ImmagineBrisbane, 8 Luglio 2013

 

Se non fosse per il mio contraccettivo naturale “Moccy” … il mal di testa e il senso di vomito che mi porto dietro da stamattina potrebbero tranquillamente essere scambiati per i perfetti sintomi di una gravidanza.

 

Ma allo stato attuale, la mia poco equilibrata psiche potrebbe – a limite – divertirsi in una quanto mai improbabile gravidanza isterica.

 

E thanks God di cio’, tra le altre cose!

 

Ma non credo si tratti di questo, penso piuttosto che, molto realisticamente, i germi della polpetta ormai per la quinta volta (una al mese, per essere precisi) mi stiano lentamente infettando.

 

E lo posso sentire eh, il processo e’ simile … comincia dalla testa, passa allo stomaco e finisce … si ok, andiamo avanti va’!

 

Oggi parliamo di India.

 

Cosa gia’ abbastanza insana, dato che al momento sto felicemente in Australia.

 

Ma per noi pazzi che viviamo la quotidianita’ e nel frattempo progettiamo il futuro e analizziamo i “consuntivi” del passato … il problema e’ abbastanza ricorrente!

 

Fino ad oggi la mia India e’ stata:

 

  • Un datore di lavoro stonzo e maschilista, incontrato il mio primo mese in Australia. Il bastardo aveva provato a fare il furbo e non pagarmi (li mortacci sua, ovunque adesso si trovi!! IO PORTO RANCORE SI … )
  • Moccy’s DAD (senza lode e senza infamia)
  • Moccy (no comment)
  • Un pollo tandori e quella strana (quanto per me indigeribile) spezia chiamata coriandolo

 

Da oggi in poi, a questa inquietante lista potro’ aggiungere l’ambasciata indiana di Brisbane.

 

“Buongiorno” – dico Io, ancora sorridente e ingenua, con la forma del cuscino ancora bella stampata in faccia

 

“Buongiorno, si sieda” – dice Lei inespressiva, facendomi anche segno con la mano 

 

“Ma non c’e’ nessuno in fila, perche’ mi fai aspettare stronzetta?” – penso con una espressione che da sorridente diventa velocemente abbastanza imbronciata/scocciata (si, sono permalosa!)

 

“In cosa la posso aiutare?” – chiede lei con quel suo inconfondibile accento indi

 

“Avremmo bisogno di richiedere un Tourist Visa per viaggiare in India, sul sito c’era scritto di chiedere aiuto all’Ambasciata poiche’ il processo di richiesta potrebbe essere abbastanza delicato” – le spiego

 

“Si e’ vero. Allora dovete andare su questo sito e compilare il form on-line” – mi dice lei quasi scocciata

 

“Ah … praticamente quello che gia’ sapevamo. Cara, ma ti pagano anche per dare questi “preziosissimi” consigli” – penso e mi trattengo

 

“Tornate quando avete fatto” – conclude lei, la donna “sintesi/bignami” dai capelli crespi (Dio c’e’! e l’ha punita)…

 

Come ogni buona coppia italiana che si rispetti, io e The Dux cominciamo a discutere animatamente – sul come procedere – direttamente in ascensore.

 

E tra un “No, e’ na cazzata va fatto così'”, alla fine decidiamo di andare in biblioteca.

 

Cominciamo a compilare il form maledetto.

 

Scopriamo che vogliono avere informazioni tipo il nome del tuo trisnonno, la nostra religione … e chi piu’ ne ha piu’ ne metta!

 

Caro governo Indiano, per caso ti interessano anche i miei gusti sessuali?

 

No fatecelo sapere eh!

 

Che a confronto la ESTA per gli USA e le impronte digitali in dogana sono una passeggiata di salute.

 

Siamo alla quarta pagina di compilazione, “Ah stiamo quasi per finire” – penso … quando ad un tratto scopriamo che vogliono le “Referenze Indiane”.

 

Mi incazzo abbastanza (sono anche in SPM).

 

Perche’ lo dite alla fine?? Perché non mettere un pop up sul salvataggio della prima pagina (scusate questa e’ deformazione, lo ammetto) in modo da evitare alla gente una inutile perdita di tempo?

l’India e’ la nuova capitale dell’IT cavolo …

 

Ma non finisce qui, nel campo “caricamento foto” esce fuori la seguente ilare dicitura:

“The photograph should be in color and of the size of 2 inch x 2 inch

 

INCH????

 

Ma che e’ un’unita’ di misura “creativa”?

 

E il simpatico metro, il centimetro, il decimetro e il millimetro dove sono finiti?

 

Ci guardiamo e … si, decidiamo di lasciar perdere per oggi.

 

Io mi dirigo – da buona baby sitter – a casa della polpetta per una nuova ed entusiasmante giornata lavorativa.

 

Arrivo di fronte il cancello.

Vado su per le scale.

Finalmente sono di fronte la porta di casa.

 

Ad aspettarmi con il Moccy in braccio c’e’ lui, il DAD.

 

Lui, che e’ il super-capo di una IT Company e che si occupa di altri mille impicci/business.

 

Lui, che e’ diventato facilmente australian citizen (10 anni fa)ROSICATA

 

Mi guarda e mi fa: “CIAO BELLA, MAMMA MIA”

 

Tutto insieme e nella stessa stupidissima frase.

 

Resto attonita all’ingresso.

Solo Moccy che mi salta addosso mi fa resuscitare dagli inferi. 

 

Universo, mi stai forse dicendo qualcosa?

 

No perche’ sai al momento il messaggio e’ piuttosto chiaro.

 

Buongiorno Italia

 

Ma soprattutto, buonanotte Antonia … visto che sei sveglia dalle 5am! 

PS: le bellissime foto di questo post sono state scattate nella Gold Coast da The Dux … che me le ha gentilmente date in prestito

ImmagineImmagineImmagineImmagineImmagineImmagineImmagineImmagineImmagineImmagine