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Brisbane, 30 Luglio 2013

CAMPAGNA DEL GIORNO: FATTI UNA DOMANDA E RISPONDITI PURE!

Caro lettore, ti stai per imbattere nella campagna dedicata ai Nati strani (che al “gene” non si comada). Se hai voglia e soprattutto qualche minuto da buttare partecipa anche tu al “Fatti ‘na domanda e risponditi pure, che tanto se non ci pensi tu nessuno t’aiuta!”  Lasciate pure un commento, auto-rispondendo ad un vostro quesito (o ad una delle stupide domande che mi sono posta). Ogni domanda e’ ben accetta. Non esistono domande stupide! E benvenuti nel club!

1 COME TI CHIAMI?

La mia vita da Ingegnere naïf in Gap Year mi chiama Antonia“Antonia” significa per me indipendenza. Quella acquisita con gli anni. Il lavoro. Ma soprattutto i viaggi.

Ma per l’anagrafe resto sempre quel gran mostro di Antonia Maria.

Che, mille grazie mamma e papa’!

Tuttavia gli amici tentano di darmi quel tocco di verve, chiamandomi Bob.

Nome che di solito genera molto ilarita’ soprattutto tra i ristoratori romani.

“Buonasera, potrei prenotare un tavolo per quattro?”

“Certo. Dica er nome?”

“BOB”

“Se mo te chiami Bob! A me me pare che sei na donna??”

“SI, ok … e’ un soprannome, il mio vero nome e’ Antonia. Ma puo’ salvare la prenotazione a nome “BOB” per piacere … sa noi ci divertiamo con poco”

“Antonia?”

“Si mi chiamo Antonia, perche’?”

“Mhaaa. A me … me pareva che c’era solo Antonio. Mo c’e’ pure Antonia?”

“Si, c’e’ anche Antonia. E io mi chiamo cosi’! Stronzo

“Ah, allora lasciame pure er numero…”

“OK”  

Ah … quanto mi manca la prenotazione ristorante del venerdi’ sera!

La mia famiglia pero’ si ostina a chiamarmi Antonella. Nome che continua a fare vagamente “Non e’ la Rai”, non trovate?

Detto cio’, gli eventuali problemi di personalita’ quadrupla, che prima o poi si accaniranno sulla mia gia’ poco stabile psiche, avranno una loro radice ben chiara (testamento per il mio futuro psichiatra). 

La terrificante storia dei miei nomi potrebbe essere sinteticamente riassunta dal titolo “Ecco come i genitori possono distruggere la vita di un povero figlio”.

Anzi, ne approfitto.

Cari mamma e papa’, mille grazie di aver tradotto le vostre allucinazioni post-parto nel mio biglietto da visita all’anagrafe. Che si … portero’ con me fino alla tomba! Sappiate che ai tempi dell’universita’, ricevendo il certificato dell’esame di inglese intestato ad una tale inesistente Antonella, avendo cosi’ visto la mia sessione di laurea sfumare in un attimo … a causa di questo simpatico dettaglio, ho desiderato piu’ o meno chiedere il divorzio … si da VOI! Con affetto.Vostra figlia dal nome variabile.

2 QUAL’E’ LA TUA CITTA’ D’ORIGINE?

Sono nata nella citta’ di Reggio Calabria.

Ho vissuto fino all’eta’ di 8 anni in un paesino chiamato Mulini di Calanna. Che lo conosciamo io, la famiglia di mia mamma, forse il fondatore non pervenuto e lo scrittore di “Gente in Aspromonte”.

Trasferendomi – successivamente – in un’altra ridente zona chiamata San Giuseppe.

Sono cresciuta a pane e Parco della Mondialita’. Un indimenticabile posto che prende vita tra le strade di Gallico Superiore.

Fatto le medie a Catona.

L’universita’ a Cosenza.

Per poi trasferirmi per lavoro a Roma.

Ahhhh le radici … 

3 SEI LAUREATO?

Si, sono laureata in Ingegneria con 110 e Lode.

E sappiate che non me ne vanto.

Perche’ se parli a botte di assiomi e teoremi anche nella vita reale e se gestisci le tue azioni con processi di causa – effetto, stile “funzione di trasferimento”… significa che hai un problema.

Buongiorno, mi chiamo forse Antonia, sono forse nata in Calabria e ho forse un problema di “controllo automatico” della mia esistenza.

Nello specifico, il mio sistema dinamico “vita” ha difficolta’ di stanziamento in un punto di equilibrio nello spazio.

Non ancora ben identificata l’origine della rottura degli equilibri.

Resta esclusa la causa esterna, per mancata identificazione di una variabile esogena.

Molto piu’ probabile e accreditata e’ invece l’azione di una variabile endogena.

Rottura dell’equilibrio causata – quindi – da una maledetta variabile interna al sistema. Anche questa, non ancora ben identificata.

Che il prof. Pugl… sarebbe orgoglioso di me! Non vedo un’applicazione più pratica di così …

4 HAI UN LAVORO?

Anche la sfera lavorativa e’ attualmente affetta da doppia personalita’!

