Mabul, 19 Settembre 2013

Le storie piu’ belle restano spesso non raccontate.

Qualcuna riesci pure a trovarla su vecchi libri sepolti dalla polvere.

Altre invece le leggi nelle rughe rotonde di volti vissuti. Da occhi che si illuminano al ritmo delle parole.

Da sguardi talvolta corrucciati, altre volte sorridenti.

La sua carnagione e’ chiara. E il suo viso non passa di certo inosservato.

Ha una barba bianca e poco folta che incornicia perfettamente le sue espressioni autentiche, poco costruite e spontanee.

Anche i suoi capelli, perennemente scompigliati dal vento malesiano, si colorano di argento. E il suo ciuffo, lungo e liscio, che si diverte a spostare con le mani da una parte all’altra del suo viso, fa da perfetto contorno ai suoi racconti.

E’ di Mister ZO che sto parlando.

Non che Lui sia cinese, intendiamoci. E non che Lui si chiami veramente cosi’!

“ZO” e’ il simpatico suono che esce fuori dalla sua bocca quando, parlando in inglese, intercala con un “SO”.

E’ quello strano e simpatico accento Svizzero e Francese insieme… che tende spesso a sostituire la S con la Z e a dare una melodia unica e affascinante al suo parlare.

E “non che Io sia Francese o Svizzero…” – ci tiene spesso a sottolineare, mentre parliamo.

“Ma ho vissuto per tanti anni a Ginevra, quando questa citta’ era ancora un posto socialmente e culturalmente piacevole e non solo un luogo di freddi scambi finanziari” – mi dice!

Lui e’ polacco. Almeno di nascita.

E’ cresciuto nella Cracovia comunista.

E’ stato un musicista e produttore. Almeno fino ad 8 anni fa.

E’ colto e intellettuale. Almeno questo e’ quello che io ho percepito di Lui.

Ha una raffinatezza che si e’ stratificata nei suoi – credo – 65 anni di eta’.

E’ una persona talmente interessante che ci potresti parlare per giorni interi, senza mai stancarti.

E ad ogni racconto riesci a percepire qualcosa di Lui che solo un momento prima ignoravi.

Mister ZO e’ ebreo e viaggia per il mondo da piu’ di 8 anni, trascorrendo in Europa solo 2 settimane l’anno. Che, a quanto pare, rappresentano per lui il momento “triste” dell’anno!

Perche’ evidentemente puoi anche essere un viaggiatore … ma le tasse devi comunque pagarle …

Ha vissuto gran parte della sua esistenza girovagando per lavoro. Ma ha sempre chiamato “casa” Ginevra che resta tuttora la sua base nel vecchio continente.

Ha una moglie che, in realta’, non vede mai. “Lei vive ancora in Polonia” mi dice “ma, talvolta, viene a trovarmi nei posti in cui mi trovo”.

Insomma, il rapporto che ogni uomo desidererebbe, non trovate?

Credo che la mia faccia glielo abbia anche detto, mentre parlavamo. Perche’ lui mi ha sorriso.

“Sai, ho cercato per anni di rendere meno complicata la mia vita, ma evidentemente il livello di complessita’ e’ aumentato” – ha ribattuto sorridente alle espressioni stupite del mio volto.

Parla 10 lingue Mister ZO. Senza averne studiato nemmeno una.

“Sara’ un gene di famiglia, pensa che mio padre ne parlava 25!”.

Mi spiega poi che, il suo talento deriva dalla sua innata capacita’ di fare propri i suoni.

E’ come se ogni nuova lingua fosse un nuovo spartito musicale.

Ed e’ veramente strano e interessante vederlo parlare in Malesiano con la gente incredula del posto.

E’ un comunicativo, un evasivo e un ribelle.

Ma e’ soprattutto una persona divertente Mister ZO.

Ed e’ sicuramente il regalo piu’ bello che quest’isola del Borneo ci sta facendo.

E’ il fascino che esce fuori dai suoi racconti, che ammaliano tutti.

E’ il suo aver speso 3 anni in Sud America.

E’ il suo aver viaggiato praticamente ovunque.

