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Hualien, 10 Ottobre 2013

A volte mi capita di svegliarmi e di non sapere esattamente dove mi trovi. In quei 30 secondi di caos mentale potrei essere veramente ovunque. A Roma, a Brisbane, a Cosenza, A Pori, perfino nella mia stanzetta bianca di adolescente incazzata.

La mia mente confusa non riesce spesso a trovare un accordo con la realtà.

Ultimamente mi succede tutti i giorni, per almeno qualche istante. Sara’ l’effetto di non dormire mai due notti nello stesso posto, credo.

Ieri mattina, ad esempio, ho aperto gli occhi e stavo su un treno. Su una vettura nuova e pulita. Con la faccia stropicciata attaccata al finestrino. E l’aria condizionata appiccicata alla mia pelle infreddolita.

Alla mia destra il mare. A sinistra – al di la di The Dux – montagne verdi e rigogliose. Quasi spugnose.

Per un attimo mi sono sentita su una di quelle vetturine vintage molto anni ’70 (dette anche “CIUF CIUF”) che collegano l’alta con la bassa Calabria. E da quel finestrino guardavo, ancora una volta, quel paesaggio ovattato e irreale che tante volte mi ha fatto pensare che la Calabria fosse il posto più bello del mondo.

Forse avrei dovuto prenderlo più spesso quel treno. O forse no…

Ieri, invece, mi trovavo a Taiwan, nel tratto di treno che collega Taipei a Hualien. Credo di esserci finita dopo una giornata trascorsa a Sun Moon Lake, un posto incantato situato nella parte centrale di Taiwan.

Un luogo che non riesci ad immaginare fin quando non ci arrivi. Un posto nascosto tra le montagne, che si lascia intravedere solo al di la di una curva …

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When sometimes I wake up I do not understand exactly where I am. I  could be truly everywhere during that 30 seconds of mental chaos. In Roma, Cosenza, Brisbane (Australia) or Pori (Finland), even in a pissed-off teenager’s tiny white room.

My confused mind is not able to agree with this reality.

Lately it happens to me everyday at least for one moment. It could be because I often don’t sleep two nights in the same place, I reckon.

Yesterday, for instance, I opened my eyes while I was on a newish and clean train. My creased face was stuck on the window while my body was getting gently chilled by air-conditioning.

On my right side there was the shore. On my left side – beyond The Dux – lush and green mountains. Almost spongy.

I felt like being on a retro 70s train (“CIUF CIUF”) that connect (nowadays) the North of Calabria and the South Calabria.  Once again while I was watching that cocoon-like landscape I thought how Calabria (my county) was the most wonderful place in the world.

Perhaps I wish I had caught that train much more often. Or probably not…

Yesterday – instead – I was in Taiwan, precisely between Hualien and Taipei. I think I ended up being there after a day at Sun Moon Lake, a marvelous sightseeing located exactly in the middle of Taiwan.

It is a hidden site amongst the mountains that you can meet just only beyond a curve … 

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Un paesaggio molto diverso da quelli che si incontrano nel nord di Taiwan. Un lago che al tramonto si colora di arancione. Che ha dipinto creativamente sulla mia – già troppa attiva – immaginazione.

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So different in comparison with the north of Taiwan. Sun Moon Lake gets orange at sunset painting creatively on my – already – fervid imagination.

ImmagineA volte mi capita anche di vedere colori che altri non vedono. 

Come oggi che, percorrendo la costa Est di questo paese e guardando il mare, riuscivo ad osservare un paesaggio “a strisce”. Che per dire, dopo il “pois” e’ la fantasia che prediligo. Chiedete pure a chi mi conosce bene!

Bianco, il colore del Pacifico quando incontra la costa.

Turchese, quella linea immaginaria visibile solo ad una ventina di metri dalla battigia.

Blu notte, il colore dell’oceano. Quello profondo. Quello che mette paura. Quello in cui mai vorrei trovarmi.

Celeste del cielo, che comincia laddove l’acqua decide di lasciargli spazio. Che in alcuni giorni quasi non riesci a distinguerli, se non per i riflessi del sole sul mare.

Riflessi, che lo illuminano di piccole e delicate lucine. Come delle piccole lanterne sparse ovunque, che osservi in lontananza.

Ho la dote dei colori.

