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Roma ha una dote, rimargina le cicatrici dei suoi abitanti esattamente come fa con le sue. I colori dei suoi palazzi, il bianco dei suoi marmi, i suoi alberi alti, i suoi uccelli – che quando si alzano tra le rovine emettono quel suono poetico che solo qui puoi sentire… tutto sembra parlarti. Abbracciarti. Quasi consolarti.
Oggi il cielo era blu intenso. E il centro della citta’…preso d’assalto.

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Turisti curiosi, residenti, giovani preti, bambini rumorosi, vigili col fischietto e la visiera bianca, coppie lente di vecchietti mano per la mano e donne francesi vestite da Merry Poppins si muovevano lungo quelle vie affollate, che hanno resistito per secoli alla storia. Agli eventi, talvolta infami.

Se le strade di Roma potessero parlare, ci racconterebbero di artisti, di grandezza, di massoneria, di bombardamenti, di morti e di rinascite.

Anche io mi muovevo tra quella massa informe e felice. Sentendomi, tra l’altro, perfettamente a mio agio.

Una folla completamente presa da quell’euforia che e’ tipica di un giorno di festa.

ImmaginePer un attimo, qualche tempo fa, devo essermi scordata di vivere in una citta’ in cui e’ possibile incrociare opere di Caravaggio senza pagare alcun biglietto. A volte anche involontariamente.
Roma puo’ infatti creare un’incomprensibile ‘assuefazione’. Ci si abitua cosi’ tanto alla sua infinita bellezza che poi, un giorno all’improvviso, la si comincia a dare per scontata. Cosi’, senza ragione. E forse senza volerlo.
Vivere in centro, a pochi minuti dalla ‘urbe’, mi consente di filtrare il ‘faticoso’ che questo posto ti impone.
Intorno a mezzogiorno ho provato a prendere la metro, con scarsi risultati. C’era cosi’ tanta gente, che la fila di accesso ai treni cominciava al primo livello di scala mobile. Si, un vero delirio in perfetto stile romano.
Ho respirato. Mi sono voltata e ho cominciato a camminare. Ho raggiunto la mia meta a piedi…
Ho camminato per circa 7 ore con la testa all’insu’.

Ho scattato qualche foto. Ho mangiato un cornetto al cioccolato per pranzo.

Sono stata tentata dall’odore dell castagne calde, ma non ho ceduto.
Ho visto alcuni bere cioccolate calde. E altri leccare coni enormi di gelato cremoso.
Ho camminato lungo Rione Monti, sognando un giorno di affacciarmi da uno di quegli attici che guardano la citta’ da una posizione privilegiata.

ImmagineMi sono ritagliata un attimo di tranquillita’, rifugiandomi su Via Margutta. Annusando arte. Spiando il verde dei giardini interni a palazzi che sembrano paesi nascosti. Ho trovato ispirazione su una panchina fucsia, adornata da fiori freschi.

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Roma e’ fiera. Quasi non si mischia. Lei non compete. E’ eternamente immobile, nel bene e nel male.
Roma e’ goduriosa. Le stradine storte e trette del centro ti abbracciano di odori.

C’e’ il pane appena sfornato dei panifici. La pizza bianca. Le ciambelline al vino. C’e’ l’odore di fritto che sa di baccala’ e fiori di zucca ripieni.

C’era la festa dei saldi oggi.

Ho visto mamme accompagnare giovani adolescenti entusiaste. Signore leccare le vetrine illuminate, senza mai cedere alla tentazione. Negozi di borse che sembravano pasticcerie francesi. Elegantissime pasticcerie francesi color pastello.

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Al tramonto, quando in cielo non c’e’ una nuola, Roma si colora di oro.
Ed e’ in quest’ora della giornata che puoi anche camminare in solitaria, senza sentirti mai veramente sola.
Perche’ c’e’ lei a tenerti compagnia.

Roma e’ una malattia di cui ci si lascia infettare senza troppe remore. Conosco persone che non la lascerebbero mai. Neppure per un istante.
Ed alla citta’ che mi ha regalato indipendenza, amore, amicizia e nuove conquiste…che per una volta vorrei dire ‘GRAZIE’… omaggiandola con pochissimi scatti. Che di certo non rendono giustizzia alla sua indescrivibile bellezza.
Puoi vivere a Roma per anni, senza mai conoscerla fino in fondo. Puoi soffermarti su uno stesso dettaglio provando emozioni diverse ogni volta.

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Questa e’ Roma per me. Una cara amica che non conosco mai abbastanza…
Buonanotte Italia
Kisses
Antonia

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