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Brisbane, 16 Luglio 2013

Io e The Dux ci siamo finalmente concessi delle piacevoli ore di liberta’.

Che poi liberta’ da cosa? Visto che mai siamo stati tanto devoti al cazzeggio come in questi mesi …

Lo so, sto cominciando a parlare tipo genitrice sotto stress di un prototipo Moccy qualsiasi.

Oddio, rinchiudetemi! Please.

Vi dicevo che… Io e il mio Lui ci siamo dati ad una bella e intensa serata cojona.

Di quelle a base di birra a stomaco vuoto … che “Oh mamma mi gira gia’ la testa” … evviva la gastrite fulminate!

Succedeva domenica sera.

Il luogo della “perdizione” e’ stato il Powerhouse di Brisbane.

Un ex-palazzo industriale, da non perdere se passate da Brissie, sito nella zona piu’ all’avanguardia e gay friendly della citta’. New Farm.

Un locale in cui si esibiscono dal vivo le band emergenti.

Ma anche band con discreta popolarita’.

La musica e’ veramente molto molto figa! Tutto estremamente coinvolgente.

Un posto apparentemente dall’aria “maledetta”.

Che pero’ ti sa abbracciare con la sua musica live e le luci soffuse.

Che piu’ che nel Queensland Australiano e in un posto tropicale, ti senti in quel di Londra.

Alla ricerca di particolari interessanti da fotografare, ci siamo imbattuti in una parete decorata da bevande coloratissime.

Tutte di colori diversi.

Le ho osservate bene quelle bottiglie dai colori ammalianti. E fluorescenti.

Per qualche minuto sono stata li’ a fissare la parete come un’ebete.

Per poi avere l’illuminazione.

Ogni colore rappresentava uno dei Sette Peccati Capitali. Geniale.

Che non so voi, ma io potrei mettere un bel peccaminoso “ce l’ho” accanto a tutti e sette. Easy.

SUPERBIA = Se prendi la tua vita e la capovolgi senza pensare troppo alle conseguenze un po’ di spocchia ce l’hai! O se non ce l’hai … ti viene! Perche’ pensi che in fondo sei una persona “cazzuta”. Una specie di superstar della tua esistenza.

AVARIZIA = Vado a cicli. Periodi in cui spendo a bestia e periodi in cui manco un gelato. Ecco, e’ da circa 2 anni che nuoto nella fase “tirchieria+acuta”. Fatta dall’inquietante trinomio. Lavoro. Accumulo. Non spendo. Questa fase potrebbe interrompersi per qualche mese a Settembre 2013.

LUSSURIA = Sara’ il sole e il caldo. Sara’ che c’e’ aria di primavera tutto l’anno. Ma Brisbane, come ogni posto tropicale, favorisce l’ormone crazy. Viva Dio.

INVIDIA = “Ma che veramente quella bionda slavata c’ha la residenza permanente australiana e io no?” “Cioe’ quella cojona li’?” “E che valore aggiunto avrebbe dato la barbie raperonzolo e la sua french appena fatta al paese dei canguri?” … Si, l’invidia … ce l’ho! Decisamente. Eccome se ce l’ho!!

GOLA = Pane e nutella + Tim Tam Double Chocolate + Fragole ricoperte di cioccolato scroccate come assaggini nello store della city + Pane zuccherato della panetteria cinese + Bubble Tea + Biscotti tedeschi porchissimi di Moccy’s Mom … A volte tutto insieme, nella stessa giornata. Si, sono decisamente una golosa compulsiva. Da studio. Come tutte coloro che come me hanno sguazzato in disturbi alimentari nel post-adolescenza. Matematico.

