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Taoyuan, 14 Ottobre 2013

Ci sono dei luoghi che cambiano pelle all’improvviso e tu neppure te ne accorgi.

Ci sono delle pareti, apparentemente immobili che, ad un certo punto, si trasformano in porte che non avevi visto.

E quando tu ci entri dentro non senti piu’ l’asfalto sotto ai piedi … e cadi giu’ come in un mare di emozioni da cui non puoi/vuoi sottrarti.

E’ una voragine, talmente grande, che ti risucchia completamente.

Ti avvolge.

E a te non resta che lasciarti andare inconsapevole lungo questo scivolo, come un bambino, guardando le mille cose che ti passano accanto veloci.

Non e’ semplicemente un posto. Non e’ soltanto una persona.

E’ la vita. Sono i percorsi.

Ed e’ cosi’ che mi sento, nella mia ultima notte sull’isola di Taiwan.

Da quando abbiamo salutato Brisbane, il 28 Agosto 2013, il viaggio e’ stato un continuo crescendo. Di bellezza. E di piacere nel perdersi in situazioni non previste.

La notte prima di lasciare ogni posto (tra quelli gia’ visti) ho sempre pensato “Accidenti, mi dispiace tanto partire!”

L’ho pensato in Tasmania, riempendo un’ultima volta i miei polmoni di quell’aria fresca e pulita, all’aeroporto di Melbourne, salutando nostalgica l’Australia dopo tanti mesi, nel Borneo, ripensando alle meraviglie di Mabul, in Malesia, soprattutto lasciando Penang … e adesso qui, ancora una volta, in Taiwan.

Questo posto che ti parla di se’ attraverso gli occhi dei suoi abitanti.

E oggi, in macchina su quel sedile posteriore, rientrando a casa da quel posto magico che e’ JIUFEN (distante solo un’ora da Taipei) … nella mia mente passavano nitide e senza motivo le note di “Living Darfur”

“See the nation through the people’s eyes,

See tears that flow like rivers from the skies.

Where it seems there are only borderlines

Where others turn and sigh

You shall rise”

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There are places that change attitudes suddenly and you are not able to realize it.

There are walls apparently static that unexpectedly turn into doors you had not seen.

And when you move in you do not perceive the asphalt under your feet … and you fall down as in an ocean of emotions where you cannot /want to take it away.

It is a chasm insomuch wide it swallows you entirely.

It covers you completely.

And you cannot do anything but only let yourself go down unaware along  this slide like a child watching thousands things that pass you by quick.

It is not simply a place. It is not only a person.

It is the life. They are paths.

That is precisely I feel right now during my last night in the Taiwan Island.

The journey has been a constant crescendo since we left Brisbane on August the 23th. What beauty is to get lost in pleasant unpredictable situations.

The previous night I have always thought “Damn it, I don’t want to leave this place!”

I thought the same in Tasmania while I was filling my lungs for the last time with that fresh and clean air or when I was saying “arrivederci” to Australia after many months at Melbourne airport or remembering the wonders of Mabul in Borneo or in Malaysia, more than anything leaving Penang or Singapore … and, right now, once again, in Taiwan.

Taiwan talks about itself through the eyes of its inhabitants.

Today while we were coming back from that magic village of JIUFEN (far from Taipei just one hour by car) … I clearly thought of the lyrics of “Living Darfur”…

“See the nation through the people’s eyes,

See tears that flow like rivers from the skies.

Where it seems there are only borderlines

Where others turn and sigh

You shall rise”

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Salutare Taiwan, significa soprattutto salutare un grande amico.

Domani, all’aeroporto, ci diremo di quanto sarà bello incontrarsi la prossima volta. Ma la verita’ e’ che nessuno di noi razionalmente sa esattamente quando e dove cio’ avverra’.

Ci abbracceremo commossi. 

E poi ci lasceremo andare alla vita. Perché e’ così che funziona.

Ad ogni “stazione” si conoscono persone nuove, che salgono e scendono dalla nostra “vettura”.

Ma, in fondo, i treni non prevedono mai lunghe soste. E tutti alla fine se ne fanno una ragione.

Avete notato quanto poco rilevante sia il fattore tempo nelle amicizie?

Non e’ mai la quantità di tempo a fare la differenza, ma l’intensità delle esperienze vissute insieme.

Ed e’ proprio questo di cui parlo.

