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In cielo. Tra Londra e Roma.

23 Marzo 2014

C’era un freddo boia a Londra oggi.

Ma Lui, come ogni domenica, stava li. A Stratford.

A vendere biglietti a chi, come me, deve raggiungere l’aeroporto per lasciare Londra e dirigersi… somewhere.

Guarda la gente salutarsi tristemente, Lui. Vede innamorati stringersi in abbracci che sono lunghi, lunghissimi ‘ARRIVEDERCI’.

Ha sempre quel volto imbronciato di chi

  • fa una cosa che non gli piace
  • vorrebbe fortemente stare altrove, ovunque ma non li
  • ed e’ lontano dalle perrsone/posti che ama.

Osservarlo maneggiare il suo borsello stracolmo con una faccia cupa, mi fa spesso venire in mente la me di 7 anni fa, improvvisamente catapultata in scantinati lugubri di improbabili uffici pubblici, a portare avanti attivita’ altrettanto opinabili.

Ed e’ forse per questo che la sua giovane sagoma genera in me un forte sentimento di empatia.

Si chiama Giuseppe e di anni ne ha veramente pochi. Direi che non supera i 23.

E’ uno degli impiegati che la TERRAVISION, italianissima societa’ di trasporti, ha deciso di assumere *con contratto ovviamente precario*, delocalizzandolo nella capitale britannica.

Che tradotto significa che, il nostro Giuseppe, guadagna in Euro ma paga le sue spese in sterline. Una vera e propria follia.

‘Sai, io non ho grossi skills. Questo e’ il massimo a cui posso aspirare. Almeno per adesso’, mi fa oggi alla fermata, mentre sbranavo la mia lemon cake di ‘Pret a manger’.

‘Vivo in una stanza tripla e lavoro 6 giorni a settimana, anche di notte’

Quanta tenerezza in quelle parole.

Continuo ad ascoltarlo. Attentamente.

‘Non mi lamento sai, alla fine, dalle mie parti, Benevento, non c’e’ lavoro. Qui almeno riesco ad essere economicamente autonomo. Sono indipendente. Pago il mio affitto senza dover chiedere aiuto alla mia famiglia. Io non sono ricco’

Lo guardo sorridendo.

E’ una persona sincera quella che ho davanti. Ha negli occhi quell’ingenuita’ tipica dei vent’anni e dell’inesperienza.

‘Ma io sono fiducioso. C’e’ tanta gente che sta peggio di me. Magari tra qualche mese, quando anche il mio inglese sara’ migliorato, riusciro’ a trovare un altro lavoro. Uno migliore’

‘Ti piace Londra?’, gli domando.

‘Eh potessi godermela…Lavoro spesso di notte e quando sono libero desidero solo riposarmi. Dormire. Ma, sono certo, che prima o poi le cose miglioreranno anche per me. Quando sono arrivato a Londra avevo solo 1500 euro, depositati su un PostePay. In pratica due soli mesi di autonomia. Se non avessi trovato nulla da fare sarei dovuto tornare a casa. A fare esattamente cio’ che facevo prima. NIENTE. Almeno adesso ho un conto corrente, un lavoro e una stanza tutta mia’

A noi infelici cronici. Che desideriamo sempre tutto e di piu’. Ad ogni costo.

A noi che in fondo non ci basta mai.

A noi che ‘La mia vita e’ un disastro! Il mio lavoro faschifo. Non ho un futuro’

Ecco a tutti noi, ma soprattutto a me, un monito da tenere ben a mente.

Il mondo e’ pieno di “GIUSEPPE”.

Di persone coraggiose. Che hanno smesso di piagersi addosso. Che hanno detto ‘NO’ alle critiche sterili. Alle lamentele inutili.

Che hanno riempito uno zaino di sogni e quattro cose e sono partiti, alla ricerca di una VITA VERA. Di una esistenza degna, di cui andare fieri.

E lo hanno fatto a volte, con dolore, asciugandosi le lacrime. Perche’ non vi era alternativa alcuna.

Giuseppe mi ha insegnato che non dovremmo mai smettere di guardarci intorno. Che non dovremmo mai dimenticarci di fare, della sacrosanta attivita’ del “RELATIVIZZARE”, uno stile di vita. Il segreto, forse, di una vita piu’ serena. Meno ossessiva e pretenziosa a tutti i costi.

Perche’ l’obiettivo non puo’ e non deve essere sempre “LA COSA MIGLIORE”. No.

A volte “QUELLO CHE PIU’ SI ADDICE A ME” puo’ bastare!

E oggi, in tutta la sua incredibile follia e irregolarita’, la mia vita mi e’ apparsa per quello che e’. RICCA. DI COSE E PERSONE BELLE.

E a dirla tutta, non vorrei cambiarla con quella di nessun altro.

E’ che viaggiare e confrontarci, puo’ renderci inspiegabilmente critici e fieri allo stesso tempo. Per quello che siamo.

Per il posto da cui veniamo.

Negli ultimi anno ho conosciuto persone straordinarie. Ovunque nel mondo.

Una cacciatrice di teste mi ha insegnato il valore dell’energia. Il sorriso e la gioia di vivere.

Una ragazza dagli occhi scuri e il piumino viola, mi ha inconsapevolmente detto che non e’ mai troppo tardi per ricominciare una nuova vita. Una migliore. Per regalarsi nuove opportunita’. E che non esiste il momento giusto o sbagliato per innamorarsi.

Un ragazzo riccio e imbronciato mi ha mostrato l’umilta’ di rimettersi in gioco. Nonostante la fatica. Nonostante tutto.

Ed e’ a loro che dedico un sincero GRAZIE.

Per la loro estrema coerenza.

Per la loro onesta’ intellettuale.

Per avermi fatto provare quel sentimento sconosciuto che e’ l’orgoglio di essere *come tutti loro* un’italiana.

Buonanotte.

Antonia