E’ il suo attribuire ragioni ancestrali a tutto cio’ di cui discutiamo. Motivando in maniera eccelsa anche opinioni che spesso io non condivido.

E’ lo spessore delle sue riflessioni che mi colpisce sempre.

E’ il suo descrivere dettagliatamente un mondo che non esiste piu’ e che la mia generazione – purtroppo – non avra’ mai la possibilita’/fortuna di conoscere… se non attraverso racconti.

Ha lasciato la musica perche’ – mi spiega – “Non era piu’ semplicemente un “posto” di arte e creativita’ … ma solo un altro settore ucciso dai soldi”

Ma mi dice anche che il suo e’ stato il lavoro piu’ bello del mondo …

E non che ne vada fiera eh, ma parlandoci, sono riuscita a pronunciare per ben tre volte la frase “Sono maledettamente invidiosa”

  1. Quando ho percepito che il suo progetto di vita futura e’ viaggiare e basta. Fino all’ultimo giorno della sua vita. Fin quando la sua salute reggerà.
  2. Quando ho scoperto il numero esatto di lingue che puo’ parlare. Che gli permettono di comunicare con un numero incredibile di persone.
  3. Quando ho capito che e’ un creativo. Un compositore. Che ha fatto della sua passione e del suo talento un lavoro … che ovviamente e’ stato la sua piu’ grande fortuna.

Tre gli spunti che mi porto a casa dalle nostre lunghe discussioni di fronte al mare:

  1. Che anche il talento piu’ grande non cade mai dal cielo. Va prima riconosciuto. Poi curato. Coccolato. E stimolato con lo studio.
  2. Che non bisogna aspettare di essere vecchi per vivere. Per fare quello che si ama. La gente spesso non procrastina gli impegni, ma la propria esistenza. La propria vera essenza. E spesso lo fa per paura.
  3. Che non esistono scelte buone e scelte cattive. Esistono pero’ gli “effetti” del nostro agire, che possono essere positivi, ma anche negativi. Mister ZO sostiene che l’umanita’ ha bisogno di una regola sociale che imponga la valorizzazione dei soli frutti positivi del nostro scegliere. Che imponga quindi la felicita’. Utopistico lo so! Ma anche tanto romantico.

Sono felice che sia qui con noi. In questa palafitta sul mare. Che a cena profuma di laboratorio culturale.

Di esperienze sapientemente raccontate di fronte a tramonti indimenticabili e acqua turchese.

E chissa’ quante altre cose scopriro’ di Mister ZO nei prossimi due giorni.

Ah quasi dimenticavo.

Che fai, stai con una persone che ha praticamente  visitato tutto il mondo e non gli fai la domanda del secolo?

“Mister ZO, sei stato a Tel Aviv?”

“Certo … ”

“E che ne pensi?”

“Francamente penso che sia un postaccio, dove tutti, soprattutto le giovani generazioni hanno un solo sogno … fuggire! Il loro essere perennemente in festa e’ un terribile modo inconscio per mettere a tacere il sentimento piu’ diffuso da quelle parti: la paura!”

Ma che ci si puo’ aspettare dai tipi sovversivi come Mister ZO?

In Italia si viene marchiati con l’appellativo di Comunista” per molto meno.

Ma se e’ per questo, Mister ZO sostiene anche che l’Europa sia in una fase di non ripresa.

“Abbiamo avuto il nostro momento d’oro nel dopo guerra, ma adesso troppi problemi ci affliggono e tutti insieme. E’ che forse, semplicemente, non e’ piu’ il nostro tempo … sono i cicli storici”

E trovo che le sue parole, certamente poco clementi e men che meno politically correct, racchiudano una grande verita’. Siamo in un momento storico che ci vede solo spettatori passivi. E forse dovremmo tutti farcene una ragione.

Ma, d’altra parte, penso anche che ci sia una sorta di giustizia sociale nel veder cambiare nel tempo i protagonisti principali del Teatro del Mondo.

Voi andreste forse a teatro ad assistere sempre alle solite esibizioni?

Con i soliti attori e le solite comparse?

Io no, veramentre troppo noioso!

Buongiorno Italia

Baci

Antonia