c’hanno il bide’.

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Arrivare in Provenza è stato un tuffo nella primavera appena sbocciata, nella natura dolce delle colline e nell’inebriante odore di lavanda. Ancora non fiorita purtroppo. Ma presente davvero ovunque, dalle bancarelle di saponi profumatissimi, ai negozi più chic. Per non parlare poi delle enormi distese di piante, ancora verdi, in attesa di “mettere al mondo” i propri fiori e mostrarsi così nel loro splendore color glicine.

Ci tornerei a fine giugno, giuro, solo per godere di quella cornice naturale, vista tante volte nelle altrui di foto. ARGGG

Nonchè per spararmi una foto con la faccia da poser che levate,

da custodire negli annali “quando ero giovane, in Francia”.

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Ci siamo spostati come dei matti, saltando da un luogo all’altro, tra l’altro con una macchina fighissima (tale SUV BMW non so che…) che, chiaramente non avevamo prenotato di nostra sponte. O meglio, noi avevamo bloccato la solita utilitaria, utilizzando il criterio del “QUELLA BRUTTA CHE COSTA DE MENO”, solo che “Budget” – al nostro arrivo – aveva già noleggiato tutte le cacchette…ohhh mannaggia … accidenti!

E niente …io la musichetta in testa durante la retro-marcia assistita da telecamera, la sento ancora oggi…

I’m never gonna dance again
Guilty feet have got no rhythm
Though it’s easy to pretend
I know yo’re not a fool

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Circa 18, tra borghi, città e luoghi di interesse, i posti visti durante il nostro viaggio,

in un crescendo di bellezza e gioia ad ogni angolo.

Ci tornerei anche adesso!

La Provenza è stato un continuo spostarsi per esplorare.

E’ stato arrampicarsi in borghi antichi, ricchi di storia, tradizioni e buon cibo.

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E’ stato voler mangiare tanto e bene. Voler assaggiare, senza troppi sensi di colpa, i tanti formaggi (più di 200 qualità diverse… meraviglia!!) puzzolenti ma buonissimi.

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E’ stato perdersi per i mercatini di piccoli villaggi, in cui non c’era traccia di turisti.

Non solo buon cibo. Ma anche tante spezie profumate e colorate. Che ho amato tantissimo.

image imageMa voi lo sapevate che nel sud della Francia, esiste un luogo chiamato “Il Colorado di Provenza”? Dove è possibile fare trekking/camping nel bel mezzo di sabbia rossa desertica…

No perchè io NO, non sapevo ci fosse… almeno fin quando non l’ho visto con i miei occhi.

*** PURE LOVE***

è stato come tornare improvvisamente negli States, solo con cibo e vino decisamente più buoni!!

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Dicevamo vino vero? l’80% delle foto scattate in Provenza, con me come soggetto, mi ritraggono appunto con un glass of wine tra le mani. Oh yeah…

Che dire, che fosse collina o mare. Accompagnato da formaggio o dalle tradizionali cozze provenzali… io l’ho apprezzato moltissimo.

Perchè sono davvero poche le cose che rendono un momento perfetto, come un bicchiere di bianco gelido, al mare, quando è primavera e c’è il SOLE.

Un Sole caldo che è preludio di estate, libertà e tempo libero.

Tempo per se stressi e basta.

image image imageEssendo, in passato, già stati in Costa Azzurra, dopo aver concluso la visita dei borghi più belli, abbiamo deciso di spostarci sulla Costa Blu. Molto meno posh, ma tanto autentica.

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Avignone e Marsiglia le due grandi città del nostro viaggio.

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Impossibile tra l’altro non notare la somiglianza tra Marsiglia e Napoli. Stessa luce e gioia di vivere. Stessi profumi per strada. Non si può non pensare a quanto, in fondo, noi Italiani siamo simili ai Francesi, soprattutto a quelli del SUD. E viaggiando fuori dall’europa, tali somiglianze vengono ancora di più alla luce.

Dovremmo tutti ricordarcene di più, soprattutto in questo momento di grande difficoltà per la nostra bella Europa.

image Di Marsiglia, impossibile non notare l’atmosfera bohemian. Quella che i british amano definire come “BOHO” (che fa anche tanto figo!!).

Passo e chiudo ma non prima di darvi qualche info utili…

Percorso: Marsiglia Airport –> Aix en Provence –> Lour Marin –> Oppede Le Vieux –> Menerbes–> Lacoste –> Bonnieux –> APT –> Colorado Provencal –> Roussilon –> Abbaye Notre-Dame de Senanque –> Gordes –> Avignone –> St. Remy De Provence (luogo in cui è nato NOSTRADAMUS!!) –> Les Baux Provence –> Cassis –> Marsiglia –> Cote Blue (Carry le Rouet, Sausset Les Pins)

Alloggi: abbiamo utilizzato i motel/low cost hotel della catena IBIS (nuovi, puliti e disponibili in tutti i principali luoghi della Provenza)