If you believe in dreams…#CALIFORNIADREAM

“If you believe in dreams, you should help me because I could win one, a super one. 

Support my travel passion by clicking the link listed below for my Cali trip”image

Voglio ancora crederci, che le cose meravigliose possono accadere.

E niente. Alla fine è successo: sto davvero partecipando ad un concorso. Di quelli veri.
Di quelli che se vinci, lo fai sul serio! Senza dubbi, senza SE e senza MA.
Il premio è la California 🇺🇸  uno di quei luoghi unici che amo tantissimo!

Uno di quei posti nel mondo con cui ho, da sempre, un legame atavico.

Per le strade della California, le idee e l’immaginazione incontrano

fedelmente la realta’. 

In un connubio che e’ semplicemente SPECIALE. 

PERFETTO.

Non ci vado da piu’ o meno 5 anni. E già questo mi sembra un ottimo motivo per ritornarci. 

Premetto che, nella mia vita, non ho mai vinto nulla. Manco la tombola a Natale … che sui giochi da tavola con i miei parenti non si scherza: sono delle belve!

Chiedo il vostro supporto…perche’ stavolta potete aiutarmi *_*
Quindi: scatenatevi!!! 🌍

Se vi piace il modo in cui vi racconto i miei viaggi e le mie avventure, se vi piacciono le foto che condivido: VOTATEMI…come se non ci fosse un domani!
Per farlo è necessario:

Vincere significherebbe poter fare cio’ che piu’ amo al mondo: viaggiare facendo reportage – per la prima volta in modo serio !

Vincere vorrebbe dire 

REALIZZARE UN GRANDE SOGNO.

Dimostriamo che chiunque, con l’impegno, la determinazione e il lavoro sodo puo’ ancora raggiundere obiettivi!! Se lo vuole fortemente…

Grazie mille 🎉🌟comunque andrà!

ps. via anticipo che l’esperienza di voto non e’ il massimo, se avete la possibilita’ di scegliere, vi consiglio di farlo da PC🙂

Lo strano caso di Elly Carrol – capitolo 1

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Era una mattinata piuttosto uggiosa, quel giorno a Londra, quando Elly – scendendo di corsa le scale irregolari di legno di casa casa sua – si era fiondata sulla strada umida e lucente in direzione Primrose Hill. Un piccolo e grazioso quartiere Borghese a Nord della citta’.

E’ li che lavorava ormai da qualche mese, in una copisteria che aveva l’odore caldo della carta appena macchiata dall’inchiostro.

Quella mattina le sue gambe lunghe e magre camminavano più spedita del solito. Tanto che le pozzanghere marroni della notte le si infilavano su, appiccicandosi alle calze strette nere che indossava e ai suoi pensieri.

Forse era stata la notte appena trascorsa a renderla cosi’ stranamente agitata. Una notte  più inquieta del solito, che non la aveva lasciata dormire.

In realta’, erano strane settimane quelle.

Giornate spesse di noia e responsabilita’ e lunghe notti in cui, in fondo, non riusciva a lasciarsi andare a quelle intense ore di riposo che le sarebbero servite.

Non si trattava di ‘problemi’, Elly non ne aveva poi troppi, se non quelli di una normale e faticosa sopravvivenza in una  città costosa e vitale come la capitale britannica. Si trattava più di una sorta di inquietudine,  che trafigge spesso le donne indipendenti che superano da sole la soglia dei 30 anni e che si sentono improvvisamente catapultate davanti ad un bivio. Senza trovare poi la voglia, la determinazione e il coraggio di scegliere una delle strade.

Mentre beveva, come ogni mattina, la sua tazza di mocha calda e dolcissima, presa al volo nella caffetteria vicino alla copisteria, Elly non sapeva ancora che quella che era appena cominciata sarebbe stata una di quelle giornate di cui – in futuro – si sarebbe ricordata.

Non sono molti, in fondo, i giorni che determinano e modificano la linea su cui si muove l’esistenza di una persona. Forse 5, 6 al massimo, in una intera vita.

Aveva una gonna a ruota blu quel giorno, un maglioncino celeste intrecciato – che faceva risaltare il colore nocciola dei suoi occhi grandi – e i capelli lunghi e mossi raccolti da una penna. Con alcune ciocche ribelli che le scendevano giu’ per le guance, incorniciandole lo sguardo. Si avvolgeva dentro uno sciarpone di lana color panna che, più che calore, le regalava quelle carezze che tanto avrebbe voluto in quella giornata londinese, falsamente primaverile.

Aveva aperto la porta della copisteria, acceso la luce e pigiato conpulsivamente il pulsante di accensione del suo lento pc, letto le poche mail di clienti che chiedevano servizi e scartato – infine – la corrispondenza fisica che – in un negozio come il suo – era solita accumularsi velocemente davanti l’uscio d’ingresso.

Una delle scatole, quel giorno, aveva particolarmente colpito la sua attenzione. Era completamente ricoperta da una carta crespa viola, con la scritta ‘2 copies, please’ e un numero di telefono da poter ricontattate a lavoro finito.

Per motivi che neppure lei aveva ben capito, aveva deciso, di infrangere la regola del first in – first out, aprendo direttamente quel pacco, che aveva attirato fin dall’inizio la sua curiosita’.

Era un diario vecchio. Consumato dal tempo. Completamente scritto a mano.

Come spesso accade, la voglia di scoprire qualcosa di nuovo e inatteso aveva preso velocemente il posto della voglia di fare. Inizio’ a leggere, seduta a terra su uno dei tappeti impolverati e dozzinali del negozio.

Entrava poca gente quel giorno. E quasi tutti conoscevano già Elly, che aveva imparato ad orientarsi molto bene tra le richieste standard delle persone che abitavano su quella strada.

Nel giro di pochi mesi si era accaparrata la benevolenza e la fiducia di quella via che da un ponticino di ferro arrivava dritta fino ad un parco verdissimo e ad una collina rigogliosa di vita e alberi, da cui era possibile vedere uno dei panorami più splendidi della città.

Senza nemmeno accorgersene, Elly, si ritrovò alla decima pagina di quel tomo scritto dal pugno di una donna, con le mani ingarbugliate dentro una ciocca dei suoi capelli.

Era la storia di una vita spesa in luoghi che, lei stessa, faceva fatica ad identificare. La scrittrice di quelle pagine consunte dal tempo, parlava di immagini spese in angoli del mondo indecifrabili e lontani.

La parte interna della copertina recitava: ‘A Tomas, compagno di avventure. Senza di te, la mia vita non sarebbe mai stata tanto intensa, tanto avventurosa. Tanto meravigliosa’.

Nel giro di poche ore, chi fossero la misteriosa donna del diario e il suo Tomas sembravano essere diventati il vero chiodo fisso di quella strana giornata.

Anche il cielo bianco di Londra sembrava essersi illuminato dei riflessi accessi della curiosità di Elly.

Non aveva indizi, a meno di un numero di telefono che, però, una persona introversa come lei non avrebbe mail composto se non per comunicare un’asettica ‘Just let you know, your copies are ready’.

Lasciò la copisteria quel giorno senza aver di fatto completato nessuno dei lavori presi in carico, completamente avvolta da una inusuale curiosità creativa.

Non sapeva nulla Elly, ma si sforzava di immaginare tutto.

Ando’ via quella sera, con la voglia avida di continuare a leggere quel libro consumato dall’inchiostro. In cui si incastravano storie, lunghe giornate di cammino, caldo afoso e ribellione.

Con la voglia di sognare e lasciarsi portar via in quei luoghi sconosciuti e, forse, inesistenti. O forse reali, da qualche parte nel mondo.

In dei posti in cui non era stata mai.

VENEZIA in 48 ore – la lista delle 10 esperienze che non potete perdervi

 

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Tutte le volte che ci torno, penso che in un luogo come Venezia – sebbene piccolo, in fondo, ci vivrei!

E’ una di quelle citta’ che ha tutte le caratteristiche che amo. E’ internazionale, piena di cultura, bella da morire, raffinata, elegante e… soprattutto senza macchine!

