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Quando il primo sole di Maggio chiama, Antonia risponde.

(ah..per i new joiners, “Antonia” sarei io! si, la 32enne in rosa con una corona di fiori in testa)

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Da piccola, mia madre, quando NON mi chiamava “STREGA” si riferiva a me con il simpatico epiteto di “lucertola”. A causa della mia attitudine a stendermi al sole e morire stecchita lì per ore intere. Come una lucertola, appunto. imageE’ lunedì sera e ho ancora le guance rosse di sole e di mare. Che, si, forse mi sarò pure un tantino ustionata e la mia pelle si sarà anche invecchiata un pò ma, delle volte, una ruga in più è il prezzo da pagare per staccare la spina. Ed io in questo – nel tempo- sono diventata una maestra. Tipo che alle 18:01 di Giovedì scorso stavo già proiettata al mare-solo-mare-yuppy-yuppy. Il saper “resettare”, ecco come lo si definiva oggi con una mia amica, è veramente un’arte che, si acquisisce con il il tempo e la pazienza. imageSiamo partiti il 1^Maggio, lasciando una Roma bella e deserta (o forse bella da morire anche perchè deserta… ci penso e vi dico!!). Erano le 6 am e in strada, per Monteverde, c’eravamo noi, l’edicolante vicino casa e una coppia di Filippini con la quale, causa di forza maggiore (leggi: assenza di mezzi pubblici in città fino alle 8.30 …che novità!!), abbiamo condiviso un taxy. Direzione “Stazione Termini”, accompagnati da sto tassinaro gioioso per la mancanza dei bus: “Signorì oggi, famo er pienone”.

Ma che me lo dici pure?? tacci tua…

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Alle 9.30 stavamo già camminando per Napoli con una sfogliatella di Attanasio appena sfornata, nella mano destra, e un caffè shakerato dolcissimo su quella sinistra. All’ora di pranzo sbarcavamo invece sull’Isola di Ischia, con uno zaino in spalla e un pezzo di margherita in bocca. Aggiungi sopra, non solo qualche ruga in più ma anche e, soprattutto, qualche rotolino tatticamente sparso nei posti meno opportuni. Giusto per essere pronti alla prova-costume. Che le cose o si fanno bene, o non si fanno! Ma si sa, la campania è così: lussuriosa. E come friggono la pastella loro, nessuno mai! Appena lasciate le nostre poche cose in quella che, il nostro improbabile affittuario (codino alla Bagio munito…) definiva come una “depandance” (… anche senza vergogna eh!), ci siamo diretti di corsa a Sorgeto.image Un pezzo di spiaggia rocciosa in cui sgorga, direttamente dalla montagna, acqua a 90 gradi che, mischiandosi con l’acqua del mare, crea delle piscine naturali fantastiche. Ricordo solo una birra in mano e me che, ad una certa, sprofondavo nella pozza d’acqua più calda.

Che goduria!! Il tutto, completamente GRATIS. Naturalmente. “Le cose semplici sono le più belle”. Concetto tanto inflazionato e che spesso NO, non corrisponde alla realtà. Ma che delle volte si mostra improvvisamente in tutta la sua veridicità. imageAlleluja. Alleluja.

E’ la seconda volta che visito Ischia e, avendo un giorno in meno rispetto lo scorso anno, ho avuto un solo giorno da dedicare alle cure termali. Benchè sull’isola vi sia una vasta scelta di stabilimenti molto ampia, la mia scelta è ricaduta su quello che considero il TOP, sia in termini di estetica, che di funzionalità e pulizia: i “Giardini di POSEIDON” (costo di ingresso giornaliero: 32 euro).image imageUn parco meraviglioso che tra fiori, rose e cactacee, sotto gli alberi di pino e gli ulivi, situati nella bellissima baia di Citara, una fonte termale – NATURALE – porta in superficie i miracolosi poteri terapeutici della natura vulcanica. La scritta all’entrata recitava “Troverete un’oasi di benessere e bellezza”. Cavolo, quanta verità. image imageSono rinata. 8 ore letteralmente a mollo. Tra acqua a 26,28,30… e 40 gradi. Da donna-impiegata a ovo sodo. La meravigliosa evoluzione della specie umana, sottoposta a relax termale. image La mia pelle e le mie sinapsi ringraziano ancora. La sera, ci siamo poi regalati un’immancabile dose di carboidrato libero&abbondante, manifestatosi sotto forma di fritti misti e pizza, in rigoroso stile napoletano. imageVabbè. Che ve lo dico a fare. La ritrovata pace dei sensi. Una nota di merito sempre in tema “food”, va alle colazioni a Forio di Ischia. I cornetti, mangiati ancora caldi, e con la consistenza della brioche francese, sono veramente deliziosi e da non perdere, soprattutto per chi – come me – ha grosse difficoltà nella digestione della sfoglia burrosa (brise’!?) del croissant classico. Se visitate l’isola, vi consiglio assolutamente di regalarvi un momento colazione da “I fratelli Calise” (un bar situato nel pieno centro storico di Forio).image La mattina dopo siamo ripartiti di buon’ora, regalandoci così la nostra ultima giornata di week end lungo in giro per una bella e assolatissima Napoli. Piena di vita e colori. Una città che, nelle sue contraddizioni, io continuo a trovare estremamente interessante e affascinante. Che continua a sottolineare quanto culturalmente vario sia il nostro paese e quanto profondamente diverse – le una dalle altre – siano in fondo le città del Sud Italia. Così vicine e così distanti, per alcuni aspetti.image A poche settimane dal mio viaggio in Provenza, impossibile non notare una straordinaria somiglianza con Marsiglia. Stesso mood giocoso/gioioso. Stessa luce. image Dal molo Beverello a Piazza del Plebiscito, per poi risalire sù lungo l’iconica via Chiaia. Da li, appena raggiunto il lungo mare, via verso Mergellina … proprio sotto Posillipo, a bearci della vista più bella della città partenopea.

O vesuvio e o castello. Tutti insieme. In quella inconfondibile prospettiva.

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Mangiata una frittura mista di calamari, pesce azzurro e verdure, tutto rigorosamente in sublime pastella, e accompagnato da una tradizionale gassosa al limone (vedi i 28 gradi di temperatura esterna), ci siamo nuovamente diretti verso il centro città. Fino ad arrivare, lento pede, alla stazione centrale intorno alle 18, non prima però di aver fatto un’altra immancabile sosta (plus lunghissima fila…) da Attanasio. Again. Alle 21 ero già sul bus H, a Roma, a guardare dal finestrino una San Pietro illuminatissima e calda di una estate appena sbocciata. Con il sorriso stampato in faccia e le guance bruciate dal sole. Breve ma intenso. Un week end facile da organizzare, alla portata di tutti. Un ringraziamento a tutti i componenti del team “Ischia Family TRIP” (questo il nome del gruppo whatsapp, di organizzazione pre-patenza) per essersi prestati alla nostre ligie e severe time-table giornaliere!

Al prossimo anno!

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