Kyoto, 27 Ottobre 2013

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Ricordero’ di case basse, calde e accoglienti. E di lanterne bianche e rosse ai margini di stradine piccole e dolcemente illuminate.

Ricordero’ il legno rosso su cui ho camminato a piedi scalzi e dormito beatamente per notti intere.

Ricordero’ di passeggiate lente, che non sarebbero mai volute finire. Immerse in notti atipiche, cariche di emozioni e volti nuovi.

Ricordero’ il rumore di noi che corriamo veloci per strade irregolari e strette, sotto una pioggia battente e appiccicosa.

Ricordero’ di biciclette dalle grandi ruote e di atmosfere intime. E di ombrelli porpora dallo stile inconfondibile, come a colorare di arte una metropoli immensa, ma dall’aria di borgo antico.

Ricordero’ di volti apparentemente asettici e di sguardi magnetici. Di ciprie bianco ceramica che nascondono emozioni. E di rossetti rossi che infuocano le notti.

Ricordero’ di bocche grandi e definite. A forma di cuore. E di fiori che abbelliscono capelli raccolti e abiti lunghi e colorati.

Ricordero’ il rumore legnoso di ciabatte tradizionali che si muovono veloci. E la delicata carezza di inchini lunghi ed eleganti. Di sorrisi a volte incrociati, altre volte rubati.

Ricordero’ di un autunno che lascia posto all’inverno. Del verde che lascia posto ad un timido rosso. E di caldi abbracci nelle notti fredde.

Ricordero’ il sapore irripetibile di un brodo mai assaggiato prima. Che ti riscalda nell’umore.

Ricordero’ gli odori di cibo caldo che invadono le stradine fredde della notte. L’odore della tempura appena cotta. E di quei dolci buoni da magiare e bellissimi da guardare. Zuccherosi. Che profumano di vaniglia e golosità.

Ricordero’ di rituali antichi e tea caldissimi. Di tempi e di giardini Zen, difficili da comprendere.

Ricordero’ lo sguardo buono di monaci piccoli di statura e grandi nello spirito. E l’odore degli incensi accesi, che si disperdono nell’aria.

Ricordero’ di candele che raccontano storie e desideri, espressi al suono di campane mute.

Ricordero’ capelli lunghi e lucenti, lisci e neri. E figure longilinee, come ballerine danzanti ricoperte di pizzo.

Ricordero’ l’arancione accesso di un numero impreciso di portali tutti vicini, uno accanto all’altro come a creare una profonda galleria. E di noi che ci camminiamo dentro veloci. Increduli che tanta bellezza possa davvero esistere.

Ricordero’ di giardini verdi e rossi insieme. Di tempi che si colorano d’oro. E di alberi che cambiano forma ad ogni metro. Di proporzioni esatte. E di perfezione estetica.

Ricordero’ piccoli e romantici laghi, ricoperti di fiori di loto.

Ricordero’ i silenzi assordanti di posti incredibilmente pieni di gente.

Ricordero’ uno stile semplice, unico e raffinato. Che ha fatto storia. Che e’ riconoscibile nel mondo.

Ricordero’ il suono indecifrabile di voci rispettose ed educate.

Ricordero’ le note di questa canzone che mi fa da perfetto sottofondo mentre scrivo.

Ricordero’ di Lui, seduto di fronte a me su un divano rosso. Con i capelli raccolti, la barba lunga, la mente e i piedi liberi. Che legge, pensa, progetta.

Ricordero’ di questi momenti. Irripetibili. E belli da morire.

Ricordero’ di Lei. Per il resto della mia vita.

Perche’ il mondo e’ pieno di posti bellissimi. Tutti da scoprire.

Ma nessuno e’ come questo piccolo angolo di mondo.

Affascinante e carismatico. Inafferrabile e, a volte, poco comprensibile.

ARRIVEDERCI KYOTO!

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