imageHo guardato fuori dalla finestra stamattina e vedendo il cielo color Londra ho deciso di intraprendere l’attività “scarico le foto del viaggio in Messico che – tanto – che ce vo’?”. Ecco appunto.

Ho cominciato alle 11 e ho alzato gli occhi dal pc più o meno 20 minuti fa, quando la mia dolce meta’ ha cominciato ad ingiuriarmi.

Editare le foto, inutile dirlo, ha suscitato in me quel noto sentimento di rosicatio, tipico del post-rientro.

Cioe’ meno di 7 giorni fa io ero così (guarda a sinistra)…Da fiore ad ortica: la differenza sta nel post-abbronzatura (e nei rossetti rosso Dior scroccati nei duty-free del mondo.

Tre gli aggettivi per descrivere il nostro viaggio in Messico: facile (i mezzi pubblici sono puliti, economici e puntuali), sicuro (abbiamo viaggiato di giorno e di notte senza mai avere alcun problema), divertente (i messicani sono sorridenti e latini nel midollo, chi ha la fortuna di viaggiare nel loro paese balla, assaggia, scopre tesori).

Abbiamo viaggiato per 2 settimane e mezzo (dal 24 Dicembre al 10 Gennaio) spendendo a testa circa 650 euro per il volo aereo (acquistato molti mesi prima attraverso il sito lastminute.com) + circa 650 per viaggiare dentro il paese (cibo, public trasportation, accomodation e pagamento biglietti per ingresso nei luoghi culturali… tutto incluso). Per un totale di meno di 1.300 euro (traducendo: quasi quanto dieci giorni fissi a Formentera in Agosto).  

Avremmo potuto spendere meno? Certo che si! Margini di risparmio alle voci: ACCOMODATION (spesso abbiamo preferito la stanza singola alle camerate), CIBO (abbiamo alternato l’economico – e super yummy – street food con alcuni locali segnalati dalle guide), RICORDINI (ero nel paese di una delle mie icone preferire “FRIDA”… e lo ammetto: non ho potuto resistere… non potevo partire senza qualcosa che mi parlasse di lei).

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Il nostro percorso ci ha portato alla scoperta di 5 stati del Messico: Yucatan, Campeche, Tabasco, Chiapas, Quintana Roo. Un solo rimpianto: essermi persa Citta’ del Messico per evidente mancanza di tempo.

Step 1 – Da Cancun a Valadolid

Mentre la maggior parte degli italiani agguantava le prime fette di panettone noi stavamo arenati all’aeroporto di Parigi. Siamo partiti alle 20.00 della Vigilia di Natale (cosa non si fa per risparmiare), arrivando – attraverso uno scalo nell’assolata Atlanta – a Cancun alle 17 (ora locale) del 25 Dicembre. Un viaggio decisamente LUNGO. Ma non faticoso (thanks to Delta airline).

Abbiamo lasciato Cancun la mattina dopo, rimandando la visita della citta’ “hoteliera” (la new Las Vegas) al rientro.

1395286_10205670688066158_1330403672709747511_nValadolid ci mostra subito lo spirito messicano. I colori della piccola cittadina, fatta di case basse. The Dux che trova il “MONDO BAFFO” in uno dei Barber Shop più belli mai visti. E il nostro primo bagno in un Chenote ^-^

ESPERIENZA INDIMENTICABILE

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Ma anche localetti intimi, coloratissimi e pieni di fiori. Esattamente come vuole la tradizione.

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Subito dopo un tequila tour (con assaggio di 10 tipi diversi di tequila, alle 14 del pomeriggio, con jet lag incluso), mi ero quasi convinta di abbandonare The Dux per un locals a caso, vedendo in che modo TENERO e SERVIZIEVOLE le donne vengono trasportate da un luogo all’altro.

Il “porta moglie’ mi mancava… non si smette mai di imparare!!

Step 1 – Da Valadolid a Chicheniza

Chicheniza e’ stato il primo impatto con i siti Maya. Qualcosa di incredibilmente affascinante e difficilmente descrivibile.

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 Quando mi sono ritrovata ai piedi della piramide principale ho ripensato alle parole di una mia amica virtuale che – pochi giorni prima dalla mia partenza – mi ha detto “sai davanti alle piramidi ho pianto, la mia estrazione proletaria mi ha sempre portato a pensare che – nella vita – mai mi sarei ritrovata in un luogo del genere un giorno”.