How amazing *_*

A Venezia potresti camminare per ore senza mai stancarti.

Passando da un vicolo ad un altro. Attraversando decine di canali e piccoli ponti. Osservando quell’inconfondibile stile che fuoriesce dalle mura dei palazzi.

Venezia, a pensarci bene, e’ un piccolo miracolo tutto italiano.

Ecco quindi la lista delle esperienze che vi consiglio assolutamente di regalarvi per una visita veloce in questo luogo bellissimo.

  1. GODETEVI L’ALBA SULLA CITTA’

Ok, nemmeno io mi posso definire propriamente una morning person, e anzi l’idea di dovermi svegliare presto nel week end mi provoca non pochi disagi, ma visitare Venezia la mattina presto e’ un’esperienza unica. Quando il sole si alza lento e cominciano a cambiare prospettive, luci e colori. Quando il mercato del pesce vicino Rialto comincia a svegliarsi e i banchi si riempiono di pesce fresco.

Quando la citta’ non e’ ancora sepolta dai centinaia di turisti frenetici che di li a poco arriveranno.

IMG_32592. FATE HOP IN HOP OFF DA UN’ISOLA AD UN’ALTRA

Se avete poco tempo, vi consiglio di comprate un biglietto giornaliero (20 euro) per i traghetti. In tal modo, con una buona organizzazione e tabella di marcia, riuscirete a vedere le isole attorno a Venezia che vi interessano di piu’.

Approfittatene inoltre per una crociera sul Canal Grande al tramonto. I palazzi che si illuminano sull’acqua sono una di quelle cose per cui, ad uno straniero, consiglierei di visitare l’Italia. Veramente TOP.

3. VISITATE L’ISOLA DI MURANO

Murano e’ uno di quegli isolotti che non si possono scartare. Cosi’ come la visita di uno dei suoi laboratori in cui si lavora il vetro.

Vedere quella sostanza diventare incandescente, cambiare colore e assumere attraverso un soffio forme inattese, e’ assolutamente una sensazione … bella!

E siate pronti perche’ le vie del piccolo isolotto sono piene di decorazioni colorate che l’abbelliscono.

4. VISITATE L’ISOLA DI BURANO

Pare che i pescatori dell’isola dipingessero di colori pastello le proprie case, in modo da individuarle velocemente al rientro.

E’ Burano, l’isola variopinta. Da NON perdere mai-e-poi-mai… anche se e’ la 100esima volta che la visitate … soprattutto se c’e’ sole e cielo blu!

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5. VISITATE SAN GIORGIO E GIUDECCA

Be’ se avete comprato il ticket giornaliero e’ fatta, potete concedervi anche percorsi meno tradizionali.

Andate alla ricerca della vista piu’ bella sulla citta’ di Venezia. Concedetevi quindi:

  • l’isola di San Giorgio, dove potrete visitare anche la cattedrale
  • l’isola di Giudecca, decisamente BOHO e perfetta per un pranzo veloce dall’ottimo rapporto qualita’ prezzo (evitate infatti di pranzare/cenare a Venezia… costa troppo e la qualita’ non e’ sempre alta)

6. PUNTA DELLA DOGANA

Camminate lungo Canal Grande fino a Punta della Dogana, concedendovi cosi’ una passeggiata nella parte piu’ artistica della citta’. Un vero e proprio distretto culturale dove e’ possibile visitare, oltre alle innumerevoli gallerie, anche la casa di Peggy Guggenheim.

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7. EAT LOCAL

Venezia non e’ una di quelle citta’ in cui concedersi laudi pasti in ristoranti blasonati. Purtroppo il turismo di massa l’ha trasformata in un perfetto luogo spenna-tursiti a cui i ristoratori non possono rinunciare!

Percio’ godetevi gli spritz e i cicchetti deliziosi nei tanti bar della citta’. Il baccala’ mantecato e alla vicentina, i panini ai mille e piu’ gusti, i fritti … renderanno il momento del pasto oltre che delizioso … divertente!

Non so voi, ma noi adoriamo passare da un bar all’altro, assaggiando cosi’ spesso ingredienti simili ma assemblati e cucinati in modo creativo e differente.

8. GHETTO EBRAICO

Nel sestiere di Cannaregio, il piu’ grande della citta’, non dimenticatevi di visitare il Ghetto Ebraico. Silenzioso, dall’atmosfera intima, un vero e proprio tocco di vera venezianita’ che, nel solo quadrilatero di Piazza S. Marco, rischiate di perdervi.

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9. ANDATE ALLA RICERCA DEL CARNEVALE

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A Venezia la tradizione del carnevale si respira praticamente tutto l’anno. La citta’ e’ infatti una costellazione di maschere, alcune dozzinali per assecondare il solito turismo di massa, altre di estremo gusto e raffinatezza.

Nelle zone meno battute, come ad esempio il Ghetto, e’ possibile osservate gli artisti all’opera.

Di solito, infatti, le botteghe artigiane hanno delle grandi vetrate che consentono, oltre di esporre le opere appena pronte, anche di curiosare nella vita degli artisti mentre dipingono.

10. MICROMEGA

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Non sono una grande sostenitrice dei prodotti di lusso. Soprattutto nell’ambito dei beni di consumo che per loro natura sono soggetti ad obsolescenza. Mi annoio facilmente di tutto, soprattutto delle “cose”. Ed e’ forse per questo che trovo generalmente abbastanza inutile spendere troppi soldi per un oggetto, quando con lo stesso ammontare di denaro potrei – volendo – circondarmi di esperienze e incontri…

Tuttavia adoro le cose belle. E trovo che nell’olimpo dell’estetica ci sia appunto di design italiano, che si declina in infiniti modi differenti.

L’interior design, la moda, la musica classica e perfino il cibo.

Se anche voi avete la mia stessa attitudine, non perdetevi MICROMEGA. A pochi passi da Piazza S. Marco, IL LUOGO dei geni dell’ottica. Scordatevi le produzioni di massa di Luxottica.

Un mix di altissima tecnologia e grande gusto che rendono gli occhiali delle vere opere d’arte. Pezzi unici e irripetibili.

Come immaginerete, i costi sono elevatissimi (per me inaccessibili), ma lo shop e’ talmente ricco di pezzi introvabili che non lo si puo’ non visitare!! In fondo, le cose belle non e’ importante possederle per forza, e’ gia’ una gran cosa poterle riconoscere🙂

Sappiate che Micromega produce occhiali da vista e da sole per grandissime personalita’ mondiali.

Insomma una vera e propria eccellenza tutta italiana. Di cui, per una volta, essere fieri.

IO.LA.AMO.

Rio de Janeiro – la lista delle 14 cose che proprio non ti puoi perdere

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Quando lo scorso Agosto ho acquistato 2 biglietti per Rio de Janeiro, non avevo idea ne’ se sarei riuscita a partire in quel periodo, ne’ se di fatto questa citta’ mi sarebbe piaciuta.

Le opinioni ascoltate a riguardo erano sempre state molto, troppo contrastanti.

Sentimenti ed esperienze cosi’ tanto diverse tra loro da non consentirmi di creare qualsiasi tipo di aspettativa.

Siamo partiti lo scorso 25 Dicembre, intorno alle 5 di pomeriggio, con ancora l’ultimo boccone di agnolotti in bocca.

E’ bello partire a Natale, e lo e’ ancora di più’ se sai di muoverti dall’inverno europeo verso paesi caldi.

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Il viaggio e’ stato decisamente lungo.

Considerate che i biglietti per il Sud America, soprattutto nel periodo di Capodanno, sono veramente molto molto cari. L’unico modo per trovare soluzioni piu’ accessibili e’ accontentarsi di qualche scalo. In questa foto sono a Madrid, dove abbiamo passato appunto la notte del 25 Dicembre, in attesa del nostro volo intercontinentale.

La fatica dei lunghi spostamenti, e’ stata pero’ ripagata sin da subito. E adesso – a distanza di qualche settimana – posso dirvi che il Brasile e’ un luogo fantastico. E che Rio de Janeiro, dal punto di vista orografico, e’ senza alcun dubbio la citta’ piu’ bella del mondo. Anche piu’ bella di Hong Kong, che fino a quel momento stava nell’olimpo delle mie top 5.

