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Brisbane, 19 Luglio 2013

Me lo ricordo ancora il rumore dei suoi tacchi in quel caldo pomeriggio di maggio.

Correva l’anno 2010.

E Lei, da li a qualche mese, sarebbe diventata il mio capo.

Camminava davanti a me con passo deciso.

E io la seguivo come una bambina per quei corridoi stretti.

In silenzio.

Lei era bionda e decisa.

Io bruna e insicura.

Era il primo dei 5 colloqui che avrei dovuto affrontare per entrare nella mia attuale azienda.

Volevo quel posto a tutti i costi.

Sognavo finalmente di dare una svolta alla mia vita professionale.

Solo la mia amica Mars e The Dux sapevano quanto ci tenessi.

Ero nervosa. In ansia.

Sentivo i succhi gastrici che si impossessavano di me.

E una voce che mi urlava dentro la frase+cojona+pre+esame+all’universita’:

“Non mi ricordo una cippa, manco il mio nome!”

Per poi cominciare finalmente a parlare, lasciando andare ogni forma di insicurezza.

E diventando improvvisamente padrona delle mie parole e dei miei pensieri confusi.

Che i capi forse non lo sanno.

Ma ci si sente veramente cosi’…

Dovrebbero istituire la tazza di tea e gocce di XANAX pre-interview!

Anche stamattina, a distanza di 3 anni, mi sono sentita cosi’.

Eccitata e nervosa.

Ho fatto la doccia.

Scelto accuratamente tra i quattro vestiti che mi ritrovo.

Dato dentro di make up e capelli accipollati.

E via di corsa.

Con un unico inquietante dettaglio….

Avendo inviato negli scorsi mesi qualcosa come migliaia di cv … e avendo ricevuto una chiamata da una tipa la cui unica domanda e’ stata la sintetica “Sei ancora interessata alla nostra posizione?” … non avevo la benche’ minima idea di chi avrei incontrato.

Una specie di appuntamento al buio.

Ed essendo il luogo dell’incontro una famosa caffetteria della zona … la persona da incontrare sarebbe potuta essere veramente chiunque.

La piu’ quotata una bionda e aitante yummy mummy in cerca di una babysitter per i suoi Moccys.

Ma anche il manager di un ristorante.

O il responsabile delle risorte umane della Company Qualsiasi SPA.

Insomma non avevo la minima idea di chi mi sarei ritrovata di fronte.

Terrificante e funny nello stesso tempo.

Stavo li, sotto il sole ad aspettare quella voce da donna ascoltata per telefono.

Arriva cosi’ la bruna.

Coi cappelli lisci a caschetto e la frangetta corta stile Amelie’.

Con i suoi pantaloni neri a vita altissima, si quelli che di solito fanno il culo basso anche a Giselle…

Ma non a lei.

Lei, con il suo rossetto rosso fuoco.

E la sua borsetta di cuoio a tracolla … che pero’ lei portava a spalla.

Che le dava tanto quell’aspetto da maledetta Londoners.

Speravo fosse lei.

Ma no, niente da fare!

Ad un tratto mi si avvicina una signora bionda con la coda.

“Sei Antonia?” – mi chiede cortesemente.

“Le rispondo di si”

La persona che mi parla e’ chiaramente una donna di citta’.

Non puo’ essere del Queensland. Il suo accento non mente.

Dopo pochi minuti di dialogo, percepisco che la posizione per cui mi contatta e’ quella di aupair.

Le spiego che, nonostante la sua proposta fosse molto buona, non sono interessata.

Al che lei mi scruta e mi sussurra: “Ho comunque un altro modo per farti avere un ottimo income!”

E’ ammaliante.

Mi ci vuole veramente poco per capire che chi ho di fronte potrebbe vendermi sua mamma a caro prezzo!

Mi parla di un tale Mario Dini, che a questo punto potrebbe essere una specie di figura mitologica.

Mi chiede – “Qual’e’ il tuo dream job?”

Le rispondo con un secco – “Lavorare in giro per il mondo!”

La sua espressione mi dice che si … era la risposta che voleva. Quella che si aspettava.

Sono nelle sue mani.

E come in un copione già scritto tira fuori le sue carte… e mi spiega i suoi trucchi per diventare ricca.

Senza lavorare.

Una specie di catena di Sant’Antonio delle vendite on-line (NON VI FIDATE!!!).

Mi sentivo come carne al macello.

Dopo 30 minuti di parole a raffica. I coniati di vomito si impossessano di me.

La mia testa vorrebbe emigrare dal mio corpo.

Sogno il mare.

Sogno il mio ufficio e il mio computer con lo sfondo di Audrey Hepburn.

Voglio fare i test sul sistema Grande Puffo (questa non ve la spighero’ mai :P).

Mi mancano le email a cui rispondere.

Mi manca Moccy, la sua cacca puzzolente, il suo abbraccio che sa di biscotto e i suoi due meravigliosi dentini.

Percepisco che “Devil” e’ alla fine della sua performance quando tira fuori una carta con l’evidente spazio “Signature”

Mi chiede di firmare.

Declino l’invito.

Mi riempie quindi di cartacce e DVD da analizzare per farmi un’idea del suo Business+Fantoccio+da+Strapazzo.

Mi sento minacciata da questo lupo che vorrebbe mangiarmi.

Che parla con me e contemporaneamente scruta le persone attorno a noi per accalappiare le sue prossime vittime.

La saluto.

Affogo le mie pene in un bagel al salmone che fa tanto “colazione a Stoccolma”.

Scappo a casa.

Voglio The Dux.

Mi sento figlia.

E voglio una mamma a caso.

Preferibilmente la ma mia o quella di The Dux … ma anche la mia host va benissimo!

Un caloroso fanculo signora Crudelia Demon di Brisbane.

Che delusione!

Sto per farmi di tea verde prima del mio pomeriggio con Emma e Maia.

Che almeno nei loro 2 e 4 anni trasudano di sincerita’.

Diffidate da chi non vi guarda negli occhi quando vi parla!!

Lo consiglio a me medesima. E lo consiglio anche a voi.

Buon giorno Italia

Kisses

Antonia

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