“La profezia era la scusa. La verita’ e’ che uno a cinquantacinque anni ha una gran voglia di aggiungere un pizzico di poesia alla propria vita, di guardare al mondo con occhi nuovi, di rileggere i classici, di riscoprire che il sole sorge, che in cielo c’e’ la luna e che il tempo non e’ solo quello scandito dagli orologi.. Questa era la mia occasione e non potevo lasciarmela scappare…. Fu una splendida decisione e l’anno 1993 e’ finito per essere uno dei piu’ straordinari che io abbia passato. Avrei dovuto morirci e son rinato. Quella che pareva una maledizione s’e’ dimostrata una vera benedizione!”

da “UN INDOVINO MI DISSE”

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Uno di quei libri destinati a segnarti, stringerti le budella e cambiarti la testa.

Di quelli che ti fanno guardare all’occidente per quello che e’, un calderone di nevrosi e di equilibri instabili che, piu’ che reali, stanno dentro le menti delle persone.

Un’umanita’ che si e’ illusa di poter comprare tutto. Anche la felicita’. Per poi trovarsi a far i conti con il male piu’ grande. LA SOLITUDINE.

Uno di quei libri che alimenta la spasmodica voglia di ORIENTE.
Quello vero, in cui perdersi.
AD OCCHI CHIUSI