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21, 22, 23 MARZO, LONDRA

Succede sempre cosi’, che quando poi un posto cominci a frequentarlo piu’ assiduamente, o lo comincia ad amare o e’ un lento e inesorabile rigetto.

Le prima volta che si arriva a Londra, il rischio di non apprezzarla a pieno e’ altissimo.

Si piomba improvvisamente nel caos di Piccadilly Circus, Coven Garden, Regents Street che, SI, ovviamente sono bei posti, soprattutto se non ci si e’ mai stati prima. Ma assomigliano tanto a dei centri commerciali a cielo *tendenzialmente piovoso* aperto!

Mi sto convincendo che le vere anime di Londra devi andartele a cercare.

Nei poccoli quartieri.

Tutti con uno spirito diverso.

Ed e’ proprio li’ che si respira quel profumo di autenticita’, che solo un posto non troppo turistico puo’ emanare.

Lo scorso week end, io e le mie amiche Londinesi *la cacciatrice di teste e la ragazza dal piumino viola* ci siamo diretti a Nord.

Nel raffinatissimo quartiere di Primrose Hill. Un piccolo angolo di Londra, inglese fino al midollo, che si trova a pochissima distanza da Camden Town.

E’ incredibile come a soli pochi isolati di distanza possano coesistere due realta’ tanto diverse.

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Primrose Hill e’ un piccolo quartiere che si sviluppa lungo una via, dove non si trovano “catene” … si i fast food e loro derivati che, di solito, tendono a mettere a fattor comune tutti i luoghi del mondo.

Qui, per scelta, si e’ deciso di lasciare questa parte di Londra cosi’ com’e’. Con locali tradizionali, autentici. Dai sapori veri.

Straordinariamente bella. Elegante. E tremendamente raffinata.

Si dice che, lungo questa piccola via, non sia nemmeno troppo difficile incontrare celebreties come Jude Low o Kate Moss, che pare, si aggirino spesso per questo piccolo angolo della citta’.

Purtroppo il caro Jude me lo sono perso!

Sognavo di beccare la K. e dirle “Babe, you are the only Kate in London for me…”

Per fortuna l’incontro non c’e’ stato!!

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Gli alberi erano tutti in fiore.

E nonostante il maledetto freddo *tantoooo rigido* camminare per strada, a testa all’insu, scattando foto e’ stato veramente divertente.

C’era poca gente, che camminava come noi silenziosamente, fermandosi in quei piccoli e accoglienti caffe’, a bere qualcosa di caldo.

Noi avevamo gia’ pranzato con un eccellente bagel, preso a Brick Lane *di cui vi daro’ detagli piu’ precisi in altri post*.

Abbiamo deciso, quindi, di concederci un dolce!

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Ma che dolce vuoi mangiare se ti trovi a Londra?

Si, ok, buona la torta di carote o il banana bread … ma volete mettere un cupcake?

Sono innanzitutto bellissimi da guardare.

Pieni di colori. Delle miniature perfette.

Ma sono soprattutto buonissimi da mangiare.

Vorrei tanto imparare a farli.

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La mia scelta e’ ricaduta su un buonissimo “Red Velvet”, che si ispira ad una torta che pare sia un’istituzione da queste parti. Per intenderci, il cupcake con il topping di crema bianca.

Una goduria. Yummy

Unico difetto. La dimensione… troppo piccolo!!!

Il nostro cupcake shop si chiama “Sweet Things”e si trova lungo la via principale.

In questo negozietto tutto bianco, dalla grande vetrata, a quanto pare, il giorno del tuo compleanno, ti viene regalato in omaggio un cupcake con candelina. Fantastico!

Non e’ un’idea carinissima?

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Mi succede ancora…

Quando cammino per le strade di questa citta’, in mezzo a queste straordinarie case tutte colorate in stile vittoriano, continuo a pensare che sia bellissimo che questo mix di colori si trovi proprio in una fredda capitale Europea del Nord.

Credo sia una tacita reazione al grigio dei cieli.

A cui, lasciatevelo dire, alla fine ci si abitua…

E’ il prezzo da pagare per vivere in una citta’ tanto interessante e viva.

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Ma il vero motivo per concedersi qualche ora a Primrose Hill e’ il suo parco. Caratterizzato, appunto da una Hill *collina* dalla quale e’ possibile osservare uno dei panorami piu’ belli della citta’!

La temperatura, come vi dicevo,  non era mite… ma non stento a credere che con un piccolo raggio di sole il prato sarebbe stato preso d’assalto e completamente ricoperto da lucertole umane.

We love sun!!

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E’ sempre tanto, troppo difficile capire quale sia la porta migliore da aprire.

E sappiate che non sono di certo una di quelle che crede alla favola di “Chiusa una porta di apre un portone”.

Voi quale scegliete?

Io la pink, of course, e quale altrimenti!

Buonanotte

Antonia