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Brisbane, 23 Giugno 2013

La mia giornata  e’ stata all’insegna dell’ozio estremo… nel senso che – non avendo lavorato – ho nell’ordine:

  • dormito fino a tardi. Ovvero fino alle 7.30. Ma se hai superato i 25 e vivi nel Queensland australiano … se ti svegli dopo quest’orario vieni salutato con un ironico “Good afternoon”.
  • ho mangiato. Come al solito, insano quanto delizioso comford food. Una gioia per il mio palato ma non per il mio portafoglio, dato che se continuo cosi’ dovro’ rifarmi il guardaroba. Mmm interessante effettivamente!
  • e ho scritto. Praticamente scrivo da stamattina alle 8 non stop. Ho scritto, per la prima volta nella mia vita, perche’ altri mi hanno chiesto di farlo. Una specie di lavoro. Non retribuito chiaramente. Ma va bene cosi’. A volte scrivere puo’ essere una specie di anti-stress dell’anima.

Insomma, l’evento piu’ eccitante della giornata e’ stato vedere The Dux addormentarsi su una sedia al sole … con la bava alla bocca. Evento già ampiamente fotografato e condiviso sui social. Li chiamano “effetti indesiderati dell’over sharing“.

In realta’, il mio evento “cool” del weekend e’ avvenuto inaspettatamente ieri sera.

Erano le 8pm.

Stavo rientrando a casa.

In ritardo di un’ora rispetto alle mie previsioni.

E si, perche’ alle 6pm, mentre stavo per lasciare felice casa Moccy, la MOM mi guarda e mi fa “Would you mind if you stay one hour extra?”

E anche se io avrei tanto voluto rispondere “Si stronza, mi dispiace perche’ e’ sabato sera e mi sono gia’ sorbita la tua polpetta per 8 ore” … dalla mia bocca falsamente sorridente e’ uscita la frase “Oh, no che non mi dispiace. Tranquilla”.

Ad ogni modo, come vi dicevo, mi trovavo alla fermata del CityCat.

Io, il mio immancabile pile blu elettrico, il mio zainetto e le mie occhiaie.

Vedo una compagnia festosa. Non mi stupisce dato che ieri Brisbane e’ stata invasa dai tifosi per la partita Wallabies v British and Irish Lions.

Anche The Dux ha partecipato all’evento.

Guardo attentamente la bella comitiva.

E piu’ li osservo, piu’ mi rendo conto che non possono essere tifosi.

Le donne assomigliano tutte a mia nonna. Davvero.

Tipo bassette, cicciottelle con capello corto e cotonato. Gonna senza forma che arriva sotto il ginocchio. Tipo divisa anti-sesso delle scuole cattoliche australiane.

Gli uomini molto simili a mio nonno. Camicia, maglioncino, baffetto.

Ho avuto un flashback. Dall’Australia alla Sicilia in un secondo.

Devo averli fissati talmente insistentemente che alla fine uno del gruppo mi si avvicina e mi fa: “Sei Italiana vero?” … con un inconfondibile quanto elegante accento trentino.

“Si, sono italiana” – rispondo con un sorriso e una gioia incontrollabili.

Quasi spropositati in vero, dato che di certo non mi si puo’ definire una Italy addicted.

Mi ritrovo inaspettatamente emozionata.

Perche’ qui a Brisbane gli italiani ci saranno pure … ma io non sono ancora riuscita ad intercettarli.

Sia perche’ non esiste qui una comunita’ numerosa, tipo quella di Melbourne. Sia perche’ – sinceramente – forse non ho avuto fino in fondo la voglia di frequentare troppi italiani.

Me lo riguardo ben bene il signore. Lui e il suo look vintage.

Non perde tempo e mi presenta tutta la comitiva over ’60.

Parlano tutti un Italiano perfetto. Per intenderci non quella strana lingua cacofonica che spopola senza ritegno nella Little Italy di New York City. Che andrebbe bandita per legge.