Anche io mi sono sentita così.

Come lei.

Step 2 – Da Chicheniza a Merida

Merida ci ha accolti cosi’: con un elegante e colto uomo canadese che ha trasformato la sua bellissima&tradizionale casa messicana in un b&b frequentato da gente di tutto il mondo.

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La più’ bella accomodation del viaggio.

Il giardino interno, i simboli religiosi, la ristrutturazione dell’edificio nel pieno rispetto dello stile originale.

Un luogo veramente indimenticabile.

Merida e’ stata anche luogo di grande divertimento. Abbiamo avuto la fortuna di incrociare la festa maya e – con lei – i lunghi festeggiamenti.

Cibo e balli di strada come se non ci fosse un domani.

E anche qui ho pensato di abbandonare The Dux per un truzzo a caso dal ritmo latino 🙂 come si balla la salsa qui… da nessun altra parte amici!

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Step 3 – Da Merida a Uxmal and back

Merida, oltre ad essere uno dei centri più belli e’ interessanti dello Yucatan, e’ anche il punto di accesso al BELLISSIMO sito di Uxmal. Per visitarlo, decidiamo di prendere il primo bus della mattina, evitando quindi la calca dei turisti e godendo di uno dei siti più belli del paese… quasi deserto! Uno scenario che non puo’ essere decritto a parole e a cui neppure le foto rendono giustizia.

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Impossibile non notare – tra i visitatori del sito – alcuni componenti della comunità AMISH che ammirano, con noi, lo spettacolo delle rovine. Ricordo di aver incrociato gli occhi di una delle ragazze, in uno sguardo curioso e investigativo per entrambe.

Un incontro catartico.

Chiedendo ai locals, apprendiamo poi che una numerosa comunità di Amish vive proprio in alcune parti del Messico (auto-sostenendosi attraverso la produzione dei formaggi). Svelando quindi l’arcano del perché il gruppo sociale dell’Ohio, che rifiuta ogni forma di vezzo ed evoluzione, si trovasse in vacanza nel centro America.

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Step 4 – Da Merida a Campeche

Lasciamo Merida alla volta di Campeche. Ad aspettarci il Golfo del Messico (uno dei principali attori dell’attuale equilibrio climatico mondiale: non che lo sapessi prima di arrivare li eh… 🙂 ), ma anche cultura – tanta – incastonata in uno dei borghi – patrimonio UNESCO – più’ belli del Messico.

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Ancora una volta casette basse e tutte colorate, street art e un mood inspiegabilmente europeo. Indimenticabile la cioccolata calda (IL prodotto di punta del paese, assieme al caffè’ bevuta in uno dei locali più belli della citta’.

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Campeche e’ uno di quei posti che potresti fotografare all’infinito, senza mai stancarti. Ogni angolo ha – inspiegabilmente – qualcosa da dirti, raccontarti e sussurrarti.

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Spiare la gente e’ sempre stata una delle mie grandi passioni.

Farlo dalla serratura di uno dei “peggiori SALON” della citta’, ancora di più.

L’arredamento delle case e dei piccoli ristoranti conferma che NO, lo stile messicano non e’ affatto stereotipato. Anzi e’ meravigliosamente di PIU’ di cio’ che si può immaginare.

L’HO AMATO TANTISSIMO, EVIDENTEMENTE

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Come del resto la FRUTTA che ha – finalmente – il sapore di FRUTTA.

Quella vera.

Step 5 – Da Campeche a Palenque

Palenque ospita il sito Maya delle “Scimmie Urlatrici”. Dei SIMPATICI animaletti che, per allontanare gli altri animali e salvaguardarsi, simulano l’impressionante grido del Giaguaro.

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Lo scenario e’ suggestivo. Essendo le rovine completamente avvolte dalla foresta lussureggiante. Un luogo – anche questo – da non perdere.

Da Palenque decidiamo anche di esplorare alcune delle più belle cascate del Chiapas.

Di nuotarci dentro. E di godere di questo spettacolo bellissimo….

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(vista cascate davanti e dietro *-*)

Luogo in cui ho quasi perso THE DUX – ma questa e’ un’altra storia/post.

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Step 5 – Da Palenque a San Cristo Bal de las Casas (passando per Tabasco)

E’ il 30 di Dicembre e decidiamo che e’ a San Cristo Bal de las Casas che vogliamo aspettare il nuovo anno. E’ in atto una manifestazione importante nel paese, una rivolta contro l’attuale governo. Siamo quindi costretti a raggiungere la citta’ di montagna (a più’ di 2000 metri) passando per Tabasco, attraverso un lungo – lunghissimo viaggio. Facendo il countdown in bus con la mia famiglia calabrese.