IRA = “Cioe’ tu maledetto manager di ristorante indo-australiano vorresti veramente fare il furbo con me e non pagarmi??” “Che ti metto sotto con la biclicletta di The Dux eh!” “Stai attento che ti sguarro” … Perdono, ma  purtroppo non dimentico mai! Nulla. Anzi con gli anni le mie convinzioni a limite si acuiscono. E non e’ un caso che quel mio vecchio e odioso capo, dopo anni, viene ancora detto “Il Roscio malefico de sto cazzo

ACCIDIA = La mia fase SPM (acronimo di Sindome+Pre+Mestruale per i non addetti ai lavori) coincide spesso con una fase di malinconoia permanente. “Non sono brava a fare nulla!”; “Certo questa cosa avrei potuta farla meglio”; “Vorrei una passione”; “Sono una specie di fallita” ecc ecc… Per fortuna questa fase mensile e’ piuttosto breve. Si riduce spesso a 4 giorni di ormoni cattivi in liberta’.

Avete mai pensato a come la vita possa essere perfettamente riassunta nell’immagine di un Moccy che assaggia un nuovo sapore?

La vita e’ curiosota’, e’ continua sperimententazione, e’ crescita personale.

E il faccino di un bimbo di pochi mesi, che vi guarda mentre assaggia un nuovo sapore, ne’ e’ la perfetta espressione.

Quella sensazione, che esce fuori da quegli occhietti che si illuminano, e che quasi ti parla, che quasi la puoi toccare, ecco per me racchiude il senso dell’esistenza!

Ed e’ assolutamente bizzarro che per scoprire una cosa tanto semplice e banale … mi sia dovuta spingere fino quaggiù, in Australia.

E’ che col passare degli anni e probabilmente diventando vecchi con l’aumento di consapevolezza e saggezza, la nostra visione delle cose cambia.

Non del tutto ovviamente. Ma parzialmente si.

Sono i gusti che si affinano. Il senso critico che lentamente sboccia.

Il mondo attorno a noi che gradualmente ci appare diverso.

A volte anche piu’ complesso.

Perche’ spesso si rifiuta di risponde alle nostre insistenti domande.

E si limita, se possibile, a stimolare la nostra curiosita’ con nuovi dubbi e nuove incertezze.

Ad esempio, oggi riflettevo sul fatto che quando un asiatico – anche giovanissimo – ti vuole augurare il meglio per il tuo futuro, tipicamente di augura di diventare ricco.

Di accumulare soldi.

Augurio che fino a qualche anno fa avrei abbracciato a pieno ma che oggi … mi fa solo tanto sorridere.

Perche’ innanzitutto, probabilmente non divertero’ mai ricca.

Ma soprattutto chi l’ha detto che diventandolo sarei di conseguenza piu’ felice di adesso?

Sto invecchiando vero?

E’ che, al di la’ dei facili luoghi comuni, ho spesso osservato un perverso rapporto inversamente proporzionale tra ricchezza e felicita’. Che non mi so ancora ben spiegare!

E’ che il mondo e’ in continua trasformazione.

E non credo onestamente che si possa ancora pensare di costruire il futuro su anacronistici sogni di ricchezza.

La mia sensazione e’ che il futuro dovra’ muoversi su un desiderio di condivisione sociale.

E perche’ no, anche su quella bellissima quanto forse irrealizzabile idea di economia sostenibile.

Se c’e’ da sognare, va fatto in grande!

Tra l’altro avete notato come la societa’ italiana, soprattutto di recente, comincia a non perdonare il facile successo?

La gente ricca nel nostro paese paga il peccato originale della scorrettezza e della corruzione.

E come se lo paga!!

Un italiano ricco genera spesso riflessioni del tipo:

“Ma le avra’ pagate le tasse?”

“Ha usato solo metodi leciti per accumulare la sua ricchezza?”

E credo pure che siano interrogativi dovuti.

Interrogativi che anzi dovremmo porci piu’ spesso.

In modo piu’ critico.

I francesi – adesso ne ho le prove – farebbero rivoluzioni per molto meno.

Ma noi siamo italiani. Nel bene e nel male.

E noi rimaniamo ancora quel paese che ha accettato l’assioma insensato di “Ruby nipote di Mubarak”.

Che solo a pensarci mi vergogno.

Atterrisco.

Ho i brividi.

Ah ecco, ai mie 7 convenzionali vizi capitali aggiungerei:

  • UTOPIA –> ce l’ho!
  • SOGNO –> ce l’ho!

Ho le allucinazioni.

Buon giorno Italia

Kisses

Antonia

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