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Rishikesh, 5 Dicembre 2013

Il mio Ipod e’ un po’ matto. Riesce a dar vita a canzoni di Luigi Tenco, di Mina, di Jovanotti e dei REM…cosi’, senza alcun senso. Senza alcuna logica.

Sto seriamente pensando che la modalita’ “shuffle” dovrebbe essere vietata per legge. A me capita sempre la canzone sbagliata giusta al momento giusto.

Tipo che ieri, seduta sulle rive del Gange in solitaria, mi e’ partita “Ragazzo dell’Europa” della Nannini… che, se non la conoscete, vi consiglio assolutamente di ascoltare.

Una poesia su musica. Certamente.

Ma triste. Talmente triste.

Che dopo averla ascoltata vuoi solo sprofondare la testa sotto la sabbia.

Come gli struzzi.

A me fa questo effetto. Soprattutto ora che sono in fase di “progettazione tacita”.

Sorry Gianna!!

In tutto questo, dopo l’esperienza Varanasi, siamo approdati in quel di Rishikesh. Il posto piu’ fricchettone e radical chic della terra. Che al Pigneto o a Brick Lane gli dice “bello levate proprio”

Siamo ormai in India da piu’ di un mese, e ormai credo di aver capito perche’ tanti occidentali si rifugiano in questo paese.

Non e’ per il “vado a ritrovare me stesso” … che confermo essere una stronzata senza precedenti.

La verita’ e’ che la cosa che in molti cercano oggi, e che qui e’ ancora possibile trovare, e’ la “SEMPLICITA’”… nulla di piu’ banale!

E’ lo svegliarsi la mattina senza il rumore di macchine.

E’ il respirare aria pulita.

E’ la possibilita’ di prendersi del tempo davanti ad una tazza di tea.

E’ quella passeggiata al tramonto che non riusciamo mai a dedicarci.

E’ la spiritualita’ di una parte di India immacolata. Che consiglierei a tutti di visitare, almeno una volta nella vita.

Sono le esperienze indimenticabili che solo negli Ashram Indiani e’ possibile sperimentare.

E’ l’autenticita’ di tradizioni che, nonostante il progresso, questo popolo non si e’ lasciato sfuggire (a differenza di quanto avvenuto in Cina, ad esempio). 

Purtroppo la mia connessione va e viene. E anche oggi non riesco a scrivere più di così…

Do quindi voce alle immagini che, spesso, parlano molto piu’ di inutili parole! 

Ecco Vanasi, come si presentava a noi appena arrivati.

Con il rito delle Cremazioni a cielo aperto. Che all’iniziano ti lasciano a bocca aperta. Perché, in fondo, noi non siamo abituati a guardare la morte in faccia. Ma che lentamente ti aprono la finestra su un mondo e una spiritualità sconosciuta. Il fuoco che non e’ solo strumento per ardere, ma e’ luce. Elevazione. E in un certo senso nuova vita. NIRVANA.

Il bagno di purificazione nelle acque del Gange. 

E la cerimonia della luce al tramonto, dove mille lumini adornati da fiori arancio… vengono lasciati andare lungo il fiume. Mai visto nulla di tanto poetico.

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Ed ecco poi Rishikesh, dove ci troviamo adesso. Di cui sto cercando, di tanto in tanto, di postare qualche scatto su Instagram. 

La capitale mondiale dello Yoga e della meditazione. Popolata da Ashram incantati e da persone illuminate.

Impossibile non subirne il fascino…

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Confesso che era proprio questa l’India che mi immaginavo e che, finalmente, sono riuscita a trovare.

Quella lontana dal rumore. Dal frastuono e dalle urla.

Quella che mi concede tempo prezioso per pensare a me, a noi e al nostro futuro.

Un futuro che e’ li ad aspettarci.

Buongiorno Italia.

Spero di poter scrivere presto di più…

Kisses

antonia