Udaipur, 19 Novembre 2013 

Stamattina camminavamo allegramente per le strade di una citta’ indiana che mi piace un sacco. Udaipur.

E’ pulita, gli escrementi di mucca sono meno frequenti, la gente e’ cordiale ma non ti sta costantemente addosso, c’e’ meno inquinamento acustico, il caffe’ e’ buono e ci sono delle boulangerie di ispirazione europea che vendono torte buonissime. Mi e’ stato praticamente impossibile resistere a quella ai mirtilli, per dire.

Come e’ semplice farmi felice! Un po’ di cioccolata e passa la paura…

E poi dicono che noi donne siamo complicate! Ma de che?

Il cielo era azzurrissimo, faceva caldo. E posso dire con orgoglio che, camminando per strada, ci sussurravano “Maria maria?”

Non che noi fossimo interessati. Non mi fraintendete.

Ma e’ il segno evidente che, nonostante la nostra eta’ reale, sembriamo ancora GIOVINCELLI.

Che voi forse offrireste marijuana ad un anzianotto semi-imbalsamato?

Era tutto perfetto.

C’erano tutte le buone premesse per una di quelle giornate che trasudano di VITA.

E non e’ sempre in questi giorni che poi accade l’inaspettato?

Ecco, appunto.

Causa “ciabatte lisce”, si perché ormai le mie Birkenstock non sono più anti-scivolo … sono praticamente levigate, sono volata giù. Inaspettatamente, quanto velocemente.

Gradino dopo gradino. Primo, secondo, terzo,…

Senza potermi fermare. Ho seguito la gravita’.

Con un attonito The Dux che si “gustava” da dietro una scena atroce e imbarazzante.

Una delle mie ciabatte e la mia treccia che spiccavano il volo e me che mi disintegravo lentamente sul marmo.

A parte la grande figura di merda, pensavo veramente di essermi fatta moltooooo male.

E anche Lui, credo, abbia pensato la stessa cosa. Per poi – pero’ – preoccuparsi del computer (nel mio zaino), dopo aver appurato che ero ancora viva.

Ah … uomini!

Ci siamo guardati io e il buon The Dux. E ci siamo fatti una bella, sana e lunga risata. Nonostante i muscoli del mio collo fossero atrofizzati dal dolore.

E dopo quel lunghissimo minuto di panico ho continuato a pensare, senza poter smettere di ridere. Come una scema.

“Certo che, possiamo dircelo, schiattare in India … venendo giù per le scale di un Boutique Hotel e’ a dir poco inaccettabile. E che cazzo almeno un’eroica morte a Varanasi!” – ho detto come una demente a The Dux.

E attenzione, non che noi alloggiassimo nel cinque stelle fighissimo eh, ci trovavamo li’ solo per scattare qualche innocua foto a degli affreschi nemmeno troppo belli.

La lezione di oggi e’: non importa se viaggi con un tassinaro pazzo, che la sera si fa di whisky e di giorno si diletta in sorpassi azzardati, trovando spazi laddove non ve ne sono. Non importa se il cibo indiano o la finta acqua minerale potrebbero metterti KO da un momento all’altro. Perché l’epilogo idiota, quello che tu non avevi considerato, sta in agguato e può arrivare sempre. Così’. All’improvviso.

Altro che India, altro che donne e violenze e altro che Farnesina.

Sto bene e me la rido tanto 😀

Ecco questa e’ una delle “opere” per le quali ho rischiato l’osso del collo.

1467490_10202638172655168_2049565975_n E sappiate che non ne vado fiera.

Buona notte. 

Kisses

Antonia