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Amici. Le belle notizie di oggi sono:

  • che è venerdi’, evviva evviva
  • che sono nuovamente social-mente raggiungibile (leggi: ho una connessione lte nuova di zecca sul mio I-coso… oh yeah; ri-leggi: mo so cazzi vostri però)

Eppure c’è un piccolo, minuscolo neo.

Una di quelle nuvolette che – nel bel mezzo di un cielo azzurro – non tolgono bellezza alla visione di insieme, ma ti fanno dire che “però potrebbe andare meglio…”.

Quella paturnia passeggera e veloce che non ti fa essere completamente e pienamente GRATA.

Ho sempre pensato che il motto “squadra che vince non si cambia” fosse – come dire – na stronzata? E in effetti lo penso ancora.

Solo che mi trovo, del tutto inaspettatamente, a gestire degli “arrivederci” che proprio non mi andrebbe di fare.

Non perché il cambiamento non mi piaccia o non mi stimoli, anzi. O non perché io non abbia sufficienti speranze positive per il futuro.

E’ solo che, in modo del tutto infantile (che novità eh) ed “emozionale”, non vorrei “staccarmi” da una quotidianità che in fondo mi piace e mi diverte. All’interno di un contesto in cui, di solito, non ci si diverte poi tanto.

Da una chiamiamola-convivenza (come definireste trascorrere insieme almeno 9 ore al giorno?) con una UMANITA’ che mi ha fatto ridere di santa ragione, che mi ha insegnato e motivato, che mi ha regalato esperienze, che mi ha fatta arrabiare talvolta e a cui – mi rendo conto – di essere tanto affezionata.

Perché a volte, il supporto silenzioso si nasconde dietro un caffè spensierato la mattina.

O dietro ad uno stupido “vabbè, dai che è già mercoledì!”

Siamo tutti estremamente diversi NOI. Ciascuno con la propria vita e con le proprie umane peculiarità e psicosi. Ognuno con il suo essere speciale nel mondo.

Che a guardarci bene da fuori, siamo così follemente ben assortiti, da essere perfetti per una sceneggiatura 🙂

