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Brisbane, 8 Agosto 2013

Non siamo sempre noi a scegliere la gente che ci circonda. Anzi. Spesso la subiamo. Con esiti che possono essere a volte positivi, altre volte disastrosi.

Siamo costantemente circondati da quelle persone che, a volte solo per pura casualita’, si trovano nel nostro stesso “girone degli eventi”. Vedi ad esempio i compagni di classe.

Che mai come in questa occasione l’inflazionatissima “accomunati da uno stesso destino” ci sta benissimo!

Il perche’ di cotanta profonda riflessione (che poco si addice alla sottoscritta)… si cela dietro alla banale e normale passeggiata quotidiana in quel di Gordon Park!

Che una volta era lo scarico del bagno ad ispirarmi.

Ora ci pensano le passeggiate all’aria aperta. Che, tutto sommato, mi pare comunque un gran salto di qualita’.

Dalla merda ai mosquitoes giganti.

Che grande verita’! Perche’ in Australia pure le zanzare sono piu’ grandi. #Sapevatelo

E quando ti pungono, producono brufoli di natura permanente. E le mie braccia a pois rosse, ne sono la prova vivente.

Mentre camminavo con Moccy lungo quel percorso fatto centinaia di volte, mi e’ venuto in mente che non e’ stato Lui a volermi come Tata. Ma che mi ha letteralmente subito.

Anche perché, se il povero avesse avuto la minima capacita’ cognitiva e decisionale, di certo non avrebbe scelto mai una baby sitter che in vece di “stella stellina la notte si avvicina” … ci da dentro di

Regina di cuori ti vesto di fiori

Ti giurò l’amore ma non l’eterna fedeltà

M’ami non m’ami ma m’ami”

Che si … dopo “La Guerra di Piero” ho sospettato che il pupo avesse bisogno di un cambio totale nel genere! E cosi’ l’ho fatto … mi sono buttata. E i Litfiba mi sono sembrati una valida (quanto opinabile) alternativa …

E anche la MOM in fondo … se capisse davvero che non canto di “vecchia fattoria ia ia oh” mi licenzierebbe al volo!

Ma per fortuna lei non sa che ho un blog. E soprattutto la sua conoscenza dell’italiano e’ pari alla mia del tedesco… (almeno credo/spero!?)

Con Moccy in questi mesi ci siamo detti di tutto.

E nonostante la nostra differenza di eta’ (30 anni … che mentre lo scrivo mi trema la mano) abbiamo avuto un rapporto alla pari.

Io l’ho decisamente trattato come una persona, non come un infante.

Mi sono rivolta a lui come avrei potuto rivolgermi ad un amico.

(Spero che nessun assistente sociale stia leggendo.)

Abbiamo parlato di VISA, di casual job, abbiamo parlato male dei suoi genitori ma anche del mio Lui, quando c’e’ stata l’esigenza…

Abbiamo schifato il cibo insipido preparato dalla sua MOM.

Ci siamo vicendevolmente asciugati le lacrime quando ne avevamo bisogno.

Ci siamo tenuti stretti in abbracci caldi.

Ci siamo dati baci appassionati.

Tra noi ci sono stati sorrisi complici e sguardi profondi.

Che The Dux avrebbe materiale sufficiente per essere finalmente geloso. 

Eppure non ci siamo scelti! Ci siamo vicendevolmente subiti.

E’ stato il destino (a cui non credo tra l’atro …ah le ragioni narrative!) a buttarci li’ insieme. Senza che nessuno di noi lo volesse davvero.

O comunque di certo non io. Che il 29 Dicembre 2012, quando salivo su quell’aereo a Fiumicino … a tutto pensavo meno di stringere rapporti con un 4mesenne alto meno di 50 cm.

Eppure e’ accaduto.

E non avendo la minima idea di come il genere Moccy guardasse alla vita e affrontasse il mondo, sono andata un po’ a braccio.

Commettendo probabilmente un’infinita’ di errori.

Che tradotto significa, ad esempio, niente “Stellina della tata vuoi la pappina??”

Perche’ purtroppo simulare la vocina e’ uno skill che credo non acquisiro’ mai!

