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Brisbane, 12 Luglio 2013

E’ venerdi’. E sono felicemente tutt’uno con il mio divano.

Guardo stirare la mia nuova coinquilina.

Bionda e bellissima. Decisamente la ragazza piu’ gnocca bella che abbiamo mai avuto in casa.

Con un inglese perfetto.

Con un accento british che puo’ fare le pernacchie a Kate.

Tedesca di nascita ma con la faccia da svedese.

Che studia ad Oslo e che ha viaggiato probabilmente piu’ di me che ne ho 31 di anni.

Che alcune domande sorgono spontanee. 

“Ma tu, come fai ad avere 24 anni biologici e 50 anni di esperienze?”

ma soprattutto

“Perche’ tutto sto culo (e non mi riferisco solo a quello fisico) alla stessa persona?”

E’ che i tedeschi stanno una spanna avanti gente.

Dobbiamo farcene una ragione!

Ad ogni modo, sono appena rientrata da una mattinata di urban safari nella City.

E non sono particolarmente tranquilla.

Qualche ora fa ho consegnato il mio passaporto ad una donna indiana.

Una donna indiana che tra le altre cose mi detesta.

Quando mi ha strappato dalle mani il mio piccolo librettino rosso “tintoretto” (schiaventure una volta schiaventure per sempre … 😀 ) mi sono venuti i brividi.

L’ho guardata tipo ebete, facendo la domanda del cazzo del secolo:

“Ma il passaporto resta a te?”

“Certo per 12 giornate lavorative almeno” – ha risposto lei sadicamente.

Perché lei non era simpatica. 

The Dux mi ha poi fatto notare che i nostri figlioletti voleranno a Canberra, perche’ e’ li che verra’ rilasciato il nostro visto.

Al che, il senso di smarrimento si e’ unito ad una specie di invidia incontenibile.

“Cioe’ mi vuoi dire che il mio passaporto va a Canberra e io no?”

Che tha l’altro, sappiate che se richiedete il Visto per l’India dall’Australia dovete sborsare tipo 110 simpatici dollari $$$ …

Costo decisamente allucinate e vergognoso considerando che per una notte a New Delhi si pagano circa 5 euro …

Che se la permanenza pianificata e’ breve si rischia di pagare piu’ per il Visto che per l’accomodation.

Ad ogni modo, e’ andata!

Dopo il non ancora completamente metabolizzato stress la distacco dal passaporto, credo abbastanza diffuso tra chi si trova a 16000 km di distanza da casa, ci siamo rifugiati in libreria.

Che poi e’ uno strano periodo ve lo dico.

Entrare nei posti dove ci sono libri mi genera uno strano piacere incontenibile.

Il che e’ abbastanza diciamo strano per non dire folle … per una che per anni si e’ rifugiata nell’oroscopo incomprensibile di Vanity Fair (dove si parla spesso di “ombelichi suini”)

Non so.

Forse sara’ l’odore dei libri nuovi che parlano di mille storie diverse, forse saranno i colori delle copertine, o forse sara’ che a Brisbane puoi leggere i libri direttamente nello store senza comprare nulla … ma – credetemi – tutto mi provoca una sorta di orgasmo intellettuale!

Che poi per le superficiali come me (a cui piace assaggiare un po’ di tutto senza mangiare/approfondire nulla in particolare), leggere capitoli di libri qua e la … e’ perfetto!

Pensate che in poche ore potrei raccontarvi la storia di un tipo figo che ha scritto il libro “Why I left Goldman Sachs”.

La mia tecnica e’:

  • Leggere la prefazione. Per capire se il topic mi piace.
  • Leggere il primo capitolo. Dove/Come tutto ha avuto inizio.
  • Leggere la fine dei capitoli che hanno un titolo interessante.
  • Leggere la conclusione. Dovessi morire vorrei sapere almeno come e’ andata a finire!

**** *** ****

Caro Teach, la tua fast reading strategy” firmata IELTS mi fa veramente un baffo!!

