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C’è chi ha la forte passione per i grandi inizi. Non che io non la abbia eh.

E’ solo che, da persona (forse) un po’ disturbata, adoro molto di più FINALI (soprattutto se inaspettati, ma questo è un’altra storia/post) che, se vogliamo, sono proprio il degno prologo del “cio’-che-sarà”.

Ho sempre pensato, infatti, che portare a termine qualcosa, qualsiasi cosa, fosse molto più complicato che iniziarne una nuova.

Potrei fare la lista di mie attività, nate nel più grande entusiasmo e abbandonate, poi, nella più completa indifferenza. 

Inconstanza, forse, o più semplicemente mancanza di interesse.

Finire qualcosa significa camminare lungo un percorso, talvolta difficile. E farlo a testa alta, nonostante tutte le difficoltà.

Significa attraversare quella linea di “ARRIVO”, che inizialmente sembrava quasi un miraggio lontano.

Ogni NUOVA FINE è un’etichetta indelebile che attacchiamo sulle nostre vite

e che ci consente di girare pagina con serenità.

E oggi – che è l’inizio delle mie vacanze – è un po’ come essere proprio lì, sulla linea di arrivo del mio “anno virtuale”.

E la sensazione è quella di un festoso giugno, quando – dopo mesi di studio – mi ritrovavo a salutare i miei compagni di classe e i miei prof.

A Settembre comincerà un nuovo ciclo, come sempre.

Arriverà l’autunno rosso e con lui nuovi stimoli, nuove persone, nuovi posti che vorrò vedere. E io stessa, forse, mi vedrò così: RINNOVATA.  

Ancora una volta, forse CON UNA NUOVA PELLE, certamente con qualche ruga in più.

E come ogni inizio che si rispetti, accenderò il mio pc, leggerò le mail, saltandone forse qualcuna perché saranno troppe, e ricomincerò a lavorare, a progettare lentamente, a fare cose più o meno interessanti, a pormi nuove domande, ad alimentare nuovi sogni.

Ma oggi, anche solo per un istante, vorrei godere di questo attimo che è tutto mio.

Quello del bilancio finale, quello del 

“NOT TOO BAD, GIRL!”

Per quello che ho fatto bene ma anche e soprattutto per quello che avrei potuto fare meglio.

In questi mesi, in cui – per scelta/necessità – mi sono rimessa in forte discussione, ho provato a rielaborare scelte fatte, valutando ogni singola possibilità, senza alcun preconcetto.

Cercando di non precludere nulla nè a me nè e a chi mi sta vicino.

Ed è incredibile, anche solo pensare, quante lezioni ci si possa portare a casa

in un tempo così piccolo.  

Ho imparato, ad esempio, che l’indipendenza non è solo un fatto economico, ma è anche uno stato della mente. Che prevede, principalmente, un forte amore per la vita e per se sesti. Perché stare da soli, provando a gestire quotidianamente dubbi e interrogativi non è sempre facile. Ma più si cerca di fuggire dalle proprie paturnie, tanto più ci si preclude la possibilità di guardarsi dentro, nel profondo. Per quello che si è realmente.

Ho imparato che “ridimensionarsi” non significa necessariamente fare un passo indietro o rinunciare a conquiste fatte. Delle volte può voler dire più semplicemente AIUTO RECIPROCO, SOLIDARIETA’, AMICIZIA. Ed è proprio in questi mesi, che conoscendo e condividendo esperienze con persone molto diverse da me, che ho sperimentato l’importanza del reciproco sostegno. Quello che prescinde da tutto e che non chiede nulla in cambio. E in alcuni istanti ho provato quella inaspettata sensazione di trovarmi nel posto giusto, al momento giusto. Di essere veramente utile a qualcuno.   

Ho finalmente capito quanto l’amore sia, in fondo, una questione PER NULLA COMPLICATA. Fatta di rispetto e libertà individuale. Perché ciò che è veramente importante non è l’essere d’accordo su tutto, ma il GUARDARE NELLA STESSA DIREZIONE

Ho imparato che chi vuole bene davvero non giudica. Prova a stare vicino nel rispetto totale dei nostri dubbi. Ho imparato che chi ci ama si preoccupa per noi. Ha voglia di sentirci. Di chiamarci, anche solo per un semplice “Ciao, come stai?”

Ho imparato a farmi scivolare di dosso quelle COSE (eventi/persone) che non mi interessano o, più semplicemente, non reputo importanti. Facendo mie, anche con estrema disinvoltura, quelle meravigliose espressioni romane del “E-STI-CAZZI” e “MA-CHI-TE-SE-NCULA”. Che, diciamo la verità, non esiste altra frase capace di esprimere cosi intensamente un concetto.

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Se la vita fosse un attimo, sarebbe quello in cui sto per leggere l’ultima pagina del mio libro.

O quello in cui sto per salire su un aereo che mi porterà lontano.

O quello in cui sto per scattare una foto bellissima.

Se la vita fosse un attimo, sarebbe certamente l’istante dell’attesa.

Quel meraviglioso momento prima di……..

Signori, io chiudo per ferie.

Oggi si parte.

Primo step: Calabria 🙂