image Non ho resistito, lo ammetto. E appena alla radio, stamattina, ho sentito che la nuova copertina di #VanityFair sarebbe stata dedicata a lui – John Lennon – e al suo ultimo bacio a Yoko, in quella dolcissima foto che lo ritrae poco prima di essere ucciso, sono corsa in edicola. Non potevo/volevo perdermelo.

Il suo messaggio così rivoluzionario, diretto e incredibilmente semplice, credo di essermelo scolpito in testa tanti, tanti anni fa. Come una guida invisibile. Come un compagno di viaggio, in questo incredibile cammino che e’ la vita.

Non esagero dicendo che “Imagine” e’ stata ed e’ – in assoluto – la mia canzone preferita.

Un messaggio così potente per quei tempi, i mitici anni ’60. Ma anche per i nostri di tempi. In cui, più che mai, urla disperata la voglia di credere in qualcosa di bello, di umano, di solidale.

In cui c’e’ bisogno di tolleranza, di fratellanza e soprattutto speranza. In un presente brillante. E in un futuro sorprendente.

“Imagine all the people living for today” 

Non passa giorno in cui non mi ripeta l’importanza di vivere il mio oggi, così come viene. Senza troppe aspettative. Senza troppe paturnie. Senza troppe paure di sbagliare, di non essere adeguata. Di deludere le aspettative di chi mi sta vicino.

Respirare profondamente l’aria che mi entra nei polmoni. Godere delle sensazioni che mi passano accanto e volerle mangiare come delle ciliegie, senza potermi fermare.

“Imagine there’s no countries”

Sogno un mondo in cui l’uguaglianza tra gli individui non sia solo uno slogan, ma una realtà. In cui il razzismo non venga mascherato dai sorrisi o dai “che vuoi che sia“. In cui perfino gli stupidi (e nocivi) campanilismi vengano riconosciuti come tali. E in cui gli stereotipi vengano finalmente messi da parte, in nome di quell’incredibile valore che e’ il singolo individuo.

 “Nothing to kill or die for

and no religion too

Immagine all the people living life in peace”

Sogno un mondo in cui la religione non venga più utilizzata come strumento di offesa e violenza, ma come strumento di elevazione.

Vorrei un mondo in cui la laicità si colori di quelle sfumature che sono tipiche di chi e’ curioso di conoscere, ma non di giudicare le diversita’.

Mi piacerebbe vivere in un mondo che dia spazio a chiunque. Un mondo che garantisca la pace, così come l’inesorabile passaggio delle stagioni.

“You may say that I’m dreamer

but I’m not the only one

I hope some day you’ll join us

and the world will be as one”

Un messaggio estremamente utopico quello di Imagine. E’ che bisogno che c’e’ oggi di sognare. Di lasciarsi trasportare dalle proprie aspirazioni. Di sognare in grande, per raggiungere obiettivi tangibili. Toccabili.

Dopo 35 anni ancora GRAZIE JOHN per questo capolavoro.