O forse si tratta, piuttosto, del filtro polaroid dei miei occhiali neri, che consiglio a tutti perché magici.

Che fortuna averli comprati un annetto fa…

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Sometimes I can see colors that others are not able to see. 

As today while I was travelling through the East Coast and watching the sea, I saw a “stripes” landscape. It is followed by “polka dot” the pattern that I prefer. Ask whoever knows me!

White, the color of the Pacific Ocean when it meets the coast.

Turchese, it is turquoise that line visible just only twenty meters far from the shore.

Dark blue, the color of the deep scaring Ocean where I never want to be in.

Sky blue, the color of the sea very close to the sky along the horizon that you can recognize only by the sun reflections on the sea.

Reflections looks like tiny lanterns spread out everywhere.

I decidedly know the colors.

Or perhaps it is matter of the polarized lens of my sunglasses. I firmly recommend to everyone because they are so magical.

I consider this purchase such a real fortune …

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A volte mi capita di pensare a cose molto strane, di fare cose molto bizzarre e di progettare cose impossibili.

Spesso credo di essere un po’ pazza. Ma la verita’ e’ che, probabilmente, se fossi meno cojona stupida mi annoierei moltissimo.

Quindi perdono regolarmente le mie stravaganze. Cerco di essere indulgente il più possibile con me stessa, almeno da qualche mese a questa parte.

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Sometimes I think strange things, bizarre and impossible projects.

Often I believe to be a little bit crazy. But probably if I were less cojona (“creative”), my life would be more boring.

So I forgive my weirdness regularly. I try to be sympathetic towards me as much possible as I can, at least in the last months.

ImmagineMolto spesso vorrei osare, ma poi non lo faccio. Perché in fondo sono pigra. Oggi avrei voluto assaggiare le alghe che 3 signore stavano raccogliendo e lavorando su degli scogli proprio di fronte al mare.

Ho guardato la poltiglia di erbetta verde acido. Che nelle mani di una delle donne, sembrava un nido di uccelli.

Ho osservato The Dux agguantarla e mangiarla senza problemi.

Volevo farlo anche io. Ma alla fine il mio stomaco non si e’ accordato con la mia testa …

Dannazione!

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I would like to dare very often, but I give up it. I am lazy. Today I would like to taste the sea-weeds  that 3 female “seaweed hunters” had just gathered from the Ocean.

I saw the acid green color alghae in the hands of those aboriginal women. It seemed to be a bird nest.

And what’s more, I watched The Dux catching and eating it without worry.

I wish I had done the same. But my stomach made me feel uncomfortable with that idea …

Damn it!

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Spesso, non sono le cose grandi ad affascinarmi. Ma piuttosto dettagli, irrilevanti ai più, che per motivi ignoti mi impressionano una cifra. Dettagli che, entrando dai miei occhi, si imprimono nella mia testa.

E’ il volto di un artista solitario che ha attirato la mia attenzione.

La pelle consumata dal sole. Gli occhiali tondi. Un cappello che lo incorniciava perfettamente. Un baffo scuro, solo accennato, quasi trasparente, come a sottolineare il rosso delle labbra.

Lui, da solo con delle teiere a cui sembra voler raccontare i propri pensieri. Le proprie storie maledette.

Una canottiera squattrinata. Che, in questi casi, non sai mai se la scelta della “prima cosa a caso” e’ dovuta a noncuranza o, peggio, al non voler sottolineare oltremodo una classe innata.

In effetti, ora che ci penso, i belli inconsapevoli mi sono sempre stati molto sulle scatole.

Credo si tratti di invidia.

La mia intendo.

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Huge things don’t make me fascinated as often as not. What It really makes me curious are details, mainly irrelevant. Details impress in my mind through my eyes.

The lonely artist’s face drew my attention.

His burnt skin by the sunburn. The circular glasses. A perfectly framed hat. A dark moustache, just drafted, that underlined the red of his lips.

He seemed to tell his own thoughts between his tea pots. His own “bloody” stories.

Will he have chosen his inexpensive undershirt “by accident” inside his wardrobe or only to underline his noble style.

In effect, I have always found the unaware handsome men unpleasant.

I think it is a matter of envy. I mean my envy of course.

