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Londra, 15 Febbraio 2014

A Londra, cio’ che immaginiamo sia il “futuro”, e’ tecnicamente già passato.

E’ una citta’ che corre talmente veloce sotto ai piedi della gente, che l’unica cosa logica da fare e’ entrare a far parte del meccanismo perfetto. Del congegno intelligente.

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Londra e’ come i suoi cieli: incredibilmente imprevedibile.

Si ok, magari adesso piove, ma stai certo che in meno di 5 minuti tutto può cambiare. E le previsioni non servono a nulla.

Succede così che il grigio di una giornata apparentemente pallida si trasformi improvvisamente in blu cobalto.

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O che anonime e opache pareti si colorino di arcobaleno.

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Londra e’ quella citta’, dove nonostante tutto, si continua a respirare quell’illusoria atmosfera del “Tutto puo’ succedere”.

Quella romantica, e di certo poco razionale, sensazione del “Oh mio Dio, non può che andare tutto bene!”.

Un posto cosi’ ti ricarica di energia positiva.

Di nuove idee.

Quello che il resto del mondo considera “di tendenza”, per questa citta’ e’ semplicemente la piccola, minuscola parte di un TUTTO grande ed eterogeneo.

Londra e’ un mix ben riuscito di etnie, cibi, culture, interessi e arte.

In questa citta’ la vera moda e’ la libertà di scelta tra un’insieme infinito di opzioni.

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E’ come se quei mattoncini marroni, quelle travi a vista e quello stile gotico ti urlassero a gran voce che, se vuoi, puoi essere chi ti pare!   E spesso, tra i vicoletti umidi e in penombra del centro, potresti davvero essere chiunque.

Un personaggio di Dickens, un mago di nome Herry Potter con gli occhiali tondi o una tale in sovrappeso, con problemi alimentari e amorosi che scrive tutti i giorni un diario, passata anche al secolo come Bridget Jones.

Ma potresti anche essere un musicista, un’attrice talentuosa, una scrittrice, un poeta…

Questo luogo sembra stare bene con chiunque! E’ una seconda pelle, che ti si cuce addosso. In silenzio. In modo impercettibile.

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 In un angolo della citta’ stamattina la street music seguiva le note di Beethoven.

Era Covent Garden. Turistica, vero, ma assolutamente intramontabile!

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Il mondo sembra quasi essersi dato appuntamento ai magazzini Harrods.

Un luogo potenzialmente capace di realizzare i sogni di chiunque.

Non pero’ che la gente (quella comune intendo) si diletti a compare cose diverse dai semplici ed economici gadget.

Il lusso pare parlare due lingue a Londra: russo e arabo.

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Da Harrods anche le rose diventano commestibili.

Oltre ad essere assolutamente bellissime!

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Di ieri sera, ovvero del mio arrivo a Londra ricordo solo:

  • il tipo alla mia sinistra che si teneva le mani al capo e mi diceva di sudare freddo
  • la signora alla mia destra, nel suo primo volo, vomitare nel sacchettino di carta in fronte al sedile (che finalmente ho capito che, a volte, puo’ tornarti utile)
  • bambini che piangevano e genitori che, loro stessi, avrebbero avuto bisogno di essere consolarli
  • una confusione di chiamate alle hostess, impossibilitate ad intervenire perché in fase di atterraggio
  • gente che aveva paura e stava male
  • me attonita

Di voli effettivamente ne ho fatti tanti, eppure non ricordo mai di aver visto un aereo così poco sotto controllo.

Il vento su Londra era talmente forte che il “giocattolino” ha oscillato (come a volersi girare su se stesso) fino ad un istante prima di toccare terra! Pensavo, sinceramente, si sarebbe rotto… con noi dentro!

E non che l’immagine del capitano (probabilmente VENTENNE) della Ryanair potesse essere in alcun modo “rassicurante”!

In certi casi, dovrebbero proprio impedirgli di accogliere le persone a bordo. Come ti fai a fidare di uno nato dopo gli anni ’90 (e parlo per esperienza eh… mio fratello viene proprio da quella scuola li e … no … non gli affiderei la responsabilità di 200 persone)? 😀

Sono salita sul bus della Terravision cercando di capire se fossi davvero ancora viva.

Si sono chiuse le parte. Si sono chiuse le luci. Si e’ accesa la radio.

Ed e’ partita lei… “Let It Be”

(http://www.youtube.com/watch?v=ajCYQL8ouqw)

Ho tirato un sospiro di sollievo.

In fondo ero a LONDRA e qualcuno mi stava aspettando…

Buonanotte

Antonia

PS: Ho deciso di utilizzare un’immagine della Tube – come copertina – perché oggi, per la prima volta, ho sperimentato me stessa completamente da sola in giro per la citta’… anzi no, con la mappa della metro, appunto.

Una mappa che fa paura a guardarla, ma che quando impari a conoscerla… diventa la tua migliore amica!

Io e le mie piaghe ai piedi siamo terribilmente orgogliose!!