La mia vita “normale” lavora per una societa’ italiana che ha come core business … quello di fare comunicare la gente.

Dannato romanticismo da macchinetta del caffè!! Eh che io dovrei essere donna di comunicazione e marketing non di test! #sapevatelo

Tuttavia la mia vita “irreale” – da 31enne in Gap Year – fa la baby sitter down under.

Lavoro che sta a me medesima, un po’ come quello di suora di clausura starebbe a Lady Gaga che canta “Paparazzi” pomiciando semi-nuda con lo gnoccolone del suo video.

Lavoro che pero’ mi consentira’ di tenere a bada – quando arriveranno – i capricci del mio utero da donna italiana.

Quando comincera’ ad essere affetto da ingestibile/inaccettabile “Senso materno”.

Che mentre lo scrivo ho i brividi.

Ma che dicono inizi a farsi sentire dopo i 30.

5 UNA COSA DELL’ITALIA CHE TI MANCA QUANDO SEI ALL’ESTERO?

Mi manca l’umorismo tagliente e sagace dei romani.

Le loro frasi – a volte irriverenti – che ti materializzano un concetto.

Tipo la celebre … “C’ho la bocca che e’ un pile”

Non saprei cosa altro aggiungere ecco …

6 UNA COSA DELL’ITALIA CHE NON TI MANCA QUANDO SEI ALL’ESTERO?

Imbattermi per sbaglio, ad esempio, nella Barbara Durso nazionale … girando i canali la domenica pomeriggio. Vedere le sue facce catatoniche che fanno show su catastrofi familiari.

La Santanche’. E pure quelli che la invitano a fare l’opinionista.

Ma che poi, per fare l’opinionista la conditio sine qua non dovrebbe essere almeno averla una propria idea, se pur confusa! Non trovate?

Ma anche Santoro che mi manda a NY, come inviata speciale, la principessina Borromeo … non mi manca molto.

Lei che mi spunta tra gli Occupy di Wall Strett con il suo Monclerino di ultima generazione e’ un po’ come Fini che mi comincia a cantare … che ne so

“Welcome to Tijuana

Tequila, sexo y marihuana”

Tutto estremamente ridicolo.

7 TI SENTI PIU’ ITALIANA O EUROPEA?

Mi sento molto Europea.

E credo che l’Europa sia l’unico regalo/scelta saggia che le poco sagge generazioni precedenti ci hanno lasciato in eredita’.

Quando ti scontri per la prima volta con l’odioso problema dell’ “Oddio mi scade il Visto”, ti accorgi di quanto bello sia poter scegliere in piena liberta’ il posto in cui vivere.

In cui progettare il tuo futuro.

L’Europa e’ un valore da difendere. Un privilegio da custodire.

L’Europa e’ pace tra le genti. E’ unione di popoli sotto un’unica bandiera.

E stare a testa in giu’ mi ha fatto capire quanto simili siano alla fine Italiani, Francesi, Tedeschi, Spagnoli, Greci ecc… nonostante le nostre indubbie diversita’!

Di quanto simili siano – ad esempio – le nostre lingue, le nostre tradizioni e il nostro amore per la cultura in genere!

E malgrado i disastri economici e la profonda crisi culturale di questi anni, credo che l’Europa abbia ancora tanto da dire.

Nonostante non riesca a trovare piu’ le parole per esprimersi.

Che ieri entrando nella sola galleria di ispirazione europea presente a Brissie. E respirando per un istante quell’inconfondibile atmosfera parigina, mi sono emozionata.

8 LA TUA CITTA’ PREFERITA AL MONDO?

Difficile. Non lo so.

Qualche anno fa avrei detto senza esitazione New York.

Qualche mese fa, forse San Francisco.

Oggi Sydney o Shanghai?

Non so davvero. E’ che in generale, preferisco le citta’ antiche.

Quelle che hanno una stroria da raccontare. Che hanno stratificato negli anni vicende e culture diverse. Anime, a volte, contrastanti. In Europa, credo che Londra sia la mia preferita.

9 SE PENSI AL TUO FUTURO TI SENTI PIU’ FIDUCIOSA, INCAZZATA O SPAVENTATA?

Mi sento fiduciosa senza una valida ragione. Dato che il futuro che si prospetta per la mia generazione non e’ di certo roseo …Anzi!

E’ che semplicemente sono una specie di ottimista cronica. Che non fa fatica a vedere il bicchiere mezzo pieno. E che, in generale, crede che un approccio positivo alla vita aiuti a prescindere. Tanto i problemi se ci sono restano. Ed essere pessimisti non aiuta di certo a risolverli.

10 DA CHI E’ NATA LA DIABOLICA IDEA DI PARTIRE PER UN GAP YEAR?

Piu’ che diabolica direi geniale!

E comunque e’ nata da me. Ovvio.

Ma non escludo che ponendo la stessa domanda a The Dux, anche la sua risposta sarebbe “Ma da me, ovvio!”

Siamo una coppia di confusi. Ma come tutte le scelte importanti e che si rispettino, anche questa e’ stata presa in un posto improbabile. Tra un 30 minuti di tapirulan e una lezione di spinning. Naturalmente erano anni che progettavamo di fare un’esperienza di questo tipo!

