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LONDRA.

Quella citta’ in cui non ti serve prendere alcun mezzo pubblico per spostarti, se solo hai una bici.
Quella citta’ in cui ogni giorno, se ne hai voglia, hai qualcosa di diverso da fare.
Quella citta’ in cui l’arte e’ completamente gratuita, interattiva ed alla portata di tutti.
Quella citta’ in cui incontri gente comune che, davanti ad una birra, ti parla di idee concrete e realizzabili e, soprattutto, non convenzionali.
Quella citta’ in cui, quando c’e’ il sole, esci comunque con l’ombrello, ma va bene così.
Quella citta’, che come il mondo e molte altre metropoli (come Roma, ad esempio), si e’ completamente spostata in un East interessante, vivace, nuovo e non convenzionale. In cui c’e’ pensiero laterale. E nuovi paradigmi di vita.
Quella citta’ che – viva Dio – non e’ solo finanza, crescita a tutti i costi e gente impinguinata nella city.
Quella citta’ che ha uno spirito vivace che reinterpreta la voce dei giovani in modi nuovi.
Quella citta’ in cui aprire una partita IVA costa circa 15 sterline.
Quella citta’ aperta e multietnica che integra, pacificamente, gente da ogni parte del mondo.
Quella citta’, in continuo movimento, che ti fa sentire in un continuo viaggio.

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Quella città che ti fa venire voglia di camminare, di scendere per strada. Di guardare in faccia la vita.

Quella città che, per me, vuol dire oggi “casa” e “famiglia”.

QUELLA CITTA’ CHE MI MANCA GIA’.