Rio e’ calda, divertente, facile da vivere, gioiosa.

La quinta essenza del ‘goditi la vita’.

Ecco la lista delle cose che proprio non potete perdervi se decidete di regalarvi un viaggio a Rio de Janeiro.

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  1. UNA VISITA AL CRISTO REDENTOR 

E’ il simbolo della citta’, visibile da quasi tutti i punti di Rio de Jeneiro. E’ impressionante e allo stesso tempo simbolico che uno stesso Cristo, guardi a tutte le genti con lo stesso abbraccio grande, indipendentemente dalla propria origine sociale.

Per arrivare sul monte, al quale si accede attraverso un trenino old fashion che si arrampica su’ lentamente, ci vogliono piu’ o meno 25 minuti. 25 minuti di attesa bella. Che in fondo, quello che sta per accadere lo inizi gia’ ad assaporare…

Veramente incredibile ed emozionante il panorama a 360 gradi che la cima del monte offre.

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2. MANGIARE IN SPIAGGIA

Lo so, puo’ sembrare strano. Ma a Rio de Janeiro non ci sono i venditori ambulanti, o meglio non ci sono per come noi siamo abituati a concepirli. Le varie spiagge della citta’ sono letteralmente ‘attrezzate’ di ogni bene, che viene distribuito da persone che fa proprio quello di mestiere.

Cibo arabo? Formaggio sciolto? Panini? Cocco da bere? Sedie? Ombrelli?

Per me anguria fresca appena tagliata. Grazie!

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3. UNA PASSEGGIATA A BOTAFOGO

Camminare sulla spiaggia di Botafogo, fino ad arrivare ai piedi del SUGARLOAF MOUNTAIN.

Lungo il cammino ti passa accanto la Rio che corre, che va in bicicletta e che beve centrifughe di frutta tropicale che… yesss sanno finalmente di frutta!!

4. UNA VISITA SULLO SUGARLOAF MOUNTAIN

Il monte che offre la vista in assoluto piu’ bella della citta’.

Le spiagge, i monti che si susseguono, la citta’ che nasce e si sviluppa lungo i piccoli angoli di pianura. Le favelas che si arrampicano colorate. Le barche che sembrano piccole casette bianche su un mare blu.

5. LA SPIAGGIA DI IPANEMA

C’e’ qualcosa di catartico nella montagna che incornicia la spiaggia di Ipanema. Non puoi che guardarla.

Quando siamo arrivati era domenica, e il fronte mare era un vero tappeto di persone. Che ridevano, correvano in mare e… giacavano a calcio.

Ecco, prendete nota, la storia che in Brasile tutti tirano calci alla palla… be’ non e’ uno stereotipo. E’ verissimo. Lo fanno tutti. Donne comprese!

Una delle cose da NON perdere assolutamente: IL TRAMONTO MAGNIFICO DI IPANEMA.

Non so cosa accada ma… ad un certo punto della giornata, al calare del sole, i raggi di luce di addensano di oro. Una delle cose pie’ belle viste nella mia vita. Armatevi di reflex per immortalare il momento!

6. COPACABANA BEACH

Sicuramente la spiaggia piu’ famosa del Brasile per noi Europei.

Ci sono tante attivita’ che si possono fare qui… camminare, rilassarsi, fare sport, godersi il sole….

… ma tra tutte le attrazioni, il CULO-WATCHING e’ sicuramente una tra le piu’… come dire… stimolanti e divertenti.

Ecco, approfittiamone, la storia delle BRASILIANE=TANTA ROBA e’ tutta vera, d’altra parte ricordiamoci che il lato B marmoreo di Giselle e’ nato qui. Pero’ … e c’e’ un pero’… anche gli uomini sono davvero, ma davvero manzi.

Insomma, per una volta: pari opportunita’.

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Qui, ad esempio, e’ quando The Dux simulava di scattare una foto a me!

7. VISITARE UNA FAVELA (RIGOROSAMENTE IN SICUREZZA!!)

Viaggiare in Rio de Janeiro senza visitare una delle favele e’ limitativo, si rischia di perdere’ un pezzo di autenticita’. Attualmente in citta’ ci sono circa 900 favela, un numero davvero impressionante.

Di queste solo poche, pochissime sono ‘recuperate‘ e – quindi – sicure per chi volesse visitarle. Noi siamo stati in quella di Santa MARTA, che gia’ da qualche anno si e’ messa sulla strada della legalita’. Ci siamo inoltre fatti accompagnare da una guida locale. Un ragazzo che e’ nato e cresciuto li e che, quindi aveva ogni attitudine per prevedere eventuali pericoli.

Non avventuratevi MAI da soli in questi angoli di umanita’ certamente dal grande fascino. Purtroppo l’altra faccia della medaglia di questa citta’ magnifica e’ ancora il rischio che si puo’ correre in alcuni punti potenzialmente pericolosi.

No drama: basta solo evitarli!🙂

8. LAPA E SANTA TERESA

Due quartieri del centro storico spiccatamente bohemien.

Da non perdere, a LAPA – oltre che i locali notturni dove si balla samba fino a tarda notte – la famosa ‘Escadaria Selaron’, una scala lunghissima adornata da un artista locale, e le opere di street art.

Santa Teresa e’ il luogo perfetto per una cena di qualita’. Noi abbiamo davvero amato questo angolo di citta’ cosi’ giovane, intimo e pieno di vita.

9. ANDARE IN BICI

Affittare la bici a Rio, oltre ad evere costi ridicoli, e’ una di quelle esperienze imperdibili. La pista ciclabile che parte da Ipanema offre delle viste meravigliose.

E, se fa caldo, tanto caldo, ricordatevi di fermarvi lungo la via per uno dei fantastici succhi di frutta fresca tropicale. Veramente la meraviglia.

 

10. IL GIARDINO BOTANICO

Un angolo della citta’ magico che contiene piante veramente molto particolari. Vale la pena di andarci, anche solo per passare qualche ora immersi nella natura… e – perche’ no – riparandosi cosi’ anche dal caldo infernale che in questo periodo c’e’ in citta’!!

Sulla strada verso il giardino botanico, imperdibile, anche il percorso che costeggia la Lagoa (il lago!) della citta’.IMG_1594.JPG

11. MARACANA

Amanti del calcio, uniamoci … anzi unitevi🙂.

Be’ che fate siete a Rio de Janero e non andate a visitare il Maracana?

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12. GODETE E PROVATE A FARE UN PO’ VOSTRO LO SPIRITO CARIOCA

Quello dell’amore che si bacia per strada.

Quello della caipinha a tutte le ore del giorno e della notte.

Quello del carnevale che, a gennaio, sta per arrivare e quindi va onorato con balli di preparazione per strada!

… e che peccato non averlo potuto aspettare…

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13. VISITARE IL MUSEO DEL DOMANI DI CALATRAVA

Che mondo sarebbe, in fondo, senza gli archistar? Ecco se la pensate cosi’ non perdetevi la nuova e lucente opera di Calatrava al porto. Molto, molto figa!!

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14. CAPODANNO A COPACABANA

E infine, se avete la fortuna di essere a Rio de Janeiro il 31 Dicembre… godetevi l’attesa del nuovo anno sulla immensa spiaggia di Copagabana che arriva a contenere 1 MILIONE di persone!

Senza esagerare, quest’anno ho trascorso il capodanno piu’ bello di tutta la mia vita!

I fuochi di Rio per aspettare il 2016 sono stati considerati

i piu’ belli del mondo.

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IL SAPORE DOLCE DELLA VERITA’

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Se tutti noi utilizzassimo anche solo una piccola percentuale dell’energia che spesso spendiamo in arrabbiature inutili, in inciuci fini a se stessi e in (pre)giudizi insopportabili e continui, probabilmente questo mondo sarebbe un posto – non dico perfetto – ma decisamente MIGLIORE.