Eppure, nonostante ME e i suoi GENITORI. Che insieme facciamo il popolo dei disadattati e sprovveduti.

Mentre guardavo quella ex-polpetta … che piano piano si sta tramutando in patata (e i romani all’ascolto sono pregati di non pensare male. grazie)mi e’ sembrato tutto terribilmente bello.

Ma bello davvero.

“Sei un fiore che e’ cresciuto sull’asfalto e sul cemento”

(Lorenzo J. docet)

Premessa, non che Lui non sia ancora un gran rompi maroni.

O che il mio atteggiamento nei confronti della specie infante sia mutato totalmente.

Anzi.

Lui continua a sputare quando il cibo non gli piace, caga verde/arancio e comunque oltre le sue possibilita’ fisiche, vomita a bestia, smocciola, si mangia i miei orecchini e mi strappa i capelli (che ha fatto precedentemente increspare con la sua stessa inquietante saliva).

Ah dimenticavo… e le sue unghie hanno una ricrescita fuori dal normale.

Che i “fori” sul mio collo … credo che difficilmente si rimargineranno mai.

Eppure oggi mentre lo guardavo, mi e’ sembrato “perfetto”.

E terribilmente cresciuto.

E sottolineo che oggi non ho il ciclo. Non sono in SPM. E non possono quindi essere gli ormoni a confondermi le idee. Sono decisamente in stato di “quiete” (almeno apparente).

Non so, e’ che con quelle guaciotte rosse e tonde e quel sorrisetto forzato a mostrare fiero i suoi due dentini, mi e’ sembrato tanto CARINO!

Una piccola opera d’arte.

Che tra un suo abbraccio appassionato e una Chanel, forse oggi avrei capitolato al calore umano. Forse pero’… 

Sto (credo) evidentemente male.

E’ che quel gattonare, raggiungermi, arrampicarsi sulla mia gamba e abbracciarla come per dire “Ehi ciccia sono qui!!”

Quel suo ballare buffo, mentre mi insegue nel girello, per simulare il mio di ballo stupido…

Mi ha fatto pensare a quanto alla fine io sia stata fortunata ad incontrarlo.

Che di alti piu’ del metro e 50 ne ho incrociati tanti in questi mesi … ma credo che nessuno rimarra’ nei miei ricordi come lui.

E’ il primo vero amico sotto l’anno di eta’ che ho!

Moccy mi ha insegnato che, se riesci a superare quei mesi iniziali, in cui i loro occhi ti guardano ma non ti vedono. E in cui l’interazione e’ terribilmente uni-direzionale.

Alla fine, quei mostriciattoli sdentati sotto il metro, diventano delle personcine vere. E che nessuno e’ piu’ sincero di loro e dei loro occhi che ti guardano curiosi.

Mi ha fatto superare dei forti pregiudizi.

E mi ha fatto vedere quanto facile sia scrivere su quelle pagine bianche che sono la sua vita.

Quando profondamente (e involontariamente) si possa voler bene ad un bimbo che non deriva dalle tua budella.

E mentre passeggiavamo. Mentre lui mi guardava ignaro dal suo passeggino rosso (opacizzato dalle macchie di latte indelebile)  ho realizzato che tra meno di 18 giorni… le nostre strade si divideranno.

Che ritorneremo ad essere gli sconosciuti di un tempo.

E sebbene nella mia memoria ci sara’ sempre spazio per Lui.

Probabilmente Moccy non si ricordera’ nulla di me! Perché, a differenza mia, lui e’ tanto/troppo giovane …

Quindi “Antonia” per lui vorra’ dire NADA DE NADA.

Gli rimarranno (forse) dei racconti (distorti) dei suoi genitori (che probabilmente quando rassegnerò le dimissioni, cominceranno pure a detestarmi). \O/

Tristezza infinita.

Ho bisogno di tenere occupato il criceto con “qualcosa” a caso.

Il mio caro ed esilarante “amico” M., a questo punto, avrebbe detto “Ma i seri mai eh?? Ok, ho capito, vamo de cazzi e fregne va!” 

Andro’ a farmi di nutella.

Buongiorno Italia

Kisses

Antonia