11 LA REAZIONE PIU’ ESTREMA CHE RICORDI?

Mia mamma in lacrime. Manco le avessi detto che ero malata.

Che … Teresa vergognati! Sei pure giovane …

E le indimenticabili frasi “Alla tua eta’ dovresti pensare ad un figlio” di diversa provenienza…

12 LA TUA PIU’ GRANDE PAURA?

Facile. Il lavoro. La convinzione (errata) che la mia azienda non mi avrebbe concesso un anno di aspettativa. E il terrore poi di non riuscire a trovare un lavoro per finanziare la mia vita in Australia e i miei viaggi.

13 HAI MAI PENSATO “MA CHI CAZZO ME L’HA FATTO FARE?” PRIMA DI PARTIRE?

Si. Mentre impacchettavo in solitaria la nostra vita romana.

Che ogni botta di scotch sul pacco era un pugno allo stomaco.

Sensazione svanita alla dogana di Fiumicino.

Che mai dimentichero’ la celebre frase dell’impiegato.

“‘ndo vai?”

“staro’ un anno in Australia”

“ma li mortacci vostra … ve nannate tutti oh!”

Amen.

14 HAI MAI PENSATO “MA CHI CAZZO ME L’HA FATTO FARE?” DURANTE QUESTI MESI?

Esattamente ieri sera. Mentre Moccy tentava il suicidio nella vasca dei suoi.

Che povero, non e’ mica colpa sua se la Mom pretende che lui – a 9 mesi – faccia il bagneto nella Jacuzzi.  Ma non e’ neppure colpa mia …

Che la stupida giustificazione – “Perche’ Moccy ha bisogno di spazio per giocare” … mi provoca orticaria!

15 UNA COSA DI THE DUX CHE NON SOPPORTI?

Il suo eccessivo realismo. E la traduzione di questo nei suoi fottutissimi file excel.

Perche’ a volte, il suo essere troppo razionale, gli impedisce di sognare.

E chi non sogna, si limita. Mette dei pesi ai propri desideri e ai propri piedi. Diventa carcerato di se stesso. Perche’ prima che nella realta’ le cose si fanno con la testa. Con l’immaginazione!

16 SE NON FOSSI PARTITA CON THE DUX CON CHI ALTRO AVRESTI AFFRONTATO QUESTA ESPERIENZA?

In solitaria. Perche’ in fondo sono una asociale intollerante mascherata da ragazza aperta e sorridente!  Che “Meglio sola che male accompagnata” e’ stato il mio must per 25 anni. E poi tanto quando viaggi non sei mai solo!

17 COSA TI HA INSEGNATO QUESTA ESPERIENZA FINO AD OGGI?

Mi ha confermato che la diversita’ e’ un valore immenso. E che viaggiare ed entrare in contatto con nuove culture, non risponde ai tuoi insistenti interrogativi … Ma anzi ti pone di fronte a nuove domande! Quesiti che non avevi ancora minimamente considerato. Viaggiare e vivere da down under mi ha fatto sentire figlia del nostri tempi di precarietà. Ma soprattutto ha ridato dimensione alla risorsa “Tempo”, che negli ultimi anni mi era sfuggita di mano! Tempo da dedicare a me stessa e alla persona che amo!

18 CONSIGLIERESTI UN GAP YEAR A CHI LEGGE?

Il Gap Year dovrebbe essere obbligatorio per tutti.

Perche’ spesso la gestione della quotidianita’ e della routine ti fa perdere il contatto con la realtà’… Che alla fine ti sembra quasi che tutti nel mondo bevano latte e mojito a colazione. Si nutrano di aperitivi di Doppio Zero. E vestano scarpe Sergio Rossi.

Azzerare la propria vita per un po’, e’ un ottimo modo per ricominciare con il piede giusto! Per rimettere in moto sogni e idee dimenticate.

Ma anche per apprezzare la propria di vita. Quel poco che si e’ costruito con gli anni e la fatica.

19 DESCRIVI TE STESSO?

Sono permalosa come pochi.

Curiosa.

E incredibilmente nerd. Tipo che la mancaza di wifi mi crea tachicardia e gastrite.

20 UNA COSA DELL’AUSTRALIA CHE TI PIACE TANTO?

La Natura. Il cielo che si colora di un azzurro irreale. La gente felice. Che sorride sempre.

Che un romano direbbe “Che c’avranno da ride questi poi?”

In 8 mesi qui, nessuno mi ha mai fatto il gesto dell’ombrello! Incredibile. Fatevi un giretto sulla linea A da Roma Termini, nella fascia oraria 7.30 am – 8.30 am … e good luck!

21 UNA COSA DELL’AUSTRALIA CHE NON TI PIACE?

Le grandi distanze. Che non ti consentono di viaggiare frequentemente come in Europa.

E il costo esasperato della vita.

22 DIFFONDI IL TUO MESSAGGIO AL MONDO

********* PEACE & LOVE & FREEDOM *********

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Buongiorno Italia

Kisses

Antonia