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Brisbane, 7 Agosto 2013

Si, ok siamo sopravvissuti alla scorsa notte.

Anche se entrambi abbiamo dormito una merda veramente male. Malissimo.

E anche se la mia gastrite ha sguazzato allegra tra i miei succhi gastrici in liberta’.

E che dire. Siamo stati bravissimi. Perche’ abbiamo anche superato con successo una mattinata d’attesa infinita. Che a volte 4 ore ti sembrano 4 anni.

Perche’ forse non ve l’avevo ancora detto,  ma si … sono anche una persona ansiosa.

E non me ne faccio una colpa. Non ci posso fare nulla. Era scritto nel mio DNA.

Se tuo padre la sera prima della maturita’ ti dice “Bella de casa, prenditi lo XANAX che passa la paura” (che oggi i servizi sociali agirebbero per molto meno) il tuo futuro e’ gia’ scritto! Poco da fare.

E alla genetica si puo’ solo che capitolare!

E io l’ho fatto!

Erano le 22.30pm di ieri sera.

Io e Derrik (best friend occhi a mandorla), stavamo seduti come sempre nella stanza della televisione. Il punto di incontro della casa nel dopo cena.

Una sera come tante.

Sentiamo l’inconfondibile passo di The Dux che dalle scale scende giu’ e si infila in camera mia.

Anche in questo, nulla di nuovo!

Nulla di speciale.

Passano 5 minuti. Poi altri 10.

Fin quando Derrik mi fa notare – “Ma perche’ The Dux non ci raggiunge? Perche’ ci mette tanto stasera?”

“Si stara’ lavando” gli rispondo. Senza poi pensarci troppo.

Passano ancora altri 5 minuti. E poi ancora altri 10.

“Ok” gli dico “Vado un attimo a controllare”.

Mentre mi avvicino alla porta, sento la sua voce che farnetica nervosamente su qualcosa al telefono.

Cose come “Ah dovrei averlo lasciato li..” 

Apro la porta. Vedo la sua faccia. E capisco subito.

E’ evidentemente accaduto qualcosa.

Il colorito giallino del suo volto non mente!

“Che fai qui da solo? E’ successo qualcosa?”, gli chiedo.

“Non trovo piu’ il portafoglio”, mi risponde.

Sto zitta.

“Dovrei averlo lasciato a lavoro” aggiunge subito dopo.

Sto zitta.

“Ma hanno gia’ chiuso, mi tocca aspettare fino a domani” conclude.

Lo guardo.

Penso … “Dovrei??? Gia’ chiuso??? Aspettare fino a domani??? E che cazzo. Ma stiamo parlando del portafoglio con documenti, carta di credito e soldi insomma… Quello che ti conferisce una – se pur minima – certezza di esistenza quando sei all’estero. In un posto dove non sei nessuno. Se non la tua patente, il tuo passaporto e si … la tua maledettissima carta di credito??”

Respiro. Ma non filtro.

Rispondo “Certo che sei completamente inaffidabile!!”

Chiaramente, dopo meno di un minuto mi sento già una mezza stronza.

Anzi una stronza completa. A tutto tondo. Che facciamo prima.

Che poi, che senso ha incazzarsi con The Dux? Soprattutto per qualcosa che lui di certo non ha cercato volontariamente!

Prendermela con Lui e’ un po’ come sparare sulla Croce Rossa.

Completamente illogico.

Ma lo dite voi alla mia testa di contare fino a 10 prima di emettere suoni?

No, perche’ io ci ho provato. Con scarsi risultati.

Per intenderci, il mio The Dux e’ uno dei (credo) pochi al mondo che riescono a  commuoversi a Las Vegas ascoltando la voce di Bocelli, durante lo spettacolo di fontane del Bellagio. 

Con me di sottofondo che produco lamentele del tipo “Certo che cafonata eh”“Andiamo da Abercrombie?”

Abbiamo tutti cercato di far continuare la serata.

Lui ha provato a cenare. Anche qui con scarsi risultati.

Io mi sono messa a letto meno di 20 minuti dopo, perche’ la mia parte irrazionale desiderava ingiuriarlo.

E SI, SONO UN MOSTRO.

Il risultato, per entrambi, e’ stata una naturale sveglia alle 6.00am.

Una colazione alle 7.00am scarse.

Un’attesa infinita … per l’apertura del di Lui locale, fino alle 3.00pm.

Con i miei 4 neuroni che si dilettavano a creare i 1000 modi in cui un misterioso “QUALCUNO” avrebbe potuto rubare il suo portafoglio e usare la nostra carta di credito.

Tutto cio’ mentre gli australiani attorno a noi cercavano di rassicurarci con frasi “Ma dai non vi preoccupate, The Dux lo ritrovera’ di certo!” Aggiugendo la fastidiosissima “Don’t stress” … che su di me ha esattamente l’effetto opposto.

Piu’ mi dici di stare calma. Piu’ mi agito.

La mia testa e il mio stomaco sono andati avanti cosi’, fintanto che Lui non mi ha chiamato (mentre stavo con Moccy) dicendomi “Tutto ok, ritrovato!”

E anche li ho sentito il bisogno di aggiungere “Ma hai controllato l’estratto conto per vedere se e’ tutto ok?”

Ancora una volta, con la palpebra tremante. Che non c’e’ modo per farla smettere!

E dopo tutto sto giramento di stomaco.

Dato che la vita intanto continua. E il lavoro pure.

Vado al solito Gordon Park con Moccy.

E mentre cammino, mi accorgo che le mamme ripongono le loro borse tutte su un tavolo all’aperto … per camminare cosi’ piu’ agili nei 2 km di percorso con i loro passeggini.

Senza curarsi minimamente dei loro “oggetti”

Tanto chi mai potrebbe toccarli, vero?

Che si, mi sono sentita italiana.

Italiana e diffidente.

Diffidente senza possibilita’ di ritorno.

Benvenuti in Australia/Brisbane, il posto in cui la gente appiccica il proprio recapito dietro gli Iphone … perche’ – mi dicono – in caso di perdita … almeno chi lo trova sa dove riportarlo!

Buongiorno Italia

kisses

antonia

PS: le foto di oggi le abbiamo scattate in pausa pranzo .. durante l’attesa infinita 🙂ImmagineImmagineImmagine