In passato, per dire, mi sarebbe tanto piaciuto mettere una sana “X” sulla faccia (poco stimolante) di molta gente incappata sul mio percorso, eppure domani … dovrò salutare Derrick!

C’est la vie! ma anche no..

Il nostro amico occhi a mandorla, e’ una persona educata e leale.

Due qualità veramente molto rare.

Non l’ho mai sentito lamentarsi, anche quando avrebbe dovuto/potuto.

Non l’ho mai sentito pronunciare parole poco carine nei confronti di anima viva.

Derrick e’ una persona equilibrata. Non invadente. Sincera. Generosa. Per nulla egoista.

E’ una delle poche persone a cui consegnerei ad occhi chiusi il pin della mia squattrinata carta di credito. Con la certezza, al limite, di trovarci qualcosa in più.

E’ l’amico che tutti si meriterebbero di incontrare.

Con lui e’ stato facile parlare da subito.

Perché ti ascolta sul serio.

Non ti parla sopra.

Non ti giudica.

Non ha pregiudizi. Ed e’ veramente interessato a te e a cio’ che hai da dire.

Voi conoscete miracoli viventi così? Io veramente pochissimi …

Derrick e’ una persona integra e pulita. Sia nelle idee che nei fatti.

E Io e The Dux gli vogliamo bene, come se fosse uno di famiglia.

Il mio Lui non e’ un tipo logorroico, uno di quelli che ti vomita le parole addosso anche quando non richiesto (tipo me).

Anzi tipicamente (e anche molto intelligentemente), pondera molto e parla meno. A persone di questo tipo fare domande tipo “E allora?? Dimmi?? Ma non parli??” … e’ una specie di violenza inutile! Non serve a nulla farlo.

Ecco, per dire, Derrick e’ stato suo fedele compagno in tante serate all’insegna del tutto e del niente.

In cui il parlare non era una richiesta. E le indelicate supposizioni erano bandite dalle discussioni.

Ci manchera’ moltissimo. 

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Saying hello to Taiwan it means, above all, leaving a great and  an authentic friend.

Tomorrow at airport we will say that it will be wonderful when we will meet next time. But the truth is that nobody of us rationally knows precisely when and where it will happen.

We will hug each others and we will be indeed touched. 

And then we let’s go to our lives. So it works.

At each “station” everyone meets new people, which get in and get off from our “wagon”.

But, at the bottom, the trains do not have long stops. So it works.

Have you ever thought about how the time is marginally rilevant within our friendship?

What it really important is not the amount of time but the power of the experience made together.

Here it is I am talking about.

Many times in the past I would be liked to have the opportunity to put a right “X” on the face (not really stimulating) o many persons come across my path, nevertheless tomorrow… I will have to say hello to Derrick!

C’est la vie! Damn it!

Our almond-eye friends is a sincere, honest and wel-educated person.

Qualities so rare indeed.

We have never heard from him to complain, even when it could be necessity.

We have never heard from him to say bad things towards anybody.

Derrick is decidedly well-balanced.  Not invasive. Always sincere. Not self-center. Always Generous.

He is one of a few persons that I would have blind faith to leave the pin of my credit card. And I would have no doubt, I would find in it the same amount or probably something more.

He is the friend that everyone deserves to meet.

It has been easy to interact with him since we met him nine months ago.

He listens to you seriously.

He does not like the sound of his own voice.

He does not judge you.

He is truly passionate in listening the other point of views or ideas.

Do you know many persons like him? I have met them rather rarely …

Derrick is limpid and straight as an arrow.

The Dux and I love Derrick as he was a member of our family.

The Dux is not a long-winded person. He does not flash the words if they don’t ask (contrary to me). In fact, typically (and smartly), he ponders very much what to tell.

Derrick has been his loyal companion during many days this year where the talk was not a forced request and the vulgar gossip was banned.

We will miss Derrick so much. 

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JIUFEN e’ uno di quei posti arroccati su una montagna che si sviluppa su tornanti ripidi.

Uno di quei luoghi che si lasciano appena intravedere. Di cui riesci a scoprirne l’essenza, solo tuffandotici dentro.

E non in senso lato, ma realmente.

L’anima di questo posto e’ nascosta nelle vie interne del paesello. Che sono capillarmente ramificate su tutta la collina.

Ed e’ cosi’ che, camminando sulla strada, facendo solo qualche metro ci si ritrova all’interno di un mondo nuovo.