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Appena arrivati scopriamo subito che:

1- fa freddo

2- che il luogo in cui ci troviamo e’ un meraviglioso grande paese di montagna

3 – che mancano poche ore alla mezzanotte e non sappiamo dove cenare

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La bellezza di San Cristo Bal de las Casas e’ subito evidente.

Erano anni che non trascorrevo un Capodanno tanto bello e pieno di vita.

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Luci, musica per strada, neve sciolta e tanta allegria.

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Trascorriamo la vigilia in strada, dopo aver mangiato in uno dei locali più belli della citta’.

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Step 6 – Da San Cristo Bal de las Casas a Laguna Bacalar

E’ tempo di bikini. Caldo e MAR-DEI-CARAIBI. Inutile dirvi che voglia avessi di specchiarmi in quelle acque per la prima volta.

Decidiamo pero’ di seguire il consiglio di una nostra amica FRANCESCA, facendo una sosta a Laguna Bacalar. Un posto BELLISSIMISSIMO… in  cui l’acqua della laguna riesce ad avere le mille sfumature del turchese.

Ce ne innamoriamo subito, nonostante l’alternanza tra sole e cielo incerto.

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La laguna si rivela il luogo perfetto per aspettare lunghi e indimenticabili tramonti

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Laguna Bacalar si rivela inoltre come luogo di buon cibo. Buonissimo e di alta qualità’ lo street food, ma anche i piatti serviti dai piccoli e super economici localetti del paese.

La tentazione di scattare foto discutibili – in perfetto stile 60s- e’ stata assecondata fino in fondo…

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Step 7 – Da Laguna Bacalar a Tulum

Arriviamo finalmente sulla costa. In una piccola cittadina sviluppata lungo una delle strade principali del paese, che si affaccia – per 7 km – lungo il Mar dei Caraibi.

Decidiamo che la bicicletta sara’ il nostro mezzo di trasporto: e non ci sbagliamo… abbiamo così la possibilità di esplorare in lungo e largo il nuovo posto che ci ospita.

Tulum e’ tante cose, ma soprattutto e’ il luogo in cui si trova l’unico sito Maya che affaccia sull’oceano. Rovine, onde e animali selvatici.

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Scoprimo subito l’animo “fricchettone” e alternativo del villaggio, un lato che ci affascina moltissimo. Decidiamo quindi di rimanere qui per ben 3 notti.

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Lui, l’IGUANA, vince il premio di più fotografato del sito.

Altro che Maya e rovine, la vera star e’ lui

Del Messico ho apprezzato tante cose, ma soprattutto gli alcolici – soprattutto quelli tropicali – sorseggiati in fronte al mare… che tra un po’ chiamavamo l’alcolista anonimi

PROST AMICI

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A TULUM festeggiamo anche il compleanno di The Dux: Happy B-Day my LOVE

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Step 8 – Da Tulum a Cozumel

Da Tulum – attraverso un bus – arriviamo a Playa del Carmen. Decidiamo di imbarcarci sul primo traghetto per Cozumel. Un’isola costruita a misura di “americano medio”, quello che si spiaggia davanti al suo hotel 5*.

Affittiamo un cinquantino e partiamo alla scoperta dei pochi angoli inesplorati dell’isolotto.

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I colori sono stupendi. L’azzurro del mare si fonde con quello dell’acqua.

Il mare e’ talmente piatto da sembrare una piscina.

E’ quello il mare che amo…Voglio rimanere qui!!!!

Step 9 – Da Cozumel a Cancun by Playa del Carmen

L’ultima tappa del nostro viaggio e’ Cancun, ma non prima di fare una velocissima passeggiata per Playa del Carmen che e’ esattamente come immaginavo: un non luogo!

Potresti essere a Las Vegas o in uno a caso degli shopping mall americani che ormai si trovano ovunque…

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 Foto scattata a Tulum

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Foto scattata in uno dei palazzi storici di Merida

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LA POP STREET-ART  IN MESSICO

IRRESISTIBILE

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Mamma con bambino a San Cristo Bar de las Casas

All’improvviso e’ il 10 di Gennaio… ed e’ tempo di Ritorno.