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Che dire, sarà stato il protrarsi di sto maledetto Blue-Monday, ma il mood di questi giorni – sia dentro che attorno a me – è ben riassunto dalle eleganti esclamazioni:

  • “ahooo’-e-che-cazzo!”
  • “c’amarezza!”
  • “mai una gioia”
  • “’gna posso fa”

Bene, ma non benissimo.

Soprattutto se considerate che, la sottoscritta, è appena rientrata da 3 settimane di fancazzismo assoluto – oh yeah!!! –  e che – UDITE UDITE – da ieri sera ci sente pure nuovamente anche dall’orecchio destro (trattati di bene o male?), storicamente tappato da quello che si è poi rilevato come un fottuto simpatico “TAPPO”.

Che,giuro, nella vita avrei pensato tutto, tranne di diventare una

PRODUTTRICE IPER-EFFICIENTE DI CERUME.

Tant’è.

Vi risparmio dettagli inutili e abominevoli. Vi basti – però – pensare che la “Cuor-di-leone” che è in me, alla vista del SIRINGONE contenente acqua tiepida, ha avuto un illogico senso di mancamento (visibile in uno sguardo – evidentemente – atterrito), tanto da indurre il malcapitato dottore ad esclamare la-molto-offensiva “Su dai, che sei grande e GROSSA”.

In passato avrei menato per molto meno!

In compenso, dopo essermi ripresa da quello che ho vissuto come “un complicato intervento(SI, la chiamano IPOCONDRIA), mi sono data alla consapevole e “necessaria” attività di “andiamo-in-giro-che-ci-sono-ancora-ancora-i-SALDI”.

E così, è accaduto che – entrata in un sobrio negozio per acquistare un piumino nero – sono uscita con una busta contenete un cappottino anni 70 blu elettrico, di quelli fichissimi e con un solo bottone, che – però – farebbero sembrare un “sacco-de-patate” pure la povera Giselle.

Che se vogliamo, ledisendgentlemen, analizzandola bene, tutta sta storiella, racchiude il quid del mio sistema neurale, simpaticamente e inconsapevolmente psicotico. AMEN.

Ma parliamo di cose belle. Tutto sommato, e’ un periodo in cui ho tanta voglia di fare. Di fare del mio. E di farlo soprattutto bene. Vorrei ritagliarmi degli spazi e coltivarli. Senza remore. Senza SE e senza MA.

Il vero problema è che trovo sempre tanto difficile

“scaricare a terra” i miei propositi.

Sono l’unica?

Delle volte, infatti, questo mio forte entusiasmo viene inghiottito da un inspiegabile – e ancora una volta illogico – senso di impotenza.

E’ come se la mia infantile auto-motivazione si esaurisse di fronte a quelli che percepisco  come eccessi di complicanze, che alla fine non fanno che bloccarmi.

Sto cercando di darmi delle regole. Che, da buona anarchica, puntualmente non rispetto.

Amo fare le liste. Così spesso mi diletto a buttare giù elenchi di cose improbabili – che però mi divertono e mi fanno stare bene – ed alle quali nel mio mondo (perfettamente illogico) vorrei dedicare un po’ di tempo.

  1. Bere almeno un litro di tea verde al giorno (ma che proposito è?) soprattutto se la sera prima mi sono scolata il mondo con The Dux (che più che prevenire, a noi piace CURARE)
  2. Fare una passeggiata tutte le sere prima di rientrare a casa, anche con la palpebra tremens/calantes, giusto per far finta di fare sport/attività alternative all’ufficio; e tanto per illudersi di avere un’esistenza vivace, interessante, attiva .. oh yeah: che se continuo a leggerlo di credo pure!
  3. Provare, anche se con scarsi risultati, una nuova ricetta a settimana che comprenda prodotti di qualità, anche se sono una capra a cucinare (il mio povero uomo s’è beccato l’unica calabrese incapace ai fornelli: la mia specialità sono le zuppe di verdure lesse, per dire)
  4. Andare in bici: “Oh yeah, let’s move it … move it”, evitando di inquartarmi troppo e di ingiuriare le yummy mummy (SI: esistono anche qui) che sul tram, hanno il barbaro coraggio di esclamare frasi del tipo “sai, io dopo i 35 ho iniziato a perdere peso costantemente!”; amica, ma che non ti vergogni a dirlo pure? Ma io ti auguro le polpette di nonna Grazia da Mulini di Calanna (ridente località dell’Aspromonte) a colazione, pranzo e cena
  5. Andare alla scoperta di posti nuovi di Roma nel week end (nuovi mercatini, nuovi quartieri, nuovi negozi che vale la pena di vedere), giusto per assecondare IL MIO PRIMO PROPOSITO DELL’ANNO 2015: RISPARMIARE
  6. Prenotare biglietti aerei. Che dicevamo? Risparmiare vero?
  7. Provare locali in cui bere&mangiare cose nuove, giusto per assecondare – stavolta – IL MIO SECONDO PROPOSITO DELL’ANNO 2015: NON INQUARTARMI (vedi punto 4)
  8. Mettere lo smalto alle unghie, ma soprattutto rimuoverlo quando se n’è già mezzo andato di suo à che in fondo, pure se oggi indosso un maglione con le renne, devo cominciare a darmi un tono
  9. Pettinarmi, o meglio lasciare i capelli sciolti, provando ad abbandonare lentamente il mio storico/adorato TUPPO
  10. Comprare e mettere ogni giorno una crema anti zampa di gallina, che NO, io non rientro – evidentemente – tra le tipe di punto 4

E niente. Che rileggendola sta lista mi fa ridere. Perchè appare per quello che è: un fritto misto di cojonagine acuta.

E’ che la coerenza, più che un valore, è un concetto estremamente sopravvalutato.

SAPEVATELO.