No, un gran bell’Italiano.

“Siete in vacanza?” – chiedo.

Sorridono e mi rispondono “Si, in vacanza da 35 anni”

Mi spiegano che tra di loro nel corso di questi lunghi anni hanno sempre parlato la loro lingua d’origine.

Ed e’ per questo che il loro italiano non si e’ “rivinato” con il tempo.

Ascolto incuriosita una di loro che parla inglese con i nipoti … e capisco che il mio accento italiano puro sangue mi accompagnera’ fino alla tomba.

Se non l’ha eliminato lei in 35 anni … io non ho speranza. Evidentemente.

Mi fanno un sacco di domande.

Da dove vengo. Cosa faccio. Mi chiedono perche’ continuiamo a votare “meno male che il nano c’e’”.

Mi chiedono se davvero il nostro paese sta cadendo a pezzi.

Mi chiedono se ho un lavoro. E me ne suggeriscono altri in caso di necessita’.

Provano ad indovinare da dove vengo.

E mi sento felice.

Peche’ parlo la mia lingua per piu’ di 15 minuti.

Mi accorgo che non parlo bene come al solito. Che le parole mi escono fuori in modo strano. Perche’ forse quando vivi all’estero per tanti mesi, la tua testa comincia a girare in un altro verso. Ma tu non te ne accorgi.

E quando arriva in mio City Cat e io sto per andare …mi chiedono “Ci vieni a trovare?”

E io rispondo “Si certo”

“Ok, allora ti aspettiamo”

“Si, ma dove?” – gli domando.

E Lui – “Ci vediamo domenica a messa a New Farm”

Sorrido. Senza aggiungere altro.

Li saluto con le mani.

Penso che mi piacerebbe tanto rivederli.

Perche’ le storie degli emigrati mi rievocano ricordi di bambina. Del mio bis-nonno a New York.

Della gente andata in Argentina.

Di tutte quelle persone che hanno letteralmente impacchettato le loro vite per cercare altre strade percorribili.

Ma a messa signori … proprio nun gliela posso fa!

E’ più forte di me.

Vojo mori’.

Ma poi perche’ proprio  a messa? E non di fronte ad una bella pizza o a un bel caffe’.

Ad ogni modo, anche se probabilmente non ci rivedremo piu’ … e’ stato veramente bello incontrarli. 

Vedere le loro facce felici nell’incrociare una persona – cioe’ io – che viene dal passato.

Perche’ per loro L’Italia e’ il ricordo di una vecchia vita.

Di cui hanno ormai ricordi sbiaditi.

Alcuni di loro non tornano a casa da 8 anni.

Ed e’ tantissimo.

Ci siamo coccolati reciprocamente.

E’ stato tornare a casa per qualche minuto.

Ed e’ stato bello.

Buon giorno Italia

Kisses

Antonia

PS: alcune delle foto ritraggono la luna visibile oggi su Brisbane … indescrivibilmente bella 😀

Ma con una luna cosi’ voi non ve ne stareste a testa in su tutta la notte?Immagine

Non so che idea vi siate fatti di me, ma di certo non posso definirmi una persona sportiva. Anche per questo ieri non mi e’ poi dispiaciuto troppo perdermi l’evento dell’anno di Brisbane.

Una partita che avviene in questa citta’ una volta ogni 12 anni. The Dux non se l’e’ voluta perdere. Ed e’ grazie a lui che posso farvi vedere alcune foto della partita di rugby. Una partita in cui inglesi, australiani e irlandesi stavano tutti assieme … senza violenza. Un esempio per lo sport.ImmagineLa mischiaImmagine

Il terzo tempo. Per i non addetti ai lavori, e’ il post partita. Che ha un solo scopo…

BIRRA A FIUMI.

OLE’

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Una delle strade più belle di Brisbane. Da questa prospettiva la citta’ sembra San Francisco.

Bellissima Immagine