ImmagineLaunceston, 3 Settembre 2013

Nell’ultimo periodo sto ricevendo tante email. Soprattutto da ragazze che, oltre a farmi molte domande sull’Australia e sulle possibilita’ offerte dal Working Holliday Visa in questa terra, inseriscono nelle loro lettere frasi del tipo “Quanto sei fortunata” o peggio meglio “Come ti invidio”.

Il che, spesso, mi fa molto sorridere.

Innanzitutto, per l’innegabile potere del web. Che crea unione. E che ci fa spesso immedesimare nelle vite degli altri.

Perche’ talvolta, anche solo leggendo 4 articoli a settimana e alcuni twitt giornalieri abbiamo la sensazione di conoscere una persona veramente.

E non fraintendetemi io sono la prima a farlo.

Solo che – credetemi – io non mi invidio affatto!

Perche’ guardandomi da fuori, spesso, non vedo la vita “perfetta” che forse traspare dalle riga di questo blog. Dove la positivita’ e la felicita’ sono spesso un desiderio piu’ che uno stato reale.

Io sono fortunata e’ vero, ma non di piu’ di chi mi legge stando nella propria stanza a casa. A leggere un libro. A guardare la tv. Ad abbracciare il proprio piccolo. Non di piu’ di chi sta in ufficio a sognare di scappar via.

La mia vita non e’ perfetta.  Perche’ io non lo sono.

Anzi.

Credo di essere una tra le persone piu’ spigolose, inutilmente problematiche, permalose e incoerenti che conosca.

E il fatto buffo e’ che il mio essere sorridente, spesso, diventa anche la mia maschera perfetta. La mia piu’ grande difesa.

E anche il fatto di viaggiare, che di per se e’ una cosa bellissima. La piu’ bella del mondo. Comporta innegabili sacrifici.

Materiali innanzitutto (perché prevede un forte taglio delle spese). Ma spesso anche emotivi (vedi lontananza da amici e persone care).

Quando abbiamo deciso di intraprendere questa strada, abbiamo stravolto le nostre vite.

Abbiamo cambiato radicalmente il nostro stile di vita.

E non e’ un caso, credo, che una mia amica virtuale abbia chiamato il suo blog “cambio rotta” … credo non ci sia nome più azzeccato. Dato che e’ proprio di questo che si parla!

Perche’ decisioni importanti richiedono spesso rinunce forti.

Talvolta anche a cose che amiamo fare.

Ad esempio, nonostante il mio amore infinito per la Toscana, mi sono ritrovata a dover dire no alle gite fuori porta nei week end in questa regione magica. E alle sue terme (che adoro).

Ho detto no a quelle colline che al tramonto si colorano di rosa. Che non c’e’ posto al mondo dove puoi ritrovarle.

Ho detto no ai viaggi all’estero nelle capitali Europee.

Ho dato un taglio radicale alle cene fuori con gli amici. Che erano per me/noi un modo di condividere e di vivere a pieno una citta’ come Roma. Che e’ arte e buon cibo insieme.

Certo, abbiamo riscoperto il piacere di qualche ora di piu’ passata in casa.

Ma il cambiamento c’e’ stato. E per me e’ stato forte.

Per non parlare poi di un lungo distacco di 1 + 4 mesi, nel corso dello stesso anno. Che non e’ poco. E’ tanto. Tantissimo.

Soprattutto se chi resta a casa, risiede momentaneamente nella ridente cittadina di “in inverno guardati le spalle”.

Dove solo per arrivare in ufficio alle 8.45am sei costretto a svegliarti alle 5 e devi salire su degli autobus in cui, anche i meno religiosi, pregano prima di metterci piede.

Perche’ la provincia delle grandi citta’ italiane e’ volgare. Talvolta sporca. E molto insicura.

E se non l’avete ancora visto, vi consiglio di vedere l’ultimo film di Virzi’ che si articola proprio in questi scenari apocalittici.

A tutto cio’ aggiungete che, chi dei due arriva con un delay di 4 mesi, in un posto dove si e’ gia’ fatto gruppo, c’e’ anche la “fatica” dell’inserimento.

C’e’ il  doversi fare spazio, restando in punta di piedi in equilibri gia’ consolidati.

Per non parlare di aspettative forti che cozzano con realta’ diverse da quelle immaginate.

Che a volte la delusione e’ stata forte.

E non dimentichiamoci di loro. Le paure sul futuro …

Tutto questo per dire che ognuno di noi ha delle guerre da combattere. Alcuni – i piu’ fortunati – si confrontano solo con piccole battaglie.

Altri spendono la loro intera esistenza a prendere a pugni la vita.

E spendere molto tempo nelle case dei ricchi australiani, mi ha dato grandi lezioni su questo tema!

Mi ha mostrato che anche i luccichii esterni a volte nascondono opacita’. Che non si vede a prima vista. Che la si scorge solo stando fermi e osservando attentamente.

Ma c’e’. Ed e’ spesso nascosta dagli occhi velatamente insoddisfatti di chi ti parla.

C’e’ dietro quei troppi bicchieri, bevuti da quelle donne che spendono troppo tempo ad aspettare chi non arriva.

C’e’ dietro a quelle convivenze ossessive con gatti e cani, a cui spesso si vuole attribuire il ruolo di bambini mai avuti e compagni poco presenti.

C’e’ dietro quei troppi oggetti acquistati, come a riempire vuoti incolmabili.

C’e’ dietro i silenzi. E gli occhi lucidi.

Per cui, tu che mi leggi. Che pensi di non essere fortunato.

Che pensi di avere qualcosa in meno.

Guarda bene la tua vita. Osservati nel profondo.

Perche’ la bellezza e la perfezione sta veramente negli occhi di guarda!

E il mio vero proposito per questo lungo viaggio, e’ proprio questo.

Vedere la bellezza laddove c’e’. Ma soprattutto inventarmela laddove proprio non riesco a scorgerla.

Sconfiggere – se possibile – la paranoia del “numero 1” a tutti i costi.

Volermi bene cosi’ come sono.

Accettarmi. Anche senza trucco. Anche coi capelli crespi. Anche con le occhiaie. Anche  con 3 kg in piu’.

Accettare le mia vita e le mie azioni cosi’ come sono.

Imperfette.

Sentirmi fortunata oggi. E sorridere felice anche del mio passato, su un letto a castello in stanza condivisa.

Perche’ alla fine, e’ proprio vero, la vita e’ un viaggio.

E la destinazione e’ di per se la piu’ effimera delle circostanze.

Buon giorno a tutti!!

Kisses

Antonia

PS: oggi si cambia citta’. Destinazione Melbourne.

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