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C’era una volta una citta’ d’oro zecchino

in un posto lontano nel mondo.

C’era una volta il verde di un fiume che le attraversava l’anima silenziosamente.

Strade grandi, incorniciate da alberi arancioni e piccole strade storte come arterie piene di vita.

C’erano tante luci. Un vociare continuo. Come una canzone di cui non conosci le parole.

C’era tanta vita.

Ed esistenze incrociate casualmente.

O forse no.

C’era quell’inconfondibile odore di pane appena sfornato che usciva da piccoli negozi caldi.

C’era una popolazione ferita e fiera insieme.

C’erano cappottini neri, semplici e raffinati. C’era quell’eleganza innata e poco costruita. Che nasce da un’attitudine e non da una volonta’.

C’era il rumore costante di passi decisi per le strade.

C’erano gli sguardi di stupore per una bellezza infinitamente grande. E infinitamente antica.

C’erano nuove pagine da scrivere. E vecchi libri da riporre.

Pacchi da scartare e nuove stanze da riempire.

C’era l’incanto di storia materializzata. Come un museo a cielo aperto.

C’era il calore degli affetti di sempre. Che ti stringono, ti scaldano. E ti fanno pensare che sei nel posto giusto al momento giusto.

Che ti fanno credere che tutto andra’ bene.

Perche’ in fondo, e’ quasi Natale.

vvv