Adoro ascoltare il suono delle mie dita quando scivolano veloci sulla tastiera del pc.
Mi fanno sentire come libera.

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Mi ricordano quanto, in fondo, nel tempo sia diventata padrona di me stessa, della mia pazza vita e delle mie idee forti.

Alcune riga mi ricordano prepotentemente chi ero, altre chi sono sono diventata, altre ancora il lungo e faticoso percorso intrapreso per essere qui. Dove mi trovo oggi.
E’ un “TIC TAC”.

Un suono veloce, vivace e incostante che va al ritmo dei miei pensieri ed ha lo stesso sapore di un aereo che parte o di un caldo pomeriggio trascorso su un prato umido e pieno di margherite. Quando lo sguardo si perde inseguendo orizzonti lunghi. Infiniti. Verdi. Fecondi. E terribilmente stimolanti.

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Adoro la consistenza soffice della mia pelle quando la sera, dopo una giornata di mare, profuma di crema e relax.
Quando i vestiti che indosso smettono di essere semplici pezzi di stoffa colorata e diventano improvvisamente appuntamenti emozionanti. Vere e proprie promesse da mantenere.
Quando un calice di vino si trasforma in parole sussurrate di fronte ad un tramonto arancione.

In quella precisa ora del giorno in cui gli ultimi raggi di sole tagliano di traverso quei piccoli borghi arroccati e tutto sembra improvvisamente colorarsi di ORO.

E a te non resta che stare li. Ad aspettare che il poetico epilogo semplicemente accada.

Come ogni giorno, da sempre.

In quegli istanti lunghi in cui tutto sembra – ed è – assolutamente perfetto. 

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Adoro quelle persone vivaci che mi fanno sorridere di gusto.
Credo ci sia qualcosa di speciale nel mettere di buon umore chi ci sta vicino. Non è da tutti.

E’ un dono prezioso. Da conservare stretto come un tesoro.

Ma è lo “stare in attesa” che adoro veramente.
Di qualcosa o di qualcuno, poco importa.
Quando la semplice idea di fare, vedere, toccare e sperimentare qualcosa di totalmente nuovo è talmente forte da diventare quasi concreta.

Toccabile. Reale.
Perchè, delle volte, basta veramente molto poco per vedere materializzati quei pensieri nascosti. Proprio lì, nei luoghi più impensati e davanti ai nostri occhi stupiti.
Alla fermata del bus, ascoltando la musica. Camminando distrattamente.

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Se fossi un giorno della settimana, sarei certamente il venerdì prima di quel week end importante.
Se fossi un mese dell’anno, sarei Novembre.

Quando i piccoli desideri delle persone si trasformano in grandi aspettative e le lucine colorate iniziano a decorare il grigio inverno delle città, rendendo tutto semplicemente più bello, ricordandoci che, in fondo, è quasi Natale. Riscaldando le strade e le vite delle persone che le attraversano.

Ma è fine Luglio,

anche se in alcuni giorni si ha come la pesante impressione

di vivere un lungo autunno che proprio non vuole finire.image
Oggi il cielo è azzurro.

Ed è qui che siamo. Ad aspettare quello che sarà. Di noi, di chi ci sta vicino, delle cose che ci circondano.
A pregustare i riflessi di quei piccoli spiragli di luce che lentamente si accendono.
Una luce fatta di tarde colazioni assonnate e lunghe giornate di sole, che vorrebbero non finire mai.
Di lenti tramonti, tutti diversi e tutti da fotografare. E di pigre passeggiate alla ricerca di dettagli.

L’attesa non fa che mostrarci la lunga gamma di possibilità che la vita offre.

Luglio è quell’epilogo che tarda ad arrivare.

E’ la fine prima del grande inizio (Settembre).

E’ SI un arrivo, ma anche nuova eccitante partenza.

E’ quel breve tempo che ci separa dall’abbraccio delle NOSTRE persone di sempre.

Ma Luglio è anche “persone nuove di zecca”. Tutte da scoprire. Che forse ci sfioreranno appena e poi andranno di nuovo via. Lasciando di loro solo un ricordo sfocato.

Luglio è l’idea di nuovi progetti da realizzare.

E’ quella prevedibile stanchezza che ti si inizia ad appiccicare addosso e che tu proprio non sai come mandarla via.

Luglio è l’attesa del meritato riposo.

E’ il tatuaggio indelebile di un lungo anno di attività che sta per rinnovarsi.

Luglio è tante cose, ma è soprattutto NOSTALGIA e voglia di ritornare a CASA.

Anche solo per un pò! 

Ovunque essa sia.