ImmagineLondra, 15 Marzo 2014

Mettiamola cosi’: Londra da’ un po’ alla testa! Inutile negarlo.

E non solo ai turisti.

Anzi agli inglesi, principalmente. Che quando dietro quei cieli bianchicci e umidi intravedono un timido raggio vengono travolti da una repentina sindrome nudista. E via di pantaloncini e micro-top.

Anche se e’ marzo.

Oggi effettivamente di sole c’e’ n’era parecchio.

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La verita’ e’ che se ti trovi in questa città e ti becchi 18 gradi e un cielo azzurrissimo, allora significa che sei fortunato.

Circostanze di questo tipo, soprattutto in questo periodo dell’anno, vanno considerate per quello che sono: dei regali.

Chi vive stabilmente a Londra mi dice che, alla lunga, il cielo perennemente grigio, elemento di fascino per i turisti, puo’ creare insofferenza.

E da buona meteoropatica, non faccio poi troppa fatica a crederci!

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Appena abbiamo aperto gli occhi stamattina, vista la luce intensa che entrava dalla nostra finestra, ci siamo detti che non potevamo stare in casa nemmeno un minuto in più!

E cosi’, meno di un’ora dopo stavamo già sulla tube.

Destinazione: Portobello Market. 

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Sara’ pure diventato un posto eccessivamente turistico, ok. Ma e’ veramente impossibile non subire il fascino di Portobello.

Le canzoni della comunità giamaicana.

Le bancarelle di cibo libanese.

Gli occhiali e le borse degli hipster londinesi.

Tutto ti ricorda che Londra e’ veramente un mix ben amalgamato di culture.

Perché le diversità qui non litigano.

Sono in perfetta sintonia.

ImmagineMi sono ritrovata a scattare un numero imprecisato di fotografie.

Perché ogni dettaglio mi sembrava inusuale.

Londra ha il dono della sorpresa.

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Ti piacciono le collane?

Bene, quante ne vuoi baby! Basta scegliere.

ImmagineUna delle cose che mi ha sempre colpito di questa citta’ e’ la quantità’ di fiori, che si possono comprare ovunque. Anche al supermercato.

Che per la serie, se ti va, da Tesco ti puoi fare la baguette, il cupcake e un mazzo di tulipani.

Che poesia. 

Non vi pare?

Un po’ come quella che aleggiava ad Hide Park o a Sono Square qualche ora fa.

Le parti di prato  esposte al sole erano completamente ricoperte da persone sdraiate. Come dei tappeti.

Anzi no, come dei girasoli viventi.

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Abbiamo ascoltato artisti di strada suonare con passione.

E poi, ad un angolo della strada e’ spuntata lei.

Con il suo cappellino british e la sua vocina delicata.

Cantava “She loves you” dei Bealtles.

Come nel migliore degli stereotipi.

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Superata la baraonda delle bancarelle di Portrobello Market, forse guidati dal magnetico richiamo del cibo (aka= della PANZA), ci siamo ritrovati in un pub bellissimo. Il “Sun in Splendour” (che vi consiglio assolutamente, se vi trovate da queste parti, per l’ottimo rapporto qualità/prezzo/location).

Eggs benedict con smoked salmon per me e traditional english brunch per The Dux.

Accompagnati da orange juice e apple juice, of course!

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Gli alberi erano tutti in fiore tra le strade di Notting Hill.

Era tutto un alternarsi di rosa, rosso e bianco.

Le camelie sono evidentemente esplose.

E’ primavera!

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Il contrasto tra i fiori, i mattoncini e le travi esterne e’ assolutamente perfetto!

Che poi la bellezza di Londra e’ proprio questa.

L’aver reso romantico uno stile gotico.

Grigio.

Da film ottocentesco.

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Da Notting Hill, a piedi, siamo giunti facilmente a Kensington Park, dove si trova la storica residenza di Lady D. E da dove abbiamo avuto veloce accesso ad Hide Park (oggi completamente infasa da turisti e londoners) e alla Serpentine Gallery, una delle gallerie d’arte contemporanea più rappresentative della citta’ che, tra l’altro, oggi ospitava le opere di un italiano.

Accesso gratuito alle esposizioni,

naturalmente!

ImmagineLe endorfine provocano euforia!

La gente sprizzava gioia.

Io stessa ero un po’ pazza (?).

Credo di aver scattato centinaia di foto, che prima o poi dovrò pure editare.

Ma come si fa a rimanere impassibili a questa luce?

Immagine Sara’ che da queste parti piove tanto (veramente tanto eh), ma il verde dei prati inglesi e’ irriproducibile.

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Nella nostra prossima casa (se mai ne avremo una “classica”, dato che stavamo pensando ad una barca ai docklands ) mi piacerebbe un’insegna fuori la porta d’ingresso, come nei locali londinesi.

Ci vorrei la scritta:

“Antonia is here”.   

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Il giallo e’ uno di quei colori che, di solito, detesto profondamente.

A meno di dovute eccezioni, chiaramente!

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Ho costretto The Dux a passare da Liberty, uno dei miei negozi londinesi preferiti.

Nonostante i costi, molto alti, vale comunque la pena di andarci anche solo per vedere il palazzo.

Dallo stile bellissimo, sia esternamente che internamente.

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Anche oggi abbiamo camminato qualcosa come 8 ore. E ancora una volta sento quella sensazione di stanchezza&soddisfazione insieme.

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Ho aspettato il tramonto a Canary Wharf (la nuova Londra). Tra il grattacielo della Barclais, quello di KPMG e quello della J.P. Morgan, che si affaccia sulla piazza degli orologi.

Un posto magico. Enigmatico.

Da li’ e’ possibile intravedere – in lontananza – la Londra antica. Quella più storica.

Vedere quel cielo infuocato, incastrarsi tra i palazzi delle banche d’affari, mi ha fatto uno strano effetto.

E’ l’insopportabile contrasto tra i profondi disastri, gli egoismi e l’accecante meraviglia del sole che torna a nascondersi.

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Londra non ha alcun pregiudizio. Ti fa essere chi vuoi.

Oggi sono stata Frida.

Almeno per qualche minuto.

Almeno per qualche scatto.

Buonanotte,

Kisses

Antonia