In amicizia,

Antonia

 **** *** ****

La mia gita in libreria oggi mi ha confermato una stragrande verita’!

San Francisco e’ uno di quei posti dove le cose succedono.

Ed e’ innegabile.

San Francisco resta progressista e anticipatrice. Punto.

E non e’ un caso che il mio occhio sia cascato su un book targato “642 Think to write about” made per l’appunto in quel della Silicon Valley.

Un libro non libro.

Una specie di moleskine con delle linee guida talvolta pazze.

Un volume scritto in 24 ore da piu’ mani.

Un libro che e’ in realta’ un life journal in cui ti vengono proposti dei titoli, alcuni (credetemi) assolutamente geniali, che stimolano la creativita’ di chi legge.

E quindi chi lo compra, in realta’, diventa lui stesso scrittore del proprio libro.

Mi ero talmente appassionata a leggerne le tracce che … per un attimo ho provato lo stesso impulso all’acquisto che di solito provo di fronte ad una Jimmy Choo.

Impulsi sapientemente tenuti sotto controllo … dato che quelle meraviglie di solito restano in negozio e io torno a casa con la bava alla bocca.

E anche in questo caso il libro e’ rimasto sulla mensola verde mela del negozio.

Ma dato che costa 22$ … meno di 20Euro per intederci … ho deciso che sara’ mio!!

Non so, sara’ che sto invecchiando ma i miei gusti stanno cambiando.

Tiene ancora il mio amore estremo per il trash.

Ma a questo si aggiungono altri interessi.

Per intenderci, il film che andro’ a vedere stasera e’ il francessissimo “In the House” che tutto puo’ essere definito meno che un blockbuster.

Oh my God!

E mi faccio anche paura per questo.

Non mi staro’ a rincojoni’?

Accetto i momenti nerd … quelli in fondo li ho sempre avuti, anche se sapientemente mascherati dal mio tacco 10, dai capelli piastrati, dalle mie maglie a pois e dal mio sguardo da svampita perenne.

Ma non e’ che dopo anni di prese per il culo, mi staro’ trasformando pure io in una specie di radical chic alla Gad Lerner (che tra l’atro ho inziato a seguire su Twitter)?

Mi vedo tra qualche anno coi capelli bianchi (“La tinta?? Mai! Chiamami pazza … ma io non sono per i colori artificiali.”) a parlare di ideologie presunte e rivoluzioni che di fatto non avverrano mai con La Repubblica sotto braccio!

Na fucilata.

Vojo mori’!

E comunque credo che la causa di tutto cio’ sia sempre e comunque di The Dux e dei nostri sabato pomeriggio romani a base di cohiba cigar e birra…

Ah … a proposito di Roma!

Oggi mi sono imbattuta nell’ennesima special edition della Lonely.

Piena di foto (oltre che di luoghi comuni) sulla citta’ eterna (o eternamente statica se vogliamo).

E nonostante tutto … traffico, bus che prendono fuoco, metro che si allagano, lavoro che spesso non c’e’, gente mediamente incattivita che se la mattina la sfiori per sbaglio ti manda a cagare senza pensarci troppo … be’ nonostante tutto … vederne le foto e’ stato per un secondo camminate per quelle strade che per 6 anni mi hanno fatta crescere.

E no … sono sincera, l’Italia in se non mi manca proprio per nulla. Ci tengo a dirlo!!

Ma lei, Roma … che si colora di oro al tramonto e ti parla con la storia che esce dai suoi palazzi, Lei che ti stupisce ogni volta quando la osservi dal Gianicolo … Lei mi manca!

Perche’ Lei e’ casa.

E da down under un concetto mi e’ ancora piu’ chiaro … che noi italiani Roma non ce la meritiamo proprio!!

Buongiorno Italia

Kisses

Antonia

PS: Tra l’altro, rileggendo questo post comprendo che … si … me sto evidentemente a rincojoni’ 

ImmagineQuella coi pantaloni variopinti di spalle sarei io … e non e’ che ne vada poi fierissima 

#sapevatelo