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Tawau, 23 Settembre 2013

I rompicapo che mi affliggono da ieri pomeriggio sono:

  • Che ci fa un cinese, che millanta cittadinanza Malesiana al confine con il Borneo Indonesiano, a gestire una “decadente” struttura che si ostina a chiamare “Economy Accomodation”, mentre nel tempo libero si dedica al foot massage per strada e all’intermediazione tra poveri clienti e tassinari locali?
  •  Ma soprattutto che ci faccio io in questa stanza del suddetto ostello fatiscente, sdraiata sul letto ricoperto dai nostri asciugamani, per evitare contatti diretti tra me e la popolazione di acari locali?
  • E perche’ questo verde mela delle pareti, carino in altri ambienti (tipo una cucina super-moderna…), qui mi sa tanto di ospedale – o peggio – di carcere cubano?
  • E come mai la popolazione che si accalca nella … ok chiamiamola “accomodation”…  mi sa molto di “comune” (tra l’altro anzianotta) più che di ostello per turisti?
  • Che ci facevano – ad esempio – la tipa canterina del piano di sopra e il meccanico dirimpettaio in asciugamano alle 7 di mattina, appena docciati?
  • E poi, perche’ tutti loro si ostinano a guardare, insieme e con faccia divertita, programmi TV in lingua inglese, pur non parlando una cippa della suddetta lingua? Che per dire la loro conoscenza dell’inglese e’ peggiore della mia di mandarino eh!
  • E infine, perche’ stanotte la tipa sopra cantava, i tipi accanto facevano caciara mentre io e The Dux eravamo in coma su questo letto con il condizionatore a palla, cercando invano di prendere sonno?

Ma la vera domanda, quella che continuo a pormi anche adesso che sono atterrata a Kuala Lumpur e’:

Ok, e’ stato bello … ma dove sono le telecamere??

No perche’ devo essere stata per forza su “Scherzi a Parte”.

Tutto e’ partito cosi’…

Noi e due zaini pesantissimi arrivavamo a Tawau alle 10 di ieri mattina.

Scarrozzati dal tassinaro abusivo, che da Semporna ci aveva accompagnato nella nuova destinazione, ci guardiamo e ci chiediamo l’ormai solito interrogativo “Be’, dove andiamo?”

Opzioni:

  • Hotel figo, nuovo e costoso, al nostro fianco
  • Scritta “Economy Accomodation”, di fronte a noi

Secondo voi quale abbiamo scelto?

“Scusi, ci servirebbe una stanza per stanotte” – dico io al cinesetto datato, dalla faccetta bellina, tra l’altro.

“Certo, qui c’e’ disponibilita’” – mi riponde Lui, con un ottimo inglese … che e’ un miraggio in questa cittadina, dove neppure i giovani hanno familiarità con le lingue straniere.

“Potrei vedere la stanza?” – chiedo io, da buona rompicojoni europea…. mmm anzi italiana va!

“Certo, certo … guarda questo e’ un bel posto! Pensa che una ragazza inglese e un’altra australiana sono state qui per piu’ di un mese …” – aggiunge!

Annuisco. Ma chiaramente, non mi fido!

Comincia il tour. Apre la stanza, che si mostra nel suo colore abbagliante/accecante.

Capisce che non si respira (visto che non ci sono le finestre), quindi accende l’aria condizionata.

Io intercetto sporcizia sul tavolinetto.

“Ma la stanza e’ gia’ stata pulita?” – chiedo.

“Si, si … e’ pulitissima!” risponde.

“No… guardi qui” – mostrandogli del riso fritto stantio…

“Ah si si… faccio subito!!” – esce fuori dalla tasca un puliscitutto … e inizia a spolverare sotto la faccia ilare di The Dux.

“Ok, grazie” faccio io sorridendo …

Cominciamo quindi la fase 2 del Tour. Il bagno.

E li’… intuisco subito perche’ c’e’ ancora disponibilita’!!

Ma tutto sommato il prezzo competitivo, il cinesino simpatico (che se stanno conquistando il mondo … ci sono validi motivi!), e questo ambiente surreale, fatto di gente che canta ad alta voce, vecchietti che starnutiscono e riunioni di vicinato davanti alla TV … ci convincono a rimanere.

Lasciamo i nostri bagagli, e mentre stiamo per uscire il cinesino chiede: “Dove state andano? (che … ma i cazzi tua no?)

“Andiamo in giro a visitare la citta”, rispondiamo all’inquisitivo drago d’oriente.

“State attenti ai portafogli eh!” (grattati The Dux, grattati…!!)

“Ah proposito, come facciamo a chiudere la porta della nostra stanza?” chiedo.

Ed eccolo – quindi – che mi tira fuori un lucchetto stile armadietto da palestra, aggiungendo “Ma tanto qui e’ sicuro eh”

Vogliamo poi parlare della strana numerazione delle stanze. Be’ mica esiste la banale stanza n^1 o la stanza n^2 … no … le stanze hanno la seguente numerazioni: 111, 222, 333…

E vi basti sapere che a noi e’ stata assegnata la n^ 666: il numero del DIAVOLO …

Finalmente siamo sulle scale, pronti ad uscire, quando risentiamo il cinesino da sopra … “Ehi, ma per domani vi serve un taxi che vi porti in aeroporto?”

“In realta’ si …” – diciamo noi.

“Bene, se scegli un mio amico il costo e’ 30 … altrimenti 40”

che tutto il mondo e’ paese!!!!

E anche stavolta, secondo voi che abbiamo risposto?

Ma soprattutto la volpe dell’amico, secondo voi, quanto ci ha fatto pagare alla fine … mortacci sua!

Poco prima di salutarci, stamattina, il cinesino ci pone poi il suo ultimo interrogativo: “Dove andrete adesso? 

“Sa, ritorniamo a Kuala Lumpur per visitare il nord della Malesia”, rispondiamo cordialmente.

“Ah … state attenti eh … le grandi citta’ sono pericolose!”

A RI-GRATTATE THE DUX!!!!

Ma c’e’ soprattutto un’altra domanda che tiene ancora occupata la mia testa: “Ma l’inglese e l’australiana no (probabilmente ventenni)  … ma nella ridente cittadina di Tawau, dove non succede niente e dove – a limite- tie’ si mangia bene, ma per un mese … ma che hanno fatto???

Cinesi’ hai vinto!

Buongiono Italia

Kisses

Antonia