A volte mi guardo intorno. E anche io do facili giudizi, anche so che non dovrei. E’ che non è mai facile ‘mettersi nei panni‘ di qualcun altro. Immedesimarsi. Entrare in empatia. Essere “compassionevole”, nel senso più cristiano del termine (patire insieme).

E’ che certe situazioni ci incattiviscono.

Ecco, se vi capita di avere tanto tempo libero a vostra disposizione, perdindirindina approfittatene! Occupatelo in modo degno e costruttivo. Per voi, ma anche per chi vi sta accanto.

Incanalate meglio le energie a vostra disposizione e – porca miseria – “succhiatelo davvero sto maledetto midollo della vita, per non scoprire in punto di morte di non aver mai vissuto”. No perché altrimenti a furia di occuparci troppo degli altri, il rischio forte, fortissimo e’ perdere di vista i nostri di obiettivi. Il nostro futuro.

Io ci sto provando.

A fatica e con scarso successo, ma giuro che ci sto provando!

Qualche idea buttata li’: volontariato di quartiere, lettura di libri intellettualmente stimolanti, mostre, uno smalto nuovo di sobria vernice pink, una chiusa di  Games of Thrones o di vecchie puntate di Ally Mc Beal (che fanno sempre ‘cultura personale’), l’organizzazione di un bel viaggio per ‘ovunquesia’, una serata da ‘risata-con-le-lacrime’ con gli amici, una passeggiata in centro quando è freddo e cominciano ad accendersi le prime luminarie natalizie, abbracci stretti con le persone che si amano, chiacchiere divertenti con perfetti sconosciuti o una sana sessione di shopping compulsivo da Tiger, che – fidatevi – non ha mai fatto male a nessuno ma – anzi – ha tirato su di morale anche il più tenace degli stronzi.

Trasformare le delusioni in spirito propositivo e accettare – nostro malgrado – di “non essere stati all’altezza di…” non è né un insuccesso ne’ un segno di debolezza ma un esercizio di stile che ci fa onore. E che ci fa crescere. Cadendo. Rialzandoci, più forti.

Dubitate sempre di chi non sa accettare il secondo posto.

Esercitiamo il dono della dialettica costruttiva. Quella che ci rende diversi dagli animali senza ragione. Discutiamo, anche animatamente, ma facciamolo guardandoci stretti negli occhi e non guardando una squallida tazzina di caffè. Da soli, o magari con un terzo che ci regge l’agognata ragione. Troppo facile così. Litighiamo, se serve, ma il rancore e l’indifferenza e la supponenza, per piacere, lasciamola agli stolti arroganti. Quelli che sono troppo pieni di se per confrontarsi e decidono di chiudersi tra le loro stesse barriere.

Sostituiamo l’egocentrico IO-E-SOLO-IO ad un più solidale TU. Concentriamoci su qualcosa/qualcuno da amare alla follia. Senza riserva.

Troviamo una passione e inseguiamola, anche se sembra non portarci da nessuna parte. Ci sono dei treni che non svelano subito la loro destinazione.

La vita è veramente una cosa meravigliosa e, soprattutto, dura un attimo. Un secondo velocissimo. Un battito di ciglia, per dirla alla Dante Alighieri.

Non sprechiamola in cose effimere, come i pregiudizi e i pettegolezzi da salone di bellezza, che – peraltro – fanno anche tanto ZIA CIACIONA di periferia anni ’80. Che orrore, in effetti.

Se siete scarichi – di energie ma anche di cose fare –  anziché occuparvi dei sorrisi e della esistenza “piena” degli altri, provate a crearne una per voi – di VITA.

Proviamo ad essere UNICI e IRRIPETIBILI, ok. Ma anche e soprattutto CORRETTI e INTEGRI. E sinceri con noi stessi.

Se una situazione non ci piace e ci opprime proviamo a cambiarla, invece di far affogare assieme a noi chi ci sta accanto.

Le nostre azioni – nel bene e nel male – ci sopravvivono: parlano di NOI, di chi siamo stati.

Condividiamo l’AMORE, che tanto la fottuta ZIZZANIA – onestamente – non porta davvero da nessuna parte.

E soprattutto, educhiamoci alla TRASPARENZA ad alla VERITA’.

Cazzo, che sapore dolce che ha la verità…

#sharethelove che, in fondo, è quasi Natale.

AUTUNNO. CADONO LE FOGLIE. #bucketlist

Quando ero piccola, l’Autunno era solamente quella strana “terra di mezzo” che, da calde sere d’estate, mi traguardava dritta a quei Natali fatti di dolci cioccolatosi e alberi adornati da mille lucine.

Questa stagione ha iniziato a significare veramente qualcosa per me, dal momento in cui sono stata indipendente e ho cominciato a viaggiare seriamente.

L’Autunno all’estero, soprattutto nei paesi del Nord, ha infatti delle note dolci. Per me assolutamente irresistibili. Oggi, quando le foglie si colorano di arancio e cominciano a cadere giù lente dagli alberi, incorniciando paesaggi e strade, anche il mio umore assume tonalità calde e dorate.

L’Autunno è quel momento dell’anno in cui amo riprendere progressivamente le mie routine invernali.

Chiamatemi ‘strana’, ma anche solo indossare una maglia soffice e calda – dopo tanti mesi – mi rende felice.

Ecco quindi la lista delle 11 cose che vi consiglio assolutamente di ricominciare a fare dopo una lunga estate. Tutte attività semplici che hanno come unico obiettivo quello di migliorare l’umore e prendervi cura di voi stessi quando la compagna di strada è la ‘normalità’.

1. Trovare del tempo per stare in casa pigri a fare, praticamente, NULLA. Che sia solo qualche ora dopo una lunga e stressante giornata di lavoro o una mezza giornata del week end.

12. Bere profumatissimi tea caldi alla cannella appena rientrati a casa. Soprattutto se la giornata è stata difficile. Personalmente adoro farlo con la radio accesa mentre preparo la cena.

23. Accendere candele appena si rincasa. Che siano quelle profumatissime (e costosissime) o anche semplicemente quelle coloratissime di Tiger. Le candele non riscaldano solo gli ambienti, ma anche le persone che li popolano.

35. Organizzare una festa casalinga di Halloween. Con zucca decorata, lumini sparsi per casa e davanti l’ingresso, cappelli da strega, cena a tema e cesti di cioccolatini da regalare ai bambini che busseranno chiedendo ‘dolcetto o scherzetto?’

46. Comprare una sciarpa scozzese, grande e caldissima. Che sia bella oltre che funzionale. Da utilizzare d’inverno quando fa tanto freddo ma anche a casa – come fosse una copertina – per riscaldarsi dai primi freddi rannicchiati sul divano.

57. Cucinare zuppe calde per cena. Che siano in stile italiano, ma anche orientale. Con quei sapori deliziosi di zenzero che fanno tanto inverno.

68.Prenotare un viaggio autunnale nel Nord-Europa, dove già da Novembre esplode quell’atmosfera natalizia che rende tutto più bello, e comprare una nuova&bellissima palla per l’albero che ci ricordi, per sempre, di quel viaggio. Di quell’anno. Di quella persona che stava li con noi.

79. Andare alla ricerca di quelle foglie arancioni e a forma di cuore da fotografare. In tutte le salse e a tutte le ore del giorno e della notte. Non esiste una stagione piu’ fotogenica dell’autunno.

810. Prenotare un biglietto a teatro. O, se non ci sono spettacoli interessanti, ricominciare la stagione cinematografica, prediligendo film leggeri ma anche quelli un po’ più impegnati usciti dalla festa del cinema di Venezia.

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11. Pianificare un clamoroso viaggio natalizio e cominciare – nell’organizzazione – a pregustarlo.

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11. Fare lunghe passeggiate nel week end. Nei parchi, nel centro città e in piccoli borghi, magari alla ricerca di caldarrosto fumanti.

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#MILANO ED #EXPO2015 – GUIDA PER UN MINI WEEK END

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Il pretesto e’ stato senza dubbio EXPO 2015. La verita’ e’ che era da un po’ che ci volevo ritornare. Cosi’ prenotato un biglietto #frecciarossa di #trenitalia , un sabato mattina di settembre siamo partiti: direzione Milano.

