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Brisbane, 28 Agosto 2013

Secoli fa, mentre io ci davo dentro di “gira la moda”, the Dux pippava di brutto di “Diavolo della Tasmania”.

Ed e’ per questa “validissima” motivazione che oggi, alle 13.20 abbiamo messo piede ad Hobart

Ecco le mie primissime osservazioni appena scesa dall’aereo:

  1. “Cazzo Accidenti, fa freddo di brutto eh!”
  2. “L’aeroporto e’ piccolissimo, sembra quello di Lamezia Terme!”
  3. “Oh, ma quella come ci fa a stare con le ballerine di pizzo co sto freddo. Ma che e’ Super Vicki?”

Contemporaneamente, the Dux esclamava:

  1. “Ma la senti quest’aria pulita? Lo sai che in Tasmania vengono condotti gli studi piu’ importanti sul monitoraggio della qualita’ dell’aria nel mondo? E dove se no, siamo di fronte Antartica!”
  2. “Ah, io li adoro gli aeroporti piccoli. Atteri, prendi il bagaglio e in un secondo sei fuori! Easy!”
  3. “Ma ti sei gia’ imbacuccata tutta? Ma non le vedi le altre con infradito e maglietta?” (***e sti cazzi???***)

Si, le chiamano “Affinita’ elettive”!  

Ad ogni modo, il superamento delle mie prevedibili e immancabili barriere mentali all’ingresso verso tutto cio’ che e’ nuovo e soprattutto diverso dalla routine e’ stato piu’ veloce del previsto.

Alle 13.40 ritiravamo gli zaini. Alle 14, la macchina. Alle 14.30, eravamo gia’ fuori dal nostro ostello. Alle 15, gia’ immersi in un urban safary durato 6 ore.

Che solo chi ha provato l’orrore l’ebbrezza di viaggiare con il mio Lui sa quante cose si possono fare/vedere e quanti km possono essere calpestati in sole 6 ore.

Hobart e’ una citta’ che non ti aspetti.

Quando cammini per le sue vie, la sensazione immediata e’ quella di non trovarti piu’ in Australia. O per lo meno, non in quel paese in cui mi ero abituata a vivere.

Il paesaggio e’ molto diverso. E le persone anche.

I capelli si scuriscono.

E le bionde e aitanti yummy mummy dei quartieri posh di Brisbane, lasciano il posto a piu’ “rotonde” e umane creature.

Che … “VIVA DIO!!”

Com’era? “Il mare mette fame, ma la montagna di più!”

E si, qui stai sul mare. Ma fa un freddo boia e le tipe hanno tutto il diritto di mangiare quanto gli pare! Ecco, l’ho detto!

Le atmosfere che si respirano per strada hanno uno stampo decisamente nord europeo.

Che, nemmeno a dirlo, io amo.

La parte della citta’ che si affaccia sul porto e’ esattamente come la vorresti.

Pulita, schematica, fatta di casolari mai troppo alti dove viene venduto il pesce appena pescato.

Un paesaggio fatto di gabbiani. Di lento camminare. E Di luce. Che non e’ piu’ quella sub-tropicale di Brisbane, ma che mantiene comunque colori vivi.

Belli da guardare e fotografare.

Chi si trova sul porto vede, da una parte, il mare.

Perfettamente incorniciato, come fosse un lago, da un golfo che sembra di cespugli verdissimi e rigogliosi.

Che al calare del sole, si illumina lentamente con le prime luci domestiche delle abitazioni, che restano nascoste tra la natura.

L’effetto complessivo e’ molto simile a quello di luci natalizie applicate accuratamente ad una foresta. O qualcosa del genere!

Dall’altra parte, il Monte Wellington. Che di certo non puo’ essere definito un monte altissimo. Me che cattura comunue la tua attenzione.

Soprattutto se hai passato gli ultimi mesi nel Queensland. Dove la collina, a limite, e’ duna marina. Ed e’ fatta di sabbia.

La parte di Hobart che mi e’ piaciuta di piu’ e’ quella di Battery Point.

Qui lo stile coloniale si fa veramente raffinato.

Le vie si restringono. E i locali che animano il quartiere diventano finalmente bistro’.

Quello che ti colpisce maggiormente e’ l’estetica complessiva delle case. Che non e’ quella metropolitana di Sydney, ne’ quella delle case di Brisbane, in impeccabile Stile Queensland.

In questa zona tutto risulta mondo piu’ British. Solo con spazi piu’ grandi. E con una quantita’ di “verde” che ti ricorda dove ti trovi.

Ogni casa, anche la piu’ piccola, ha un piccolo giardino all’ingresso.

Curato e fiorito, che ti accompagna fino all’uscio di casa.

Che neppure con troppa immaginazione, la donnina che prepara i biscotti al burro e cannella, con lo scialle ricamato che cade sulle spalle, quasi la riesci a vedere.

E’ molto freddo stasera. E l’aria che si respira sembra veramente quella di montagna.

Che se non fosse per uno dei miei buoni propositi “BASTA CIBO SPAZZATURA”, una cioccolata calda non me la leverebbe nessuno!

Magari seduta in uno di quei localetti piccoli e caldi di cui ho leccato la vetrina fino a qualche ora fa!

Hobart e’ bella.

E lo ammetto, non me l’aspettavo cosi’!

I graffiti per la citta’.

Il perfetto equilibrio tra modernita’ e natura.

Le luci soffuse dei locali del centro. 

E le imbarcazioni che la guardano dal porto.

Tutto la fa sembrare una citta’ “calda”. Anche se siamo nel punto piu’ a Sud dell’Australia.

E anche se il termometro segna quasi zero gradi. 

Buongiono Italia

Kisses

Antonia

PS: sappiate che quando i radical chic europei si saranno stancati di “Berlino, la nuova Londra” e “Le vacanze estive solo a TelAviv”“Non solo Moda” fara’ uno speciale “Hobart. Profumi. Sapori. Colori”  … io tremo e voi? 🙂

PPS: avrei voluto aggiungere al post molte più foto, ma la connessione internet che mi sembrava già lenta a Brisbane qui e’ semi-morta. Lentissima. Se viva di vedere qualche foto in più, come sempre troverete qualcosa in più su Instagram (intervistedalmondo) e Twitter (@intervistedalmo)