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Kuala Lumpur, 11 Settembre 2013

Quando ieri pomeriggio alle 16 scendevo dal mio aereo, passando dall’aria condizionata (da felpa) ai 30gradi + 80% di umidita’ della Malesia, il mio corpo ha avuto una specie di shock.

Cavolo se fa caldo qui!!

Non sudavo da mesi. Si, perche’ non so per quale legge fisica ma in Australia non si suda. Neppure se ci sono 35 gradi.

Possiamo dirlo che quelli c’hanno tutte le fortune?? E si, diciamolo!

Non vi diro’ che lasciare l’Australia e’ stata durissima eh … e che oggi quando The Dux incontrava biondi a caso per strada esclamava: “Lui e’ australiano sicuro … !” … con la faccia piangente da spot pubblicitario “Costa Crociere”.

Per me invece e’ stato diverso.

E’ come se avessi gia’ metabolizzato il distacco. Io sono fatta così!

Ma me la sono guardata ben bene dall’aereo, mentre la sorvolavamo.

Ho visto lentamente la fitta citta’ di Melbourne trasformarsi in piccoli villaggi, per poi lasciare spazio a complete distese di verde. Che, col passare dei km cambiavano di colore. Trasformadosi nel rosso accesso del deserto australiano.

E quando la guardi da su … ti accorgi di quanto sia grande. Di quanto sia poco popolata. Di quanto sia selvaggia. E di quanto sia maledettamente bella con quei colori che sono solo suoi!

Mi manchera’ tanto l’Australia …

Anche perche’, come dicevo ai miei amici a Melboune la sera prima di partire, le persone si abituano facilmente alle condizioni “facili”.

E l’Australia e’ proprio così … facile …

E’ bello viverci e lavorarci. E’ molto più bello viaggiarci.

Ma nonostante il mood un po’ nostalgico del viaggio, appena arrivata a Kuala Lunpur ho provato una gran bella sensazione.

Tante persone per strada che si muovevano disordinatamente.

Clacson di automobili che suonavano anche senza motivo.

Motorini che si inserivano ovunque tra le macchine.

Un vociare costante.

Street market ad ogni angolo.

Facce asiatiche che si intrecciano a religione musulmana.

Little India che ti sorprende e Steet Japan che ti tenta con i suoi dolici e il suo modo unico di presentarsi.

Ecco di nuovo le moschee.

I versi del corano che suonano in certe parti della citta’.

Odori diversi in tutte le vie del centro.

Odori talvolta troppo forti e disgustosi. Talvolta delicati.

Contaminazioni culturali di ogni tipo.

E poi frutta tropicale. Colorata. Dolcissima. Che la mangerei anche solo per quanto e’ bella.

Certi ristoranti della little India in cui non ci sono i menu. In cui ti siedi e loro ti portano da mangiare. In cui sei tu l’unica straniera.

Cibo semplice. Ma cibo buono. Che ti sazia.

E poi i prezzi… che diventano bassi. Bassissimi. Che la tua cena la paghi 2 dollari!!

Kuala Lumpur non e’ di certo una citta’ esteticamente ‘perfetta’. Almeno non lo e’ per me.

Non e’ di certo spettacolare come Shanghai o Hong Kong. Ma non ha neppure la puzza di Pechino.

E’ una citta’ tutto sommato verde. E te ne accorgi quando ci stai per atterrare.

Il centro e’ completamente circondato da foreste di palme. Non quelle reali (per intenderci, non quelle alte californiane), quelle bassocce e grandi. Che non lasciano spazi. Che coprono tutto.

Ed essere ripiombata all’improvviso in questa “imperfezione” chiamata “metropoli asiatica” mi e’ piaciuto. Devo ammetterlo!

Stamattina, salendo sul terrazzo del mio ostello, mentre facevo colazione, me ne sono stata li’ ad osservare i tetti di quelle case basse, che sembravano arrampicarsi una sull’altra. Che, ancora una volta, non sono di certo esteticamente “belle” … ma sono maledettamente reali.

Sono umanamente imperfette. Sono quello che gran parte delle persone vede/vive nel mondo giornalmente.

Ed in mezzo a questa massa di case … ecco spuntare un tempio bellissimo.

Colorato.

E poi ancora quel vociare. Che mi ha tenuto compagnia tra il mio caffè e il mio pane e marmellata.

E ancora lingue che si mischiano. Che dicono cose che tu non capisci. E che anche se cerchi di sforzarti non capirai mai.

Che pero’ ti sanno di vita. Di Vita vera! E di diversità …

Benvenuti in Asia.

Domani si va nel Borneo 😀 [feeling happy] …

Buongiorno Italia.

Kisses

Antonia

PS: in soli 2 giorni ho gia’ collezionato 2 afte e un tatuaggio indiano henne (mamma tranquilla … va via in 10 giorni!)

[Alcune foto di questo post sono state scattate a Melbourne. Non abbiamo ancora scaricato quelle fatte qui in Asia. Le uniche già visibili sono gli scatti del mio Instragram. Inoltre, troverete la mia faccia ovunque perché mi e’ stato detto che non metto mai mie foto … abbiate pieta’ … non mi trucco da tipo 6 mesi]

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