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Roma, 19 Gennaio 2014

A volte mi succede di mettermi in “pausa di riflessione” forzata. Non dagli altri, intendiamoci. Ma da me stessa.

Mi sono tuffata nella vita metropolitana senza troppi “se” e senza troppi “ma”. Ho ripreso in mano quella vita che avevo conservato in pacchi grandi e sigillati e in uno zaino di 10kg.

Lei era stata buona buona li… ad aspettarmi silenziosamente. Senza fare troppe domande.

Mi sento fortunata per questo!

Oggi le mie giornate sono una casa in un quartiere romano che adoro, un lavoro, un “Amore” grazie al quale viaggerò tanto, nuovi e vecchi amici, nuovi e vecchi colleghi, Elena (che merita un capitolo a se), la saga di Harry Potter regalatami da un’amica, i miei spostamenti sul bizzarro bus 105 (che dal quartiere Pigneto mi porta a Termini) e la mia adorata borsa di storico cuoio “The Bridge” abbandonata per un anno.

Ho passato le ultime due settimane a prendere le misure di questa esistenza nuova di zecca.

Ad osservare la mia quotidianità. A capire cosa è cambiato. Cosa può migliorare.

Dove sono. Che faccio.

Che obiettivi ho.

Ho fatto cose. E ho visto gente. Tanta in vero.

Prima fra tutte me stessa. Orgogliosamente disinvolta.

Certo in un anno ho dimenticato come si fanno le pivot in excel, ma il mio primo giorno in ufficio ricordavo ancora la pw di accensione del mio pc.

Ho ricominciato ad andare al supermercato, a cucinare le cose che più mi piacciono … a prendermi cura di me.

Ho visto alcuni film italiani che mi ero persa. Ho riempito il luogo in cui vivo di cose belle, che mi fanno sorridere.

Cerco di fare quello che più mi piace, senza pensarci troppo. Capita che per pranzo mangi crostata alle visciole e centrifughe allo zenzero.

Passo del tempo al bar Necci, lo storico bar di Pasolini, dove il tipo strano alla cassa mi chiama “Miss”.

La mattina mi sveglio presto e indosso quasi sempre scarpe basse. Ho detto definitivamente “Addio” alla mia voglia di superare 1,70 cm di altezza. Too late!

Mi sono già beccata un’influenza intestinale. E ho dignitosamente vinto io.

Vado in giro per le strade di Roma con la testa all’insu’. Come una viaggiatrice.

Continuo a scattare tante foto. Le seleziono.

Alcune vorrei girarle a The Dux, ma poi mi scordo. Altre vanno nella mia galleria Instagram, ma solo nel week end. Altre stanno li… semplicemente a riempire la memoria della mia camera.

Ho comprato un pandoro mini (per bimbi) di una tale “Violetta”, perchè mi ero resa conto che a Natale non avevo mangiato una fetta di Bauli.

Che Natale è senza una fetta di pandoro?

Sono rientrata felicemente nei miei pantaloni. E ho anche fatto la mia comparsa annuale nella palestra sotto casa … per farmi fare un preventivo. “Non pervenuta” credo sia il vergognoso status appiccicato al mio nominativo.

Ho riscoperto le grandi potenzialità anni ’80 del mio armadio. I miei vestiti mi ricordano ogni mattina quello che sono: una persona VINTAGE!

Ho comprato 3 paia di calze durante la festa dei saldi. Tutte e tre rigorosamente a pois.

Non mi piastro più. Ho i capelli sempre abbastanza scompigliati. Mi mimetizzo nella mischia del mio quartiere radical chic perfettamente. Sembro quasi una di loro… quasi eh…

Ho sostituito il pane con la pizza bianca… croccante e spessa al punto giusto, salata quanto basta, unta ma non troppo… inebriante appena sfornata!

Osservo la gente sui mezzi pubblici con grande curiosità. Ho scoperto che per alcuni romani (mussoliniani convinti) i calabresi sono un grande male per la città. Me l’ha confidato una signora qualche giorno fa, dopo aver maledetto tutti gli immigrati della capitale… in un bus in cui la lingua ufficiale era il pachistano.

Mi capita di oscillare spesso tra una voglia estrema di FARE TANTO/TROPPO e momenti di estrema PIGRIZIA… in cui il mio unico desiderio è stendermi sul mio divano rosso e mangiare kg di cioccolato. Attività che mi vede, tra l’altro, dignitosamente allenata.

Mi capita spesso di vagabondare in giro per la città senza un vero motivo. A volte mi soffermo su dettagli che forse prima ignoravo.

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Ad esempio il riutilizzo di tubi vecchi come porta piante.

GENIALE.

Altre volte vado alla ricerca di buoni sentimenti. E mi capita di trovarli li’… sul bordo della strada. Negli occhi di cani leali che aspettano il loro padrone.

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La verità è che sono in luna di miele con Roma.

Mi convinco quotidianamente che, in fondo, non è tanto “quello che si fa”…. ma l'”approccio” con cui si affrontano le cose a fare la differenza!

A rendere le nostre giornate diverse.

A volte ci si deve imporre il SORRISO. Come una cura. Per la mente. Per lo spirito.

Spesso mi chiedo se chi mi sta vicino mi trova un pò cambiata rispetto a prima.

Sono alla ricerca di un secondo lavoro/hobby. Qualcosa in cui esprimermi pienamente.

Oggi ho camminato con mamma sotto la pioggia in una delle piazze più belle del mondo. San Pietro. Luogo di incontro di culture, sentimenti e desideri.

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 Per poi imbattermi – per caso – in un UOMO vestito di bianco: FRANCESCO. Sceso da una macchina in via Marsala. La via della gente che ha poco o niente.

Mi ha sorriso con occhi sinceri.

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Eravamo tutti emozionati e stupiti. Di tanta semplicità.

Ho alzato per un attimo gli occhi al cielo. Quasi istintivamente.

Sopra di me: DUE ARCOBALENI BELLISSIMI.

Credo di essermi commossa.

Ho pensato che la vita è tanto bella. E che spesso ci stupisce in modi che non avevamo considerato.

Buonanotte!

Kisses

Antonia