  • C’è la modaiola che frequenta certi-ambienti e che potrebbe presentarsi con un “Ciao Ciccia, sappi che se non conosci Roma Nord, non conosci Roma”. Quella che ti fa sbavare, comprando borse Miu-Miu con la stessa frequenza con cui tu acquisti tristissimo latte di riso per le tue intolleranze alimentari. La stessa a cui probabilmente non lasceresti mai tuo figlio (e neppure il tuo cane) perché potrebbe dimenticarlo nel camerino di una boutique del centro o nel bagno di uno dei locali più fichi di Ponte Milvio, tra uno spritz e un bellini gelido. Ma su cui sai di poter contare SEMPRE, anche quando d’estate sei sola, vorresti andare a mare e non sai con chi. Perché lei non avrebbe problemi ad aprirti una finestra sulla sua vita (sociale e non).
  • C’è il musicista scansonato che scrive i libri. Il sognatore visionario, capace di articolare un ricco discorso su cose quali “la corrispondenza tra produzione del vino – da uva rigorosamente Sangiovese – e il passare delle epoche/stagioni” ma – anche – “il valore sociale di Alberto Sordi nella società odierna” e “l’interpretazione moderna dell’etica kantiana”. Lo stesso capace di azzeccare il tuo segno zodiacale e dirti che sei governata da venere o da marte da un tuo “si, io scrivo le to do list, mangio la cioccolata e indosso le All Star”. Quello che ti strappa un sorriso anche quando la luce del neon di trapassa la pelle e le osse e tu vorresti solo che sprofondare sul tuo divano.
  • C’è l’automotivatore, quello che si da obiettivi sfidanti, anche se non c’è alcun motivo, e cerca di superarli costi-quel-che-costi per raggiungere nuovi record. L’Usain Bolt delle presentazioni PowerPoint. Quello che comunque andrà “dobbiamo-conquistare-il-mondo- MIGNOLO”. Lo stesso a cui non puoi non rispondere “Ok, Prof. Lo conquisteremo!” (questa non è di facile..). Quel tipo di persona capace di suscitare in te – con sorprendete impulso – sentimenti positivi e negativi insieme. Che tu, potresti volerlo menare e abbracciare a distanza di pochi millesimi di secondo. Ciò che – il musicista – definirebbe certamente come “l’effetto/fascino dello SCORPION sui segni di terra”
  • C’è la professoressa che come maneggia lei il suo file excel, tu manco la tua trousse di trucchi pupa scaduti. Quella che, interagendo con il musicista, nel 90% dei casi, esprime il suo punto di vista: dicendo – “ma quindi?” e pensando – “oh ma che te sei fumato?”. La stessa che quando ti spiega qualcosa – lo fa talmente CHIARAMENTE – che tu pensi – o mio dio – “o è un’aliena o è posseduta dal demonio”. Che più ascolti e più non puoi che pensare con rassegnazione che “No, non ce la farò mai a farlo così bene”
  • Il mediatore in coppola siciliana, colui che riesce a mantenere la calma anche se attorno a lui sta per scatenarsi un terremoto ormonale di pericolose donne in SPM e – nel frattempo – gli si sta allagando casa e – accipicchia – è venerdì e c’è pure un-cazzo-di-sciopero dei mezzi. Quello che, una volta, ci salutò dicendo “Vabbè, io andrei che la mia LEI ha le doglie” con la stessa eleganza con cui l’umano-medio direbbe “Ok, faccio pipì e torno”. Quello che, se vedi agitato lui vuol dire che allora la situazione è davvero difficile e SI, vor dì che “so cazzi amari” (come insegnano alla Sorbonne). Lo stesso che “la pashmina è il new must della moda uomo 2014” e “il cashmere con toppe è l’outfit imperdibile dell’inverno 2015”. L’uomo che ha preferito l’armadio all’alcol, per affogare le proprie paturnie.
  • La figlia delle stelle. Colei che ha interpretato alla lettera e con occhi luccicanti il “guarda alla Luna piuttosto che il dito”. Quella che, vola talmente alto, che tu – solo per vederla – la devi tirare giu’ come un palloncino di elio. La stessa capace di vedere una strada laddove la modaiola – ad esempio – vedrebbe una lunga coda di un camerino di ZARA in un sabato pomeriggio di saldi o dove la professoressa e tutti gli altri vedrebbero un inagibile sentiero pieno di ortiche. L’unica capace di trovare quel maledetto ago – che nessuno aveva visto prima – all’interno del fitto pagliaio. La stessa che, quello di rubik, non è solo un cubo di 6 colori diversi, ma un arcobaleno tascabile. Quella che ti fa pensare che – forse – c’è qualcosa in più.
  • Il nerd, quello che – quando lo guardi – non puoi che pensare che: o è un prof di filosofia che odia a morte la sua classe o un hacker con l’obiettivo (incognito) di far implodere il mondo. E’ l’unico uomo che ti fa credere che “quei giorni” non sono solo peculiarità femminile ma che – forse – anche i maschietti hanno le mestruazioni ma si vergognano a dirlo. Insomma è quel tipo di uomo che ti fa sentire meno stronza quando tu – in piena crisi ormonale – vorresti prendere a capocciate qualcuno. E’ talmente imprevedibile che – nella stessa giornata – potrebbe sorriderti, ingiuriarti e sfancularti nel giro di poche ore. Tanto che tu, non puoi che volergli bene perché è la dimostrazione vivente che c’è qualcuno psicotico e lunatico almeno quanto te. Non mi stupirebbe se la sua parte preferita del giorno fosse – appunto – la notte. Perché la coerenza, come più volte ribadito, non è solo un concetto sopravvalutato ma – in casi come questo – addirittura SUPERATO.

Credo non ci sia nulla di tanto solido di un rapporto costruito giornalmente, quando si è impegnati a fare altro. Ed in questi casi, forse, non si è mai troppo pronti a salutare chi si vuole bene, anche se il limite della distanza sarà la strada trafficata di una grande città.

A tutti voi GRAZIE.