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IO : NATURA = LA POVERA ROSI BINDI : SEX & THE CITY

Eppure, nonostante la matematica non mi dia ragione, a volte la natura mi incanta. Come la forma perfetta di un albero. Che sembra l’ingrandimento di un bonsai giapponese. Proporzioni e armonie perfette.

Ma quanto e’ bello?

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I : NATURE = ROSI BINDI (ITALIAN LADY POLITICIAN): SEX & THE CITY

Despite math makes me wrong, sometimes the nature fascinates me. Such as the perfect shape of a tree. It looks like the the blow-up of a japanese bonsai. .

It is so beautiful, isn’t it? 

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Perfino il mio colore preferito esiste in natura. Ed e’ fantastico da guardare e buonissimo da mangiare.

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Even my favorite color exists in nature. It is fantastic to watch and yummy at the same time.

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Rimango sempre colpita dalle contaminazioni.

Essere a Taiwan e ritrovare segni Europei mi ha fatto sentire per un attimo a casa.

La mia giornata e’ cominciata con un “Bon Appetit” francese, un cappuccino “Mauro” calabresissimo e una fetta di torta “Tiramisu'” italianissima …

Il tutto su un tavolo di legno antico bianco. Che faceva molto “ambiente ricercato AD”.

Molto familiare. Tanto curato e bello.

Che si, forse e’ vero, si tratta di globalizzazione. Ma che diritto abbiamo noi a sguazzare tra cose esteticamente belle e poi viaggiando, pretendere la tradizione dagli altri?

Mi sembra che, alla fine, siamo sempre noi a peccare di egoismo …

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I have always striken by contamination.

To be in Taiwan and find European signs make me feel at home just for a moment.

My day’s begun with a French “Bon Appetit”, a cappuccino “Mauro” (made in Calabria) and a slice of  “Tiramisu’” (Italian cake) …

We have had breaky on a white wooden table that looks like  “Swedish style”.

Very comfy and cozy.

It is matter of globalization. 

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A volte, nelle giornate di pessimismo, può capitare di sentirsi letteralmente “sotto ad un ponte”.

Ecco in quei giorni, vorrei un ponte rosso laccato a guardarmi e consigliarmi. E lo vorrei nel bel mezzo di un parco incontaminato. Magari nel Taroko National Park.

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Sometimes during the days of pessimism, your mood is like “under the bridge” literally.

In that days, I would like to have the “guide” of a red varnished bridge. And I would like to be in the middle of a unspoilt park like the Taroko National Park.

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Perche’ i ponti sospesi mi piacciono moltissimo. Mi sanno di avventura. Ma mi fanno terribilmente paura.

Mi provocano le vertigini.

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I love the walk suspension bridge. I can feel the adventure spirit. But I am afraid of them a fair bit.

They make me feel the sense of vertigo. 

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Quando viaggi in Asia la spiritualità non devi andartela a cercare … e’ lei che spesso ti viene incontro.

Ti aspetta in un tempio Buddista che profuma di incenso, in un quartiere affollato di una grande citta’.

O, meglio, in una pagoda che ti guarda nel bel mezzo della montagna.

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When you travel in Asia you don’t have to search the spirituality … it find you.

It waits for you in a Buddha temple that recovers you with a sweet incense perfume.

Or better, in a pagoda which watchs you in the middle of a remote mountain.

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Molto spesso riesco a rilassarmi.

Soprattutto se, al tramonto, tra le acque calde di una SPA naturale, a pochi km da Hualien. Quando il tuo unico pensiero e’ rivolto al ciclo ACQUA CALDISSIMA – ACQUA A TEMPERATURA MEDIA – ACQUA FREDDA.

Che in tanti sognano una vecchiaia di fronte al mare. Io, invece, la sogno di fronte ad un centro termale, possibilmente low cost. Che sia, a sua volta, a pochi metri da un cake shop.

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Very often I get chilling out.

And above all, if I get it when I are in the warm water of a Japanese mineral spring in the Hualien countryside. When your worry is about the water cycle HOT WATER – WARM WATER – COLD WATER.

Many people dream to spend his old age in front of the sea. Instead, I dream it inside a mineral spring. And possibly low-cost and nearby  a cake-shop. 

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Ripeto, se non fossi cojona, mi annoierei una cifra …

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I repeat once again, if I weren’t a little bit “cojona” (“stupid & creative”), my life would be very boring …

Good Morning World, or maybe Goodnight

Kisses

Antonia