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Great Ocean Road, 7 Settembre 2013

C’e’ una sola cosa a cui non ho mai rinunciato, anche durante il mio Gap Year fatto di austerity: andare al cinema.

A quello – credo/spero – non rinuncero’ mai.

Guardare i film, soprattutto quelli belli e interessanti, mi fa letteralmente entrare in un’altra dimensione. In un certo senso, e’ come viaggiare.

E sono sicura che la mia spiccata fantasia/creativita’ sia molto legata alle pellicole che mi hanno tenuta compagnia negli anni e fatto sognare!

E … si … alla fine ieri sera ho convinto The Dux a fare una chiusa di 2 ore e mezzo in uno dei cinema (che per i prezzi dovrebbero essere chiamati “gioiellerie”) di Melbourne.

Non volevo lasciare il paese senza aver visto in lingua originale “JOBS”.

E attenzione eh, non che io ne abbia mai subito particolarmente il fascino/carisma … anzi devo dire che dopo la sputtanatissima “KEEP CALM & +cazzata a caso” anche il suo “Stay hungry, stay foolish”, che ha spopolato su tutte le bacheche di facebook, mi ha sempre tanto saputo di troppo “inflazionato”, “fuffologo”  e di poco di sostanza.

Uno di quei discorsi all’americana che sanno di tutto e di niente.

Ma in fondo devo ammetterlo, Lui sarebbe fiero di me e della mia composizione tecnologica fatta di IPOD+IPHONE+IPAD+MACAIR …

E come dire … se ti piacciono i suoi “figlioletti” probabilmente vale almeno la pena di sapere qualcosa in piu’ sull’uomo che li ha messi al mondo.

Non credete?

Ed e’ da qui che nasce forse la mia curiosita’ per quest’uomo.

Che il film sia stato pensato per mettere in luce Jobs lo si capisce al volo. Gia’ solo per la scelta dell’attore (Ashton Kutcher) che, diciamocelo, difficilmente riesci a farti stare sulle scatole.

Ma che poi, Mister Apple era davvero cosi’ gnocco nella realta’?

Il film nel suo complesso non mi ha fatta impazzire. Forse mi aspettavo qualcosa di più!

E’ come se il racconto, quello vero, su certi punti non venisse troppo fuori dalla pellicola.

Alcuni passaggi e cambiamenti della persona vengono quasi dati per scontati.

Ad esempio, per chi tra voi non lo sapesse, Steve Jobs fu letteralmente cacciato dall’azienda da Lui creata. L’azienda a cui aveva dedicato la sua vita.

Cosi, da un momento all’altro.

Ed in questo passaggio così cruciale il film non esplode come dovrebbe. Di quel periodo di “creativita” e quasi “redenzione” da quello che era stato … la pellicola da solo una superficiale panoramica. Nulla di piu’.

Stessa cosa sulle fasi finali della sua vita. Quelle in cui veramente sperimenta un’elevazione.

Ma anche in questo caso il racconto si ferma sempre prima. E quindi e’ lo spettatore a dover intuire verita’ taciute.

Parliamo invece di Lui. Mister Jobs.

Se fosse stato il mio capo/collega, l’avrei odiato a morte. Mi sarei attaccata la sua foto su una delle pareti di casa e probabilmente mi sarei esercitata al gioco delle freccette con la sua faccia.

Se fosse stato mio padre, probabilmente l’avrei detestato … per lo meno se fossi stata la figlia dimenticata della prima parte della sua vita.

Se fosse stato un mio contemporaneo. Se fossimo cresciuti entrambe nella Silicon Valley degli anni ’70, in quell’atmosfera di “impossible is nothing” … probabilmente ne avrei subito maledettamente il fascino.

Perche’ gli uomini cosi’ lasciano sempre il segno. Nel bene e nel male.

Puoi amarli, detestarli, desiderarne il collasso … ma di solito non ti lasciano indifferente.

Ed il vero aspetto positivo del film e’ stato quello di stimolare ulteriormente la mia curiosita’ su di lui.