Fatto di colori, odori, sapori e suoni. Tutti orientali. Tutti taiwanesi.

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JIUFEN is one of those places on top of a mountain developed long steep 180 degree turns.

It is one of those sites that you can get to know only if you plunge in it.

And it is not in metaphorical sense, but I mean in reality.

The soul of Jiufen’s hidden in its narrow and meandering streets branched along the hill.

Wandering around on the tiny streets and strolling just a fair bit more,  you can find yourself in another world.

It is composed by new colors, new perfumes, new tastings and new sounds. All of them decidedly made in Far East. All of them are taiwanese. 

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Di cose belle da vedere, lungo le stradine del villaggio, ve ne sono tante. Tantissime.

Ma nulla può essere paragonato a LEI. LA CASA DEL TEA più bella del mondo.  

Un labirinto misterioso. Che ad ogni angolo ti fa scoprire qualcosa in più di se.

E’ un posto unico, in cui ci si potrebbe restare per ore intere, senza mai annoiarsi.

Ad osservare riti del tea, piante, arredamento che richiama un gusto spiccatamente giapponese.

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There are loads of wonderful things along the tiny street of Jiufen. So many.

But nothing is like the most beautiful TEA HOUSE.  

A mysterious labyrinth that always shows off something more in every single new corner.

It is an unbelievable place, where you could spend hours without getting bored.

Watching the tea rituals, plants, furniture, every single thing distinctly refers to the Japanese style.

SYD_8247In questo posto senza tempo, le teiere sono di terracotta e vengono riscaldate su fuoco vero.

La sensazione e’ quella di tornate indietro nel tempo.

Un tempo in cui l’odore del legno bruciato veniva addolcito dall’aroma intensa del gelsomino di tazze fumanti.

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As being timeless the tea pots are made of terracotta and are warmed by a real wood fire. It is like returning to the past.

A period in which the perfume of burnt wood was sweetened by intense aroma of steaming cups of jasmine tea. 

SYD_8260L’ambiente e’ fatto di legno. Di piante. Di mattoncini. E di luce che filtra dai piani superiori.

Come si fa a non amarlo un posto così?

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The teahouse’s decorated with wood, plants, tiny bricks and light comes from the upper floors.

How cannot you love such a marvelous place?

1374377_10202329885508182_1899133410_nAnche i più indecisi possono trovare la tazza dei propri sogni.

Rossa, gialla, marrone, grande, media, a fiori, vintage, contemporanea, robusta, leggera…

A voi la scelta.

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And also the most hesitant people have the possibility to find the teacup of their own dreams.

Red, yellow, brown, any size, with floral decoration, vintage, modern, heavy-duty, china… It is up to you.

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JIUFEN e’ molto famosa per un dessert (quello in foto) fatto di TARO e PATATE DOLCI stese su ghiaccio tritato (tipo grattachecca).

Un piatto semplice e fresco. Perfetto per chi non ha voglia di rinunciare ai sapori dolci anche in luoghi, come questo, dove la temperatura percepita rimane sempre attorno ai 30 gradi (più o meno).

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JIUFEN is famous for a dessert (below the photo) prepared with TARO and SWEET POTATOS located on minced ice (like grattachecca).

A simple and fresh dish indeed. It is suitable for people that do not want to renounce the sweet tastes in place, like this, where the perceived temperature is always about 30 degrees (more or less). 

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Taiwan e’ uno di quei pochi posti al mondo non ancora affogati dal turismo di massa.

La gente e’ cordiale. Ed e’ felice di aprire le porte del proprio paese ai viaggiatori.

Taiwan e’ uno di quei posti che consiglierei a chiunque di visitare almeno una volta.

Le tradizioni qui hanno il sapore di cibi diversi ad ogni angolo.

E gli scenari più belli ti aspettano nascosti dietro una collina.

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Fortunately. Taiwan is not killed by massive tourism yet.

Folks are cordial. They have interest in opening the doors of thei country to foreign travellers.

I definitely recommend to visit Taiwan at least once in your life.

Here food is really one of the pillars of the local traditions and it is literally at every single angle of this stunning country.

And the most beautiful sceneries are always hidden behind the hill.

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Arrivederci Taiwan (Good-bye Taiwan)

Il viaggio continua (The journey goes on)

Domani a quest’ora saremo in GIAPPONE (And we will be in JAPAN in a while)

Kisses

Antonia 

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