Immagine

Sandakan, 15 Settembre 2013

Nella mia vita “normale”, ovvero nel quotidiano standard di persona non in Gap Year e non in giro per il mondo, ho sempre pensato che ogni nuovo inizio implicasse necessariamente ordine.

Ordine mentale ma che – nel mio caso – passa spesso da un concetto più becero di ordine vero.

Ordine fisico. Della casa. Degli oggetti che la popolano. Del bagno. Del divano. E si … anche della maledetta cabina armadio, spesso molto simile ad un campo minato.

Generalmente, ho sempre convissuto piuttosto bene con il mio disordine che ho sempre considerato “creativo”.

Vestiti che dal lunedi’ cominciavano a stratificarsi sullo sgabello ikea rosa da 9 euro e 90.

Scarpe che lentamente, invece di occupare le rispettive scatole, diventavano oggetti esposti tra l’ingresso, il corridoio e il salotto.

I cuscini, che anziche’ comodi fronzoli del divano, diventavano ingombri per le panche di legno del salotto.

Vestiti appena lavati che anzicche’ essere stirati e riposti nell’armadio, restavano settimane su una sedia in cucina.

E attenzione, non che io abbia mai avuto problemi a convivere con il mio disordine.

Anzi credo che in un certo senso facesse parte di me. Del mio modo di essere. Un vero compagno di vita.

Sono sempre stata come dire … diversamente ordinata?

Ma ci sono sempre stati specifici momenti in cui il mio poco ordine ha costituito un problema.

Le novita’!

I nuovi inizi sono sempre stati per me il trigger per mettere ordine.

Un azzeramento totale del disordine che ha sempre significato:

  • parto di nuovo! 
  • elimino il vecchio!
  • parto da qui!

Un nuovo lavoro? Ok, allora stiro tutte le camice e lucido tutte le scarpe di pelle.

Un nuovo corso in palestra? Ok, riordino tutto il mio armadio, sistemando la parte sportiva in un cassetto.

Un vestito nuovo? Be’ riorganizzo la disposizione della cabina armadio.

Un nuovo esame da preparare all’universita’? Bene, metto a posto tutti i libri. Ma soprattutto la scrivania … altrimenti non riesco a studiare e concentrarmi!

Davvero io ero cosi’. E non sono cambiata!

Perche’ sono cosi’ anche adesso!

Perche’ per me “disordine” significa “vecchio”.

E se devo ricominciare, ho bisogno di eliminare il passato per concentrarmi solo sul nuovo che avanza.

Ma la domanda e’, adesso che sono in viaggio – che di per se – e’ gia’ un nuovo inizio … cosa riordinare?

Il mio zaino e’ gia’ stato suddiviso in buste. Logicamente pensate.

Magliette sportive, pantaloncini, pantaloni lunghi, canottiere, leggins …

Che spesso la disposizione delle mie buste e’ paranoica. Materiale da studio. Da Serial Killer.

Non pensate anche voi che sarebbe il momento migliore per mettere ordine, soprattutto nella mia testa?

A patto che ci sia veramente qualcosa da chiarire!

Perche’ – in realta’ – l’odine vero piu’ che degli oggetti, e’ uno stato mentale!

E voi? Cosa state riordinando?

Buongiorno Italy

Kisses

Antonia

PS: tra poche ore partiremo. destinazione “KINABATANG RIVER” per 2 giorni nella giungla …