Tant’e’ che appena arrivata in ostello, mi sono subito andata a cercare il famoso discorso di Jobs agli universitari di Stanford.

E devo ammetterlo, ho trovato alcuni punti molto interessanti. 

“… essere stato licenziato dalla Apple e’ stata la mia piu’ grande fortuna…quel periodo e’ stato uno tra i piu’ creativi della mia vita …”

Avete presente quella sensazione che si puo’ provare quando si vede sfumare, in pochi secondi, tutta un’intera vita? Quando all’improvviso ti ritrovi solo. A pensare che – forse – l’aver dedicato tutto te stesso a qualcosa sia servito a poco o a nulla? Be’ … credo che Lui abbia provato esattamente questa sensazione. L’aver capito che focalizzarsi troppo su una sola singola cosa (in questo caso il lavoro) sia stato il suo piu’ grande errore.

E trovo molto interessante pensare che una cosi’ grossa delusione possa diventare il trigger di una nuova vita.

Di una esistenza diversa. Nuova. Fatta non più di bianco e di nero, ma di sfumature. Di tante cose. Tutte diverse. E tutte belle.

E trovo ci sia un forte messaggio di speranza in tutto cio’. Di fiducia nel futuro che – spesso – puo’ stupirti in modi che tu non avevi pensato.

“…il valore della retrospezione…”

I tipi come JOBS non si laureano. Tie’, se mi avessero detto che Lui era un Master Degree con massimo dei voti … ci sarei quasi rimasta male!

Quelli come Lui sono gli intelligenti che non si applicano. Il genio e stregolatezza.

E infatti, anzicche’ seguire i corsi di elettronica, subito dopo essere tornato dall’India, Mister Apple … si dilettava a seguire corsi di “Calligrafia”.

Che di li’ a 10 anni … si sarebbero rivelati la sua piu’ grande fortuna. Il segno distintivo della sua azienda. La grafica. Il concetto che le persone cercano non solo il funzionale ma anche e soprattutto il “bello”. Il graficamente confortevole.

E solo a posteriore Lui ha constatato di quanto importante sia stato nella sua vita seguire dei corsi considerati per i molti inutili.

Non sara’ forse che seguire le proprie aspirazioni e i propri interessi ti premia a prescindere? Ancora una volta, in modi che noi non possiamo prevedere.

E forse analizzare le proprie azioni e la nostra vita a posteriori, puo’ essere assolutamente illuminate. Un’analisi di questo tipo ti mostra si … i tuoi errori … ma anche gli elementi che nel tempo si sono dimostrati punti di forza.

 “…vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo…”

Quando Job scopri’ di avere un tumore al pancreas, i medici gli avevano predetto un tempo di vita di massimo 3 mesi.

Cosa fareste se sapesse di avere un tempo limitato? Un tempo breve davanti a voi? Anni, mesi e perche’ no … giorni!

Non cerchereste di fare tutto quello che piu’ vi piace?

Spendere tempo con le persone a cui si vuole bene.

Fare quel viaggio rimandato troppe volte.

Telefonare a quella persona.

Andare a teatro.

Fare quella passeggiata.

Abbracciare il tuo Lui, tuo figlio. La persona che ami.

Ed alla fine, e’ questo Jobs che mi ha veramente affascinata. Non il CEO milionario dell’azienda che ha – indiscutibilmente – rivoluzionato il mondo.

Perche’ tra l’imprenditore intuitivo, spesso schiavista, disumano e lo Steve Job del post-licenziamento la differenza e’ un’anima.

Una vita vera. Fatta di cose vere.

Di amore per una donna, di figli, di una casa finalmente arredata, di un giardino da curare.

Se c’e’ un messaggio che mi porto a casa dal film e’ che il più grave degli errori e’ quello che non commettiamo.

Perche’ chi vive davvero sbaglia. E chi capisce i propri errori … impara!

Buongiorno Italia

Kisses

Antonia

PS: questo post e’ dedicato alla scrittrice del blog “Tanto vinco io” che ho seguito tanto tempo.