Non e’ una citta’ che conosco benissimo, ci sono stata – spesso di passaggio – sia per visite di famiglia, sia per dei colloqui di lavoro, subito dopo essermi laureata.

In meno di tre ore, dalla Stazione Termini di Roma ci siamo ritrovati nel cuore della citta’.

Benche’ Milano sia una citta’ relativamente piccola, in meno di 2 giorni, chiaramente non e’ possibile vedere tutto. Di sicuro esplorare con qualcuno del posto aiuta, perche’ ci si puo’ subito concentrare sulle cose piu’ interessanti. Ed e’ cosi’ che abbiamo fatto noi! Ospiti di un ‘cicerone’ d’eccellenza, appena arrivati alla Stazione Centrale (piu’ o meno alle 10 di un sabato mattina), abbiamo cominciato a girare come matti, senza cosi’ perdere neppure un attimo del tempo a nostra disposizione.

  1. Dalla Stazione Centrale di Milano (in bellissimo stile fine ‘800), preso un daily ticket della metro, ci siamo diretti immediatamente in centro. La prima tappa e’ stata, nemmeno a dirlo, il Duomo e la stupenda Galleria Vittorio Emanuele II. Un luogo elegante, raffinato, le cui linee e colori erano esaltate – quel giorno – dai riflessi di un cielo blu pastello che si intravedevano dalle vetrate trasparenti dei soffitti morbidi. Ecco, se c’e’ una cosa che si capisce subito, e’ che – appunto – Milano e’ una citta’ chic. Lo sono le persone, i bar, le piccole vie e le piazzette del centro, che sembrano piccoli salotti borghesi.

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2. Attraversando la Galleria, e non prima di aver bevuto un tea verde giapponese in uno dei numerosissimi organic shop del centro, ci siamo diretti verso il lussuoso Quadrilatero della Moda. Incredibili e ricercatissime le vetrine di Via della Spiga, capaci di creare bisogni indotti anche a persone non propriamente fashion addicted. E’ che il bello, quello vero, a prescindere che si manifesti in scultura, arte o moda, genera sentimenti positivi.

Una volta digerito il concetto che – SI – il mio look ha importanti margini di miglioramento, ci dirigiamo verso San Lorenzo Maggiore, passando attraverso piccole strade dal mood decisamente piu’ easy rispetto a quello appena assaporato nel paradiso della haute couture.

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Via della Spiga
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Opera contro la violenza sulle donne, nel quartiere di San Lorenzo MaggioreIMG_6826 IMG_6827

3. Che fai, sei a Milano, c’e’ il sole e non passi dalla Darsena? Anche solo a vedere cosa e’ successo di bello in quel luogo di cui tanto si e’ parlato, discusso e – delle volte – polemizzato.

Bene, per chi tra voi non lo sapesse (immagino pochi), la riqualificazione della storica Darsena di Milano è stato uno dei progetti di Expo 2015. Con questo intervento questa piccolo angolo e’ stato restituito alla città ed e’ tornato ad essere un luogo storico e simbolo di Milano. E, non poca cosa, luogo di aggregazione soprattutto nelle giornate di primavera – estate.IMG_6829 IMG_6828

4. E’ quasi ora di pranzo e il nostro percorso prevede una sosta da Temakinho, un locale buonissimo di cucina fusion brasiliana-giapponese che si trova proprio sui navigli.

Diretti al piccolo ristorante, attraversiamo anche il mercato vintage che si trova proprio li, sul naviglio, dove – peraltro – e’ possibile trovare qualche disco/pezzo molto interessante.

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Per gli amanti del genere, Temakinho c’e’ anche a Roma. Sia a Rione Monti che in Borgo Pio. 

Riuscire ad entrare nel locale senza una prenotazione e’ praticamente IMPOSSIBILE. 

Il consiglio e’ quindi di andarci durante la settimana, prenotando sul web. Il cibo e i cocktail sono veramente notevoli.

Insomma, esperienza consigliatissima!IMG_6852 IMG_6856

4. Subito dopo pranzo ci rimettiamo in marcia. Preso uno dei tram storici della citta’, ci dirigiamo – dai navigli – nuovamente verso la zona del Duomo. Da li, giusto il tempo di un caffe’, e cominciamo la nostra marcia verso: Via Dante, Piazza Cordusio – storica sede di Generali, Piazza Affari – dove si trova il famoso e anche tanto discusso dito medio di Cattelan contro il capitalismo occidentale e Piazza Cairoli, da dove ci dirigiamo verso il Castello Sforzesco e Parco Sempione.

Anche se l’elenco puo’ sembrare un po’ lungo, la verita’ e’ che tutti i luoghi di interesse – a Milano – sono vicinissimi l’uno dall’altro e – quindi – facilmente raggiungibili anche a piedi, senza stancarsi chissa’ quanto. Detto che, anche per i piu’ pigri, le citta’ mette a disposizione dei mezzi pubblici che funzionano benissimo!

Milano riassume perfettamente l’idea di citta’ vivibile, ordinata e a portata d’uomo.

Quando si dice

‘a city in a pocket’.

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Piazza CordusioIMG_6877 IMG_6884

Parco Sempione, con vista sul Castello Sforzesco 

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Piazza Affari e opera di Cattelan: Dito Medio.

Rappresentazione di massimo disprezzo verso un concetto di capitalismo ormai malato.

Intorno alle 5 di pomeriggio, nei pressi del castello, decidiamo di acquistare i ticket per l’ingresso serale in Expo (costo 5 euro). Scelta che si rivela estremamente intelligente, vista la fila enorme in cui ci imbattiamo appena arrivati ai tornelli dell’Esposizione Universale 2015. Acquistare in anticipo i biglietti, consente di saltare la prima delle file presenti in Expo: quindi fatelo assolutamente!

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5. EXPO 2015.

Saro’ molto sincera, forse anche un po’ brutale. Non sono mai stata una grande fan delle multinazionali e di tutti quegli eventi – foodie o meno – che hanno come unico scopo/interesse quello di far intrecciare accordi economici/commerciali tra stati. Odio le grandi catene, piu’ o meno da quando i miei neuroni hanno cominciato a collegarsi con sinapsi piu’ solide e conspevoli. Detesto trovarmi in India, in Cina o nel Borneo e ritrovare cartelloni Oreo ovunque, in un commercio tutt’altro che solidale verso le popolazioni locali. Aborro MC Donald’s, esattamente come Starbucks, caffe’ Nero o Eataly. Perche’ credo che il limite tra think global-eat local si sia superato quando un caffe’ ha iniziato a costare 5 dollari e una pizza con mortazza (dal sapore peraltro tutto fuorche’ local) ben 5 euro.

Un panino al prosciutto a 8 euro, mi spiace, ma non puo’ di certo considerarsi street food. Soprattutto nella considerazione che, in molti quartieri italiani, per fortuna e’ ancora possibile accedere a qualita’ di sapore elevatissima a prezzi che sfiorano massimo 3 euro. Ecco questo fenomeno non so come altro chiamarlo se non speculazione. Ma questa e’ solo una mia opinione, naturalmente.

Cio’ non significa che nella mia vita non ho mai bevuto un frappuccino, mangiato un mc royal delux o comprato un pesto genovese in Eataly. Anzi.

E’ che in generale, se posso, ad uno dei centinaia di ‘COSTA’ Caffe’ – presenti in una grande citta’ – preferisco sempre un caffetteria indipendente. Intima, che mi da davvero il sapore autentico del luogo in cui mi trovo.

Fatta questa premessa, credo che comunque – da italiana curiosa quale sono – non potevo esimermi dal visitare Expo2015. Nonostante le polemiche del pre-avvio.

E nonostante la forte incoerenza dell’affrontare un tema importante, quale quello della sostenibilita’ alimentare futura, usufruendo di sponsor come la ‘coca cola’ che – lsciatemi dire – per sua natura a tutto puo’ essere interessata fuorche’ alla sostenibilita’, appunto.

