Sono tante, troppe le cose che non dico.

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 Perchè, in fondo, anche le persone estremamente assertive, come me, capiscono che dire sempre la verità non serve a nulla.

Che delle volte, chi ci sta di fronte dei nostri riscontri chiari, sinceri e oggettivi non sa veramente che farsene.

Il buon vivere prevede, secondo me, un mix ben dosato di verità, silenzio opportunamente pensato ed empatia.

Tutto mixato in dosi che variano a seconda della situazione e dell’interlocutore.

I miei 32 anni di vita, mi hanno indotta a pensare che la politica dello ‘STI CAZZI’ paga moltissimo. Anche a costo di morderci la lingua. Perché delle volte le omissioni non sono solo una scelta ma quasi un obbligo!

Certo però che, il fatto di non esprimere una opinione non significa poi non averla. Sopprimere le idee è qualcosa di molto più complicato.

Per quello servirebbero -forse- lezioni ad hoc di yoga e meditazione, tutte simpatiche attività in cui mi sono anche cimentata con – diciamo – scarsissimi risultati.

Ecco, quindi, la lista di alcune piccole, minuscole cosette che mi fanno rabbrividire, talvolta senza valide motivazioni (da ottima incoerente psicolabile):

  • il “ciao bella/cara” del mio fruttivendolo egiziano. Povero, lo so che il suo è un ingenuo intercalare, ma lo dite voi alla mia testa bipolare di tenere sotto controllo quell’istinto di pugno in faccia che parte in automatico?
  • quando qualcuno mi dice “stai serena”. Frase che, di solito, scatena in me la reazione opposta, soprattutto se a dirmelo è un uomo… e si, chiamatelo pure sessismo! Lo è, in effetti.
  • chi dice “OKAPPA” quando vuole dirti “SI”.
  • quei coinquilini che mangiano la altrui nutella. Ma anche quelli che lasciano i piatti sporchi nel lavandino dalla sera prima oppure che non portano giù la busta della spazzatura. Ecco, ora che ci penso, forse è proprio la convivenza con altri esseri umani a crearmi orticaria.
  • il mio lui che risponde con “mi fai il budget?” quando gli propongo di fare qualsiasi qualcosa.
  • chi, mentre sei in difficoltà su qualcosa ti dice “fija mia, ma che hai fatto in tutti questi anni?”, alludendo al fatto che sei una pippa. Che tu vorresti pure rispondere a tono cose del tipo “caro/a – come vedi – ho evidentemente fatto altro ma stai certo/a che se avessi veramente voglia di  impegnarmi anche solo la metà di quanto fai tu in questo… bè probably diventerei pù bravo di te”. Ma anche in questo caso uno “sti cazzi” è per sempre.
  • le etichette. “Oh certo che Fabrizia è veramente gnocca” (AKA- quindi probabilmente è scema). “Genoveffa è na zoccola sicuro, non vedi che sta sempre semi ignuda (AKA- buttati va che te la da sicuramente). “Ma chi Lucrezia? Se vabbè, è diventata mamma” (AKA- non ci puoi più contare). “Ermenegilda lì … è troppo buona… figurarci se si sa imporre”. Ecco, caro mondo infame che ti diverti ad attaccare postit sulla faccia attonita della gente (soprattutto di noi donne), ricordati che SI, magari saremo anche umorali, uterine, soggette a sindromi pre-mestruali acute, indosseremo anche look dallo stile opinabile… ma ricorda, che se anche l’aspetto è quello di principessa pacata… l’indole può essere quella forte di un vulcano. Che oggi le barby raperonzolo ai KEN del caso gli fanno il culo a strisce.
  • i flagellati. Di cui ho già ampiamente parlato. Comunemente detti “Quelli che, comunque andrà sarà un insuccesso”.
  • chi è sempre pronto a giudicare la vita degli altri perchè, evidentemente, di una sua non ce l’ha.
  • chi dice “io questa cosa non la farei mai”. Caro amico/a … mai dire mai. Fidati. La vita riserva sempre cose che non avevamo previsto!
  • quelli convinti che gli status sui social coincidano sempre e comunque a verità assolute. NO, facebook non è la vita…
  • i criticoni a tutti costi, quelli che – ad esempio – amano esclamare cose come “ah l’Italia fa schifo in tutto” ma che, alla fine dei conti, mai si allontanerebbero dalla sottana di mammà.
  • i romani che non conoscono la loro città e non hanno neppure la ben che minima voglia, spinta o curiosità di cimentarsi in esplorazioni anche basilari (che non puoi non sapere dove sta Piazza Re di Roma, stammi a sentire!)
  • i campanilismi. I calabresi sono ‘ndranghetisti. I siciliani mafiosi. I sardi rapiscono i bambini. and so on..
  • le facili passioni, quelle che arrivano veloci e altrettanto velocemente si dissolvono nel NULLA COSMICO
  • quelli che pensano di aver sempre capito tutto.. ma invece… non c’hanno capito na mazza, manco di sto post! 🙂

Buona notte ai sognatori!

Kisses

Antonia