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Penang, 25 Settembre 2013

Penang ha il sapore dolce e intenso di un frutto succoso.

Se fosse una stagione, sarebbe l’estate.

Quella piena. Quella viva. Quella fatta di gente che cammina per strada a tutte le ore del giorno e della notte. Sarebbe pizzo bianco che accarezza pelli abbronzate e levigate dal sale.

Penang e’ un’isola malese. In cui, pero’, si respira un’aria internazionale.

Penang e’ indipendente. Fiera e sofisticata.

E’ fatta di case – spesso basse – che richiamano uno stile cinese, evolutosi lentamente nel tempo.

Ma a tratti lo stile delle sue abitazioni diventa coloniale.

Le strade sono strette e accoglienti e ti tengono compagnia mentre scivoli tra la cittadina di George Town, alla ricerca del sapore perfetto.

Perche’ Penang e’ tante cose, ma e’ soprattutto GUSTO.

E la cucina malesiana, già mediamente molto buona, qui raggiunge i suoi massimi livelli.

Il cibo a Penang e’ cultura e condivisione.

E’ fatto di contaminazioni asiatiche che qui trovano equilibri perfetti.

Le strade si colorano ovunque di bancarelle ambulanti, a volte legate a piccole biciclette, che vengono prese d’assalto.

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I sapori sono assolutamente indescrivibili. Al momento ho assaggiato solo 3 piatti… ed e stato un crescendo di gusto!

Ma Penang e’ anche ARTE.

Quella che ti costringe a camminare per ore per le vie del centro. Facendo una caccia al tesoro … alla ricerca del graffito piu’ bello della citta’.

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Arte contemporanea che, spesso, esce dai muri e si fa tridimensionale.

Che la puoi toccare.

E che ti consente, a volte, di diventare, tu stessa parte dell’opera.

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Penang e’ una vera perla.

E non sono evidentemente la sola ad essersene accorta. Non e’ poi troppo difficile trovare occidentali approdati nell’isola a lungo termine.

Spesso sono giovani artisti, che qui hanno modo di esprimersi al meglio (anche nelle loro opere prime), altre volte sono pensionati europei che, stanchi della vita metropolitana, si rifugiano in questo luogo alla ricerca di pace.

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Penang e’ intellettuale e all’avanguardia. Ma e’ anche incredibilmente economica.

La popolazione del posto e’ multietnica. Cinesi e Indiani le due etnie piu’ forti.

La gente e’ cordiale. Ti sorride. E ti guarda, con occhi curiosi, mentre assaggi sapori sconosciuti.

Ti incita a provare, quando non sei certo. Quando legge indecisione nei tuoi occhi.

A Penang il turismo c’e’.

Ma fortunatamente non e’ ancora quello di massa che livella tutto. Resta tutto sommato una destinazione un po’ piu’ di nicchia.

E’ un turismo rispettoso ed educato. Che parla a bassa voce. Che non disturba lo scenario unico di sottofondo.

Ed e’ anche per questo motivo che Penang resta ancora un posto incredibilmente autentico.

Un luogo capace di stupirti ancora, quando meno te lo aspetti.

Penang puo’ diventare magica.

Indescrivibile, anche qui (come in altri paesi arabi), la sensazione che si prova camminando per strada con i versi del corano di sottofondo.

I colori, i volti, l’atmosfera dei tempi Indu’ pieni di fiori e di colori pastello, i vestiti tradizionali indossati dalla popolazione Indiana … tutto crea suggestioni indescrivibili.

Che se non l’avete capito me ne sono innamorata!!

Buon giorno Italia

Kisses

Antonia

PS: Il 25 Settembre e’ stato il Gianicolo, anni di viaggi ma anche lontananza insopportabile. Il 25 Settembre e’ stato tante cose. Ma e’ soprattutto Me&Lui insieme adesso. In qualsiasi parte del mondo. Love you.

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