Ma, come si dice? Business as usual.

Il mio approccio in Expo e’ stato comunque veramente privo di pregiudizi, ed infatti nelle circa 6 ore passate li’ mi sono divertita moltissimo. Essendo sabato sera, c’era tantissima gente. E l’atmosfera, neppure a dirlo, era quella italianissima delle feste di strade. Dove la gente balla laddove c’e’ la musica, mangia laddove c’e’ cibo, ride, beve, scherza e si diverte. E sono proprio questi gli elementi che – a mio avviso – hanno davvero reso questo Expo un caso, tutto sommato, di successo. Il fatto che, nonostante tutto, sia stato italiano al 100%.

Per cui, se non lo avete ancora fatto, vi consiglio di andarci. Anche solo per essere parte – anche voi – di un evento storico mondiale! E, non ultimo, per vedere lo spettacolare Albero della Vita.

Come potrete immaginare, con ingresso serale, non ho potuto visitare tanti padiglioni. Tra quelli visti, sicuramente il padiglione Corea e’ stato il mio preferito.

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Padiglione Belgio ed OlogrammiIMG_6904 IMG_6907 IMG_6912 IMG_6914 IMG_6918 IMG_6921 IMG_6923 IMG_6926 IMG_6928 IMG_6931 IMG_6934 IMG_6935 IMG_6938 IMG_6939

IMG_6944Meraviglioso padiglione CoreaIMG_6942
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Padiglione CinaIMG_6972 IMG_6975 IMG_6977

American Food

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Padiglione Qatar

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Padiglione Spagna
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Meravigliose dune del deserto di Norman Foster nel padiglione degli Emirati ArabiIMG_7019

Padiglione Brasile

IMG_7171Spettacolo dell’Albero della VITA.

6. Dovendo ripartire la sera stessa, la Domenica mattina scegliamo di svegliarci presto, in modo da visitare il piu’ possibile. Stavolta scegliamo di muoverci in bicicletta (yo!!!🙂 ), grazie al bike sharing (#bikemi) che a Milano funziona benissimo. Che invidia, ragazzi!

Dopo una prima passeggiata in uno dei quartieri archittetturalmente nuovi della citta’ (di cui, I’m sorry, non ricordo il nome!! shame on me), ci dirigiamo verso Via Massena – storica sede di Radio DeeJay, l’Arco della Pace e la China Town. Anche il secondo giorno il tempo era, come dire, perfetto! Quando si dice: woww che fortuna!

IMG_7034 IMG_7037 IMG_7039 IMG_7042 IMG_70437. Esporiamo la bellissima e super chic zona di Corso Como, da dove iniziamo ad intravedere uno scorcio di Piazza Gau Aulenti, la nuova fantastica Milano. A cui ci dedicheremo nel pomeriggio.

Su Corso Como, visitiamo il famosissimo concept store ’10 Corso Como’ di Carla Sozzani, gallerista e sorella della mitica Franca Sozzani, la SUPER DONNA di Vogue Italia. La Bibbia del fashion mondiale.

Inutile dirvi di quanto magnifici siano gli abiti, i pezzi di design e i giardini orizzontali presenti nelle pareti del coffe shop dello store. L’ambiente, qui, e’ elegantissimo. E anche sorseggiare un semplice caffe’ diventa una sorta di ‘esperienza memorabile’. E’ proprio qui che ho sentito nascere lento il bisogno estremo di una gonna di tulle nero. Che poi non ho mai comprato, naturalmente!IMG_7046 IMG_7047 IMG_7051 IMG_7052 IMG_7055 IMG_7058

IMG_70688. Sotto mia esplicita richiesta, per pranzo, scegliamo la California Bakery, che volevo visitare da anni. Buono il mio bagel al salmone, super fresh la spremuta di arance, fantastica la cheescake ed estremamente confy l’atmosfera. Un ristorante (con piu’ punti vendita in citta’) che mi sentirei di consigliare assolutamente per una sosta.

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9. Subito dopo pranzo ci dedichiamo al quartiere di BRERA. Fatto di piccole stradine molto Bohemien. Mentre passeggiamo, incontriamo: il celebre mercato dell’antiquariato e la bellissima Pinacoteca di Brera.

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Pinacoteca di Brera

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Mappamondi in alcune delle bancarelle di Antiquariato

 10. Ci siamo. E’ tempo di Piazza Gae Aulenti e di futuristici giardini che si arrampicano lungo grattacieli eco-sostenibili. E’ la nuova Milano. L’avanguardia d’Italia. E’ uno di quei luoghi che ci ricorda che anche in Italia e’ possibile il progresso.

In questa parte della citta’, fino a soli pochi anni fa, non c’era davvero nulla.

Ed e’ impressionante quanto sia stato fatto e in quando poco tempo.

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11. Manca davvero poco alla partenza. Ma decidiamo comunque di godere anche dell’ultimissima ora a nostra disposizione. E grazie al nostro “cicerone” riusciamo a godere di due chicche for-locals-only: I Giardini di Villa Reale (un parco dove troviamo solo milanesi) e fenicotteri rosa che popolano il laghetto di una villa bellissima del centro. Da qualche parte, non troppo lontano da via Buenos Aires.

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Life’s journey not destination

dreams

Non sono quel genere di persona che crede che tutti i sogni, se inseguiti con passione e forte determinazione, prima o poi si avverano. Anzi, sono molto razionale, a tratti perfino cinica.

Ma credo moltissimo nell’impegno e nella creatività’. Nel lavoro sodo. Nelle idee. E nella capacita’ di quest’ultime di creare valore se opportunamente condivise.

Credo nelle persone e nella diversità, come elemento imprescindibile di crescita. Della mia di crescita.

Credo nella bellezza, come fonte di ispirazione. C’e’ una tacita regola per cui il bello, così come il marciume, si propaga a macchia d’olio.

Condividere, per me, e’ quasi una forma di egoismo. Mi nutro di felicita’ e di sogni altrui, ecco perche’ – di solito – preferisco circondarmi di gente che ama sorride. Della vita, ma soprattutto di se stessi. Del proprio modo di affrontare difficoltà ed errori. La mia migliore amica sorride semplicemente guardandomi, senza neppure muovere le labbra.

E da un po’ che volevo scrivere questo post, ma ho sempre procrastinato forse per paura di non essere ancora all’altezza, o – più semplicemente – perché credevo che i tempi non fossero ancora maturi. Ed e’ per questo che oggi, mi ritrovo a battere forte la tastiera del mio mac con uno strano senso di emozione.

Questa, amici lettori, e’ una

CALL TO ACTION‘. 

Stamattina, su uno dei miei social mi e’ stato chiesto di specificare meglio il topic del mio blog. Interviste dal Mondo e’ da sempre un love blog, che parla di viaggi, di propensione al cambiamento, di rispetto per la natura e lo fa seguendo il filtro falsificatore dei miei occhi, che – in fondo – lo scrive. E’ un blog che parla spesso di me e dei miei sogni. A volte anche solo accennarti, per paura che – se svelati al mondo – diventino un po’ meno miei.

Questo e’ un CONTEST.

Ovvero il primo vero concorso mai lanciato su questo sito🙂

MA COSA SI VINCE?

  1. Vivi a Roma? Bene. Se vincerai ti regalero’ una mia intera giornata in giro per questa splendida citta’. Ti faro’ da guida personale nelle zone meno turistiche, ti racconterò e mostrerò i miei posti del cuore e ti offrirò un pranzo. Ti faro’ vedere l’arte, la nuova e la vecchia che si mischiano in infinita perfezione. Andremo in giro per gallerie e quartieri emergenti. Cammineremo per le viuzze strette del centro storico. Potrai scegliere anche tu i tuoi luoghi del cuore: li ri-esploreremo insieme con nuovo spirito. Con occhi nuovi. Insomma, se vivi a Roma e vinci questo contest, ti regalerò un sabato della mia vita e un pezzo di citta’ che non conosci. Quella meno battuta e meno affogata dal traffico e dai turisti.
  2. Non vivi a Roma? Bene. Allora e’ proprio questa meravigliosa citta’ che ti regaleremo. Io e la mia dolce meta’ ti accoglieremo, infatti, nel nostro piccolo rifugio per una notte e ti faremo vivere le nostre atmosfere. Letteralmente, 24 ore ‘as roman do’! Insomma, se non vivi a Roma e vinci questo contest, ti regalerò questa citta’.

… e ricordati di portare un amico! In entrambe le opzioni, se vincerai, potrai farti accompagnare da un compragno/a in modo da sentirti completamente a tuo agio. Il mio motto e’ #SHARETHELOVE , la mia regola l’ospitalità e la fiducia nel prossimo. In anni di viaggi, couchsurfing e alloggi condivisi non ho mai avuto una brutta esperienza. MAI.

COME PARTECIPARE?

Per partecipare al concorso e’ necessario:

  • inviare una mail – con oggetto ‘I HAVE A DREAM’ – all’indirizzo ‘antonia.polimeni@gmail.com’, raccontandomi:
    1. il vostro sogno nel cassetto, quel desiderio per cui sareste disposti a tutto: quello che non vi fa dormire di notte. Alla fine del contest, tutti i vostri sogni (in modo del tutto anonimo) – rivisitati dalla mia fantasia – verranno inseriti in un racconto da condividere; se pero’ desiderate che il vostro desiderio non venga svelato, basta scriverlo esplicitamente nella mail. In tal caso, state tranquilli: la vostra privacy verra’ rispettata
    2. la parte di Roma che più vi rappresenta/incuriosisce o che – invece – vi piacerebbe scoprire
  •  condividere questo post sulla vostra pagina personale FB/Twitter
  • mettere like alla pagina FB di Interviste dal Mondo, se non lo avete ancora fatto (https://www.facebook.com/intervistedalmondo)
  • invitare 20 dei vostri contatti a mettere ‘like’ alla pagina di Interviste dal Mondo (per fare questo, basta entrare sulla fan page e selezionare il link in alto a sinistra ‘invite friends to like this page’ – o equivalente se avete FB in italiano – invitando poi, con apposito tasto, almeno 20 dei vostri contatti)
  • seguirmi su Instagram (intervistedalmondo) e Twitter (@intervistedalmo)
  • iscrivervi al blog

COME SCEGLIERO’ IL VINCITORE?

Sciegliero’ la mail e – quindi – il sogno che mi emoziona di più.

Siate sinceri. Non scrivete che il vostro sogno e’ girare il mondo, solo perché io amo viaggiare. Chi vi parla, ad esempio, vorrebbe scrivere un romanzo e lavorare per una grande testata.

Quando i sogni sono sentiti, profondi e incontenibili, lo si capisce al volo.

ESISTONO LIMITI DI ETA’?

In questo contest, cosi’ come nei sogni, l’eta’ non conta.

QUANDO SCADE IL CONTEST?

Chi desidera partecipare, potra’ farlo, da oggi, fino al 31 Ottobre. Svelero’ il nome del vincitore entro, e non oltre, l’8 Novembre.

Spero partecipiate in tanti.

Spero l’idea vi piaccia.

Ma soprattutto, spero di essere ispirata da uno dei vostri meravigliosi sogni.

LONDON IN A POCKET, COME LA CONSIGLIEREI AD UN AMICO

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Non passa giorno in cui non pensi, direttamente o indirettamente, a lei: Londra.

Una delle poche, pochissime città che amo alla follia, come peraltro credo di avervi già detto un centinaio di volte. Quando penso a Londra, non ci sono “se” e non esistono “ma”. Per me resta, infatti, uno di quei luoghi che – al momento – non ha eguali al mondo, nè a oriente nè ad occidente.

Se chiudo gli occhi, sento ancora il vento gelido di alcune giornate di inverno, in cui il vento pungente mi trapassava le ossa. Vedo quei cieli bianchissimi, che contrastano con una società colorata, vivace ed estremamente interessante. Il verde acido di quei prati sempre folti. E quelle atmosfere che fanno così tanto “romanzo di inzio ‘800”. Vedo il fumetto grigio e spesso che mi esce di bocca, come le parole, e sembra dissolversi, nello sforzo estremo di salire su’.

Se mai un giorno dovessi realizzare quel sogno impossibile di diventare imprenditrice di me stessa, è proprio li che me ne andrei a vivere: ritirata su una di quelle piccole barche del Regent’s Canal. Dove le giornate passano lente, autentiche e selvagge. In mezzo all’acqua, alle papere e agli inglesi che – nel week end – sgranocchiano carote sintetiche intinte in salsine fluorescenti di waitrose con in mano una bottiglia appannata di alcohol. Con quei girasoli giganti che, anche loro, nei pochi giorni di caldo vero, vanno alla ricerca di quell’unico spiraglio di sole che fuoriesce da cieli arancioni.

Mi lascerei andare a quella ‘pigrizia creativa’ che ho visto così tante volte, soprattutto in certi quartieri della città. A Londra le cose semplicemente accadono. In un flusso continuo, incontenibile e stimolante. Tutto e’ nuovo, perchè anche il vecchio viene continuamente rivisitato e ripensato.

Londra,

decisamente uno dei miei più grandi amori ‘per sempre’.

Due giorni fa ho ricevuto la mail di un mio amico che mi chiedeva, appunto, qualche consiglio utile su come organizzare un week end autunnale nella perfida Albione.

Così mi sono fermata un momento a far mente locale, a sistemare pensieri ed esperienze, rendendomi conto che non torno in città da più o meno 10 mesi. Un tempo così lungo se solo penso al 2014, un anno così meraviglioso, in cui ho avuto la fortuna di andarci una trentina di volte.

E così, per fortuna, mi è tornato in mente che ci ritornerò presto, prestissimo.

Stavolta, con una compagna di viaggio d’eccezione.

Scrivere questa breve guida, è stato come chiudere gli occhi e, per un momento, essere di nuovo lì. Sentire quei profumi, perdermi tra occhi e culture così diverse e così ben amalgamate..
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Ci sono due modi diversi per visitare Londra in un week end:

  1. concentrarsi soltanto su una specifica zona, opzione accettabile solo per chi conosce molto bene la città e vuole approfondirne solo una specifica parte (ad es. East London che, personalmente, trovo interessante, multietnica e “luminosa”)
  2. oppure fare hop-on-hop-off – utilizzando un daily ticket della metro/bus (a circa 9 sterline) – tra i punti più interessanti della città, opzione che trovo molto adatta a chi – Londra – la conosce ancora poco, perché è questo il modo migliore per averne una visione di insieme

I MIEI PERCORSI IMPERDIBILI

1.La bellissima passeggiata di South Bank. Ecco i luoghi di interesse lungo questo stupendo percorso:

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  • Tower Bridge, anche solo per un’immancabile foto iconica di Londra (ed è anche da li che si può cominciare la camminata verso South Bank)
  • Borough Market, storico mercato dello street food londinese. Consigliatissimo per una pausa pranzo lungo il percorso. Cibi, sapori, atmosfera e odori da tutte le parti del mondo.
  • The Shard, poco lontano dallo street food market, è il grattacielo più alto di Londra progettato da Renzo Piano. Molto costoso pranzare/cenare nel ristorante al top floor. Una buona alternativa è il bar (a metà altezza credo) che consente, anche solo bevendo qualcosa, di godere della vista sulla città. Ideale al tramonto, quando le luci cominciano ad accendersi.
  • Tate Modern and Millennium Bridge. Generalmente non consiglio di visitare i musei se si sta in città per un solo week end, anche se i musei di Albione sono meravigliosi e tutti gratuiti. Detto ciò, non è possibile non entrare alla Tate, anche solo per bere un caffè caldo e riscaldarsi qualche minuto alla caffetteria, soprattutto quando fuori è freddo. Tanto freddo. E’ sempre così affascinante vedere le persone diventare piccole nella immensa turbine hall della Tate, in quella atmosfera ostentata di ex centrale elettrica che continua comunque ad “alimentare” qualcosa: l’arte. Che si accende in ogni angolo di quel luogo, anche nel bianco candido più asettico. Imperdibile anche la passeggiata lungo il celebre ponte di Norman Foster, con una vista mozzafiato su St. Paul.
  • Shakespeare Theater. Lo storico teatro in cui è possibile, a costi decisamente accettabili, accedere anche a delle matinèe.
  • London  Eye. La tanto discussa ruota panoramica della città, ormai un’icona di Londra. Salirci per una corsa costa intorno a 30 sterline + un non indifferente tempo di attesa. Vale la pena arrivarci vicino anche solo per le bellissime foto che si possono scattare da li. La giostra enorme, la ruota panoramica, i lampioni grandi ed evocativi, il Tamigi e la meravigliosa vista sul Big Ben. Se si è fortunati, visitando la città durante il X-mas time, i mercatini di libri usati lungo il percorso si trasformano in un immenso mercato natalizio.
  • Big Ben. Lo storico orologio di Londra. Impossibile non attraversare il Tamigi per un’altra foto da incorniciare.

42. Regent’s Canal. Un percorso indimenticabile lungo uno dei canali più caratteristici della città, da Limehouse (poco distante da Canary Wharf, la nuova city, che consiglio di visitare anche solo per la vista sulla città alo tramonto) fino a Camden Town. Lungo il canale è possibile assaggiare la “vera Londra”, quella poco turistica. L’ideale è percorrere il percorso in bicicletta (quelle barclays cistano circa 1-2 sterline l’ora, se non ricordo male). Punti da non perdere lungo il percorso:

  • Victoria Park, uno dei bellissimi parchi della città. Ideale per un pic-nic se c’è il sole
  • Hackney, quartiere decisamente boho, in cui una volta a settimana (nel week end): vengono allestiti il mercato di street food e il mercato dei fiori, rispettivamente il sabato e la domenica. Il quartiere è indicatissimo per un brunch in uno dei localetti easy presenti sulla via principale o, ancora una volta, per un pic nic nel parco adiacente alla via principale. Sempre lì – sulla main street – è presente uno degli storici ristoranti tradizionali, in cui con meno di 5 sterline, è possibile mangiare uno tra i beef pie + mash potato più buoni di tutta la città.

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3. Camden Town e Primrose Hill. Decisamente uno dei miei luoghi del cuore, conosciuto grazie ad una vecchia amica che non sento più da un pò. Se si percorre il canale di Camden, luogo iconico per i mercati, i negozi appariscenti e ideale per un pranzo o una birra, si arriva – in meno di 15 minuti – in uno dei quartieri più autentici di e chic di Londra: Primrose Hill. Da li’, a pochi passi dal viale principale, è possibile godere di una delle viste più belle della città. E’ l’incantata collina del parco di Primrose Hill. Imperdibili sulla ‘Primrose Hill’ street i deliziosi cupcackes di “Sweet Things”.

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4. East London. La nuova Londra, quella più hipster e progressista. Un’altra zona veramente da non perdere, sia per i locali, che per le atmosfere multi etniche e per il vintage che la popolano. Consiglierei di alloggiare proprio qui, in modo da poter godere – senza lo stress dei mezzi pubblici – delle serate lunghe, divertenti e alcoliche della perfida Albione, che – guarda caso – si concentrano proprio qui. Posti imperdibili:

  • La old city, assieme a Canary Wharf, luogo di finanza e di colletti bianchi. Visitare la city durante la settimana, magari in un caotico lunedì lavorativo, ha decisamente tutto un altro sapore.
  • Brick Lane, una tra le strade più multietniche della città. Molto belli i mercati (sia al coperto che non) dello street food la domenica mattina. Coloratissimi anche gli shop del Vintage, dove è possibile trovare pezzi molto interessanti, i caffè indipendenti e i bagel dello storico negozio ‘BAGEL BAKE’ (aperto h24) in cui il panino nordico, a forma di ciambella, è disponibile in mille e una varianti (le mie preferite: salmone e formaggio, meringhe, carne kosher e mostarda)   
  • Shoreditch, il luogo più hipester di Londra. Pieno di locali notturni e caffè dal grande carattere, spazi di co-working dal grande design e street art da lasciare a bocca aperta (così come quella di Brick Lane peraltro)
  • Spitalfield Market, uno dei più famosi mercati del vintage (vero o ben riprodotto) londinese

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5. La Londra posh. Residenza di arabi e inglesi ricchi, ma tanto ricchi eh. Cosa non perdere:

  • Chelsea, anche solo per un pranzetto o un afternoon tea (magari alla Patisserie Valerie, accessibile a tutte le tasche) nella piazzetta principale di quartiere
  • Saatchi Gallery, una delle più belle gallerie di arte contemporanea nel cuore di Chelsea
  • Hyde Park e la Serpentine Gallery.  Ancora una volta una gallerie, anche in questo caso tra le più fighe della città, ma stavolta nel cuore di uno dei parchi più rappresentativi di tutta Londra. Non è poi tanto strano imbattersi in artisti del calibro di Marina Abramovic o Yoko Ono, che proprio alla Serpentine si sono più volte esibili
  • Harrods, che fai sei a Londra e non passi dai magazzini Harrods? Pur essendo una grande amante di “Liberty” (un altro storico big-shop non lontano da Carnaby Street), devo ammettere che l’atmosfera di Harrods durante il x-mas time (da fine ottobre in poi) è imbattibile.

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6. Portobello Market e Notting Hill. Una zona veramente molto piena di italiani ma che, tuttavia, reste sempre bellissima. Ideale per scattare foto indimenticabili. Ai palazzi, ai pub, al mercato, ai fiori in primavera. Tutto qui esplode di bellezza e diventa estremamente fotogenico. Consigliatissimo un brunch in uno dei bellissimi pub in legno caldo di Notting Hill. Qui i prezzi salgono leggermente rispetto alla East London, ma – seguendo un po’ il proprio istinto – un piatto di eggs benedict lo si riesce ancora a spuntare ad un prezzo accettabile.

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7. Il quartiere di GREENWICH. Dove il tempo si è fermato. E dove io e The Dux abbiamo trascorso giornate stupende che sembravano non voler finire mai. Ci sono molti modi di arrivare qui, ma il tunnel sotterraneo che attraversa il Tamigi è di certo il più caratteristico. Greenwich è un pittoresco quartiere del borgo reale di Greenwich ed ha diverse luoghi di interesse. Primo fra tutti, l’Osservatorio reale, nel cui giardino si trova il meridiano 0. L’Osservatorio reale si trova peraltro in cima alla collina del grande parco di Greenwich, che regala una vista incantevole su tutta Londra, con Canary Wharf che svetta di fronte.

Personalmente amo alla follia questo quartiere, a cui molti rinunciano. Ma capisco che – in un week end – non si può far tutto… purtroppo!

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8. La Londra turistica. Amore e Odio, almeno per me.

  • Covent Garden, un luogo che – sebbene turistico – io adoro. Confesso: ascortare gli artisti che suonano continua ad emozionarmi moltissimo. E poi a Natale (sempre da fine ottobre in poi…)… con gli addobbi: amore puro!!
  • Soho e China Town, zona chiassosa in cui vale la pena andarci anche solo per un pranzetto in uno dei ristoranti cinesi della zona. Uno in particolare, quello dei dumplin fatti a mano, il mio preferito! I can’t remember the name: sorry for that!! Ma sono certa che basterà chiedere indicazioni… ricordo solo una scritta verde all’angolo… decisamente poco indicativa. Ma – su questo non ho dubbi – è l’unico ristorantino in cui i tradizionali ravioli cinesi vengono impastati a mano ed esposti in vetrina, così come la signora che maneggia la pasta biancastra e quel ripieno profumato.
  • Piccadilly Circus, Regents Street, Oxford Street. Luogo di shopping e tanta tanta gente. Da una delle traverse di Regents Street, si arriva in un attimo nella storica Carnaby Street e da Liberty, appunto.

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9. Trafalgar Square e Buckingham Palace, anche solo passarci (in bus, a piedi, in bici) e dire: “Si, dai, ci sono stato”

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