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Somewhere over the rainbow

Solo poche ore fa’, stavo in fila come un automa, davanti uno degli sportelli Bancomat della stazione Termini di Roma. Pronta a gestire quella pallosissima incombenza di ritirare i soldi.

Attivita’ che, in effetti, mi ricorda tanto un altro tipo di prelievo, quello del sangue!. E credo che mai paragone fu piu’ appropriato!

Mentre procedevo con inserimento carta, pin e importo, ad un tratto, mi si avvicina un ragazzo giovanissimo, sulla 20ina, chiedendomi “Per favore, mi faresti una ricarica PostePay?”

Senza neppure guardarlo bene, la mia risposta e’ stata un secco e diffidente “No” di default, che se vogliamo riassume perfettamente il mio primo approccio alle cose.

Ho iniziato a pensare che, forse, non si trattasse solo di un modo per spillarmi soldi quando, nell’ordine:

  • ha aperto il suo portafogli e mi ha fatto vedere la tessera da militare
  • ho visto le sue buste della spesa, contenenti alimenti poco virili quali Flauti, Zucchine, Farfalle e Nutella …che mi hanno indotto a pensare che davanti a me non ci fosse un delinquente. Non so perche’, ma mi piace immaginare che gli assassini e farabutti non si ammazzino di crostini al cioccolato cremoso *COME ME*
  • ho notato che sulla testa indossava gli stessi occhiali da sole appariscenti di mio fratello

Ancora adesso non ne capisco il motivo, ma decido di starlo a sentire.

Mi spiega che e’ un militare in licenza e che ha solo dei soldi contanti, e me li mostra pure invero *conservati dentro un portafogli della SEVEN *che pensavo non esistessero piu’*, mi dice poi che deve assolutamente ricaricare la sua PP per acquistare un volo aereo online, per raggiungere la sua ragazza.

Io continuo a dire NO, ovviamente.

A questo punto, con quella ingenuita’ che solo a 20 anni si ha, sfodera orgoglioso un pacchetto regalo della Swatch.

“E’ l’orologio di San Valentino”, quello rosso a strisce.

Riesco a stento a trattenere una risata.

Mi spiega che tutti gli Uffici Postali sono chiusi *naturalmente dato che e’ domenica*  e che le ricevitorie hanno dei limiti settimali di ricariche… e che non era riuscito a trovarne una ancora disponibile.

Conclude poi la sua incantevole performance, dicendo “Ovviamente ti pago anche l’euro di commissione eh”.

Secondo voi come e’ andata a finire?

Il pischello la sua ricarica alla fine l’ha avuta!

Indimenticabile del resto anche il suo conclusivo proporsi di andare a cambiare le 50 euro al bar, per dimostrare che le banconote non erano false!

Nessuno mi ha ringraziata per 10 minuti di seguito.

“Buon viaggio allora”, gli ho detto prima di andare via.

Mentre camminavo poi, girandomi, mi sono accorta che gli si erano pure rotte le buste di plastica riciclabile.

Che tenerezza mi ha fatto!

Un concentrato inconsapevole di ingenuita’ e buoni sentimenti.

Che belli quei sentimenti sinceri, integri, intatti e puliti. Quelli che non hanno un secondo fine.

Quella luce abbagliante negli occhi.

Quelle speranze forti, concrete e reali.

Quella totale mancanza di sovrastrutture mentali inutili.

Quel vivere il presente intensamente, come se l’orizzonte temporale *DOMANI* non esistesse.

Quella facilita’ a chiedere, a dire, a dare spigazioni e giustificazioni anche non richieste. In modo del tutto naturale e buffo insieme.

Quella vivacita’ interiore che spesso le esperienze mettono a dura prova. Che e’ tanto difficile da conseravare nel tempo cosi’, immacolata.

Quel ragazzo mi ha fatto vedere quell’AMORE che ti fa improvvisare, fare i salti mortali o chiedere ad una perfetta sconosciuta una ricarica sulla propria prepagata… con la totale certezza di riceverlo un SI, prima o poi.

Perche’, in fondo, nella sua richiesta non c’era davvero nulla di male.

Mi ha fatto ricordare di quella forte passione, che ti stringe forte lo stomaco e non ti fa mangiare o dormire.

Quella sensazione del “mai piu’ senza”.

L’irrazionale certezza del “non ne posso piu’ fare a meno!”

Che bello se riuscissimo a conservare questa “freschezza” dell’animo.

Perche’ l’amore se c’e’ non cambia. Siamo noi, le nostre azioni e le nostre reazioni a modificarsi nel tempo, plasmate dalla quotidianita’, gli eventuali problemi, gli sbattimenti, la vita…

Sarebbe bello pero’ tenere a mente quella minuscola cosa che, in fondo, gia’ sappiamo.

Che l’amore e’ quella cosa che ci fa saltare. Con le gambe e  con la mente.

E’ quella cosa che ci eleva di livello.

Che ci fa essere un po meno egoisti.

Che ci fa aprire al mondo, cosi